Ancora un bagno di folla a Palù di Giovo, nella serata di lunedì 16 marzo, per percorrere la Via Crucis e Via Lucis sulla strada intitolata alla memoria di Sara Piffer e a tutti gli sportivi vittime, come lei, della strada.
A guidare il cammino, inaugurato lo scorso gennaio nel primo anniversario della morte della giovane promessa del ciclismo (qui articolo), è salito a Palù anche l’arcivescovo Lauro Tisi.
Insieme al parroco don Lamberto Agostini, monsignor Tisi ha ripercorso le stazioni – arricchite anche dai disegni creativi di Sara – insieme ai genitori della ragazza, Lorenzo e Marianna e ai tre fratelli Gabriele, Christian e Loris.
Croce “comunitaria”
Molte le persone presenti, con la loro fiaccola, anche dai paesi limitrofi, e tanti soprattutto i giovani. I rappresentanti delle parrocchie cembrane si sono alternati nel portare la croce. Un particolare – quello della condivisione comunitaria e dell’affetto per la famiglia Piffer – sottolineato in modo particolare da don Lauro, una volta giunti in cima al percorso, al capitello della Madonna del Vascon, impreziosito dalla statua mariana restaurata da Sara a soli 16 anni.
L’ulivo dei coscritti
Poco distante, al termine della via Crucis, è stata interrata una pianta d’ulivo, dono dei coscritti di Sara, simbolo di pace e segno di profonda stima nei confronti di una loro coetanea “speciale” e di vicinanza alla famiglia, la quale ha di recente dato vita a una Fondazione che intende operare per rilanciare i tanti sogni di Sara nei suoi 19 anni vissuti intensamente.




