papa spagna giovani

Leone XIV ai giovani in Spagna: “Non smettete di cercare, anche nella notte”

bookmark

Nel viaggio apostolico in Spagna, Papa Leone XIV ha scelto di fermarsi davanti alle domande più vere dei giovani: il vuoto lasciato dalla rincorsa al successo, la fatica della salute mentale, le ferite familiari, il perdono, la ricerca di Dio quando tutto sembra buio.

Leone XIV ha incontrato i giovani in due momenti distinti: a Madrid, nella veglia di Plaza de Lima, rispondendo a sei domande su fede, vocazione, missione e impegno nella società; e a Barcellona, allo Stadio Olimpico “Lluís Companys”, raccogliendo interrogativi ancora più personali su inquietudine, salute mentale, dolore e perdono.

L’inquietudine sociale

La prima domanda è arrivata da un giovane che ha raccontato il peso di una società in cui sembra contare solo produrre, avere successo e curare la propria immagine. A questa inquietudine Leone XIV ha risposto invitando a non spegnerla, ma a custodirla. L’inquietudine, ha spiegato, non è necessariamente un problema: può diventare il segno che il cuore umano è fatto per qualcosa di più grande.

Il Papa ha messo in guardia dall’“idolatria del profitto e del rendimento”, dalla frenesia di dover essere sempre vincenti e dal culto dell’immagine. Tutto questo, ha osservato, rischia di addormentare la coscienza. Per ritrovare ciò che conta davvero, Leone XIV ha indicato una via concreta: fermarsi, dare valore al tempo, leggere il Vangelo, pregare, coltivare il silenzio e lasciarsi accompagnare dentro un cammino ecclesiale.

La “malattia silenziosa”

Particolarmente forte anche la domanda posta da una giovane che ha parlato della depressione come di una “malattia silenziosa”. Il Papa ha risposto con parole di grande delicatezza, riconoscendo anzitutto il coraggio di chi riesce a raccontare la propria sofferenza. Ha poi ricordato che la salute mentale è sempre più minacciata anche nelle società considerate avanzate e ha auspicato un sistema sanitario capace di mettere tra le priorità questo malessere spesso invisibile.

Ma Leone XIV è andato oltre la sola dimensione sociale e sanitaria. Davanti alla domanda su dove sia Dio quando l’oscurità sembra totale, ha indicato la croce di Gesù come il luogo in cui Dio non spiega il dolore dall’esterno, ma lo attraversa con l’umanità. “Dio non vuole la sofferenza, la porta con noi”: è questa una delle consegne più nette del Papa, che ha invitato anche la Chiesa a non spiritualizzare superficialmente il dolore, riducendolo alla “volontà di Dio” o a un progetto misterioso.

Il perdono

Un’altra domanda ha toccato il tema del perdono. Una giovane, segnata da una storia familiare molto dolorosa, ha chiesto come sia possibile perdonare chi ha fatto del male e come riconciliarsi davvero con Dio. Leone XIV ha risposto distinguendo con chiarezza la responsabilità di Dio da quella dell’uomo: non si può attribuire a Dio ciò che è affidato alla libertà e alla responsabilità umana.

Il Papa ha parlato della violenza, in particolare contro le donne, come di una realtà drammatica che interpella tutti: le persone, la società, la cultura, le relazioni familiari. E sul perdono ha evitato ogni scorciatoia. Perdonare, ha detto, non è un atto immediato né un obbligo da compiere senza fatica: è un cammino, un processo, spesso lungo, che richiede pazienza, accompagnamento e piccoli passi.

Con grande equilibrio, Leone XIV ha precisato anche che perdonare non significa necessariamente tornare alla situazione precedente o ristabilire un rapporto pieno con chi ha ferito, soprattutto quando c’è stata violenza. Il perdono, piuttosto, comincia dal rifiuto dell’odio e della vendetta, dalla possibilità di chiedere a Dio di trasformare lentamente il risentimento in misericordia.

Nell’omelia della veglia, il Papa ha raccolto queste domande attorno all’immagine evangelica di Nicodemo, “pellegrino nella notte”. Anche la notte, ha detto, può diventare luogo di benedizione: non necessariamente fallimento, ma spazio in cui lasciarsi spogliare dalle maschere e tornare all’essenziale.

Fonti Vatican News, Agensir

Foto: Vatican Media/Agensir