Cinque ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, rappresentanti delle istituzioni e della Chiesa riuniti a Riva del Garda attorno alla figura di don Angelo Confalonieri, il missionario trentino che nella prima metà dell’Ottocento scelse di condividere la vita delle popolazioni aborigene dell’Australia.
L’incontro, ospitato giovedì 1° ottobre a Palazzo Martini, ha visto la presenza degli ambasciatori Andrii Yurash per l’Ucraina, Marcus Bergmann per l’Austria, Keith Pitt per l’Australia, Shin Hyung-sik per la Repubblica di Corea e Koji Abe per il Giappone. Tra i partecipanti anche l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, mentre padre Francesco Patton è intervenuto in videocollegamento.
Confalonieri, accanto agli aborigeni
Nato a Riva del Garda nel 1813 e ordinato sacerdote nel 1839, Angelo Confalonieri arrivò nel 1846 a Port Essington, nell’Australia settentrionale. Nei due anni che precedettero la sua morte, avvenuta nel 1848, condivise in modo radicale la vita delle popolazioni aborigene, imparandone le lingue e adattandosi al loro stile di vita. Il rapporto di fiducia costruito con le comunità locali fu tale da portare all’attribuzione al sacerdote trentino del nome di gruppo “Nagojo”, segno della sua integrazione nella società indigena.
La sua vicenda è stata al centro dell’incontro “La realtà dell’utopia”, dedicato alla tutela delle minoranze e alla vita accanto agli esclusi, mettendo in dialogo l’esperienza del missionario rivano con quella di san Francesco d’Assisi, nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Poverello.
San Francesco e don Angelo: la radice evangelica
Proprio sui punti di contatto tra Francesco e Confalonieri si è soffermato padre Francesco Patton: la scelta di condividere la vita degli ultimi, l’esistenza vissuta come cammino e il sine proprio, il non appropriarsi di nulla. Una scelta che, ha sottolineato Patton, nasce da “motivazioni squisitamente evangeliche”. In entrambi i percorsi la fraternità non rimane così un principio astratto, ma diventa vicinanza concreta, condivisione e servizio.
A ripercorrere più nel dettaglio la vicenda del missionario è stato Rolando Pizzini, uno dei massimi conoscitori del missionario trentino e autore del volume “Angelo Confalonieri fra gli Aborigeni d’Australia”. Il sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni ha invece richiamato l’attualità di una testimonianza fondata sulla capacità di incontrare l’altro non ponendosi sopra o davanti a lui, ma scegliendo di stargli accanto.
Un incontro dal respiro internazionale
La presenza dei cinque ambasciatori ha dato alla serata un particolare respiro internazionale. A intervenire è stato in particolare l’ambasciatore australiano Keith Pitt, accompagnato da Ignacio Falcon della delegazione australiana, nel segno del legame che la vicenda di Confalonieri continua a creare tra il Trentino e l’Australia.
L’incontro si è concluso con la consegna di targhe commemorative e la firma dell’Albo d’oro del Comune di Riva del Garda.
L’iniziativa prosegue venerdì 2 ottobre al Castello del Buonconsiglio di Trento, con una seconda giornata dedicata alla tutela delle minoranze e all’esperienza dell’Autonomia del Trentino-Alto Adige, nell’80° anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber.
Fonte Comune Riva del Garda – Foto Matteo Tedeschi




