A Fornace la Prima Messa del domenicano trentino padre Stefano Pisetta, ordinato sacerdote a Bologna dal cardinale Zuppi

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È stato ordinato sacerdote sabato 18 luglio, nella Cattedrale di San Pietro a Bologna, padre Stefano Maria Giovanni Pisetta, domenicano trentino originario di Fornace. A presiedere la celebrazione, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Insieme a padre Stefano hanno ricevuto l’ordinazione presbiterale i confratelli domenicani Damiano Andrini e Andrea De Cecco.

La comunità di Fornace accoglierà il nuovo sacerdote martedì 21 luglio, in occasione della sua Prima Messa. La celebrazione è prevista alle ore 19.30, con l’accoglienza nella piazza davanti alla chiesa parrocchiale di San Martino.

Trent’anni, diplomato al liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Trento, padre Pisetta ha raccontato la propria storia vocazionale in un’intervista raccolta da Diego Andreatta per il settimanale diocesano Vita Trentina. Un percorso maturato gradualmente, senza episodi eclatanti, a partire dalla fede vissuta in famiglia e nella comunità cristiana del suo paese.

Tra le figure che più hanno inciso sulla sua scelta padre Stefano ricorda il compianto parroco di Fornace don Alfredo Pederiva. A colpirlo fu soprattutto il modo in cui il sacerdote si prendeva cura delle persone ammalate. Vedendolo all’opera, Stefano cominciò a domandarsi: “Forse potrei diventare sacerdote anch’io”. Anche la presenza nella storia familiare di tre religiosi camilliani, fratelli del nonno, contribuì a rendere la vocazione sacerdotale una possibilità concreta.

Importante fu anche l’incontro con Matilde Zanoner, sua insegnante di lettere al liceo e animatrice di Gioventù Studentesca. Pur sapendo di avere davanti a sé poco tempo a causa della malattia, continuò a insegnare con passione e a testimoniare la propria fede. Una presenza che lasciò nel giovane una domanda: “Come posso io far conoscere Cristo agli altri in questo tempo?”

Dopo il diploma, padre Stefano ha attraversato una fase di discernimento tra il presbiterato diocesano e la vita religiosa. Nei Domenicani ha trovato una sintesi capace di rispondere alla sua ricerca: la vita comune, la celebrazione corale della liturgia e l’approfondimento intellettuale della fede, vissuto non come speculazione distante dall’esperienza, ma come strumento per leggere la vita. “La mia ricerca inquieta del volto di Dio ha avuto questa modalità e così ho trovato casa nei Domenicani”, ha spiegato a Vita Trentina.

Sette anni fa i primi voti, quindi il postulandato e il noviziato a Milano, la formazione nel convento di Bologna, la professione solenne e il diaconato. Negli ultimi mesi ha affiancato il servizio pastorale agli studi a Roma, dove sta conseguendo la licenza in teologia patristica all’Augustinianum.

Alla vigilia dell’ordinazione, padre Stefano aveva descritto il proprio stato d’animo con due parole: pace e fiducia. La ricerca vocazionale, aveva osservato, è stata un cammino progressivo, nel quale ha maturato la consapevolezza di non essere solo. Un’esperienza avvertita con particolare intensità durante il ministero diaconale e che ora accompagna l’inizio del suo servizio come sacerdote domenicano.