Dies Academicus dell’ISSR “Romano Guardini” con il Rettore Deflorian: “La cultura strumento fondamentale per la convivenza e la crescita umana”

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Un pomeriggio di riflessione e festa, nel segno dell’intreccio tra studio teologico, cultura laica e sguardo sul sociale ha segnato l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Romano Guardini” di Trento. Il Dies Academicus, celebrato mercoledì 25 febbraio nell’Aula Magna del Collegio Arcivescovile, ha riunito autorità civili e accademiche, docenti, studenti e rappresentanti delle istituzioni del territorio.

A guidare il pomeriggio è stata suor Chiara Curzel, docente di patristica, che ha richiamato il significato dell’appuntamento: un’occasione per rendere visibili i cammini compiuti e per accrescere la consapevolezza della missione dell’Istituto nella Chiesa e nella società.

L’evento – animato dai brani del cantautore Mattia Civico (noto come direttore del Punto d’Incontro, ma anche recente iscritto al Guardini) – ha visto in avvio la consegna dei diplomi di Baccalaureato e Licenza in Scienze Religiose, segno tangibile di un percorso formativo che unisce approfondimento teologico, crescita umana e servizio alla comunità ecclesiale e civile.

Formazione teologica come servizio alla Chiesa e alla società

Nel suo saluto, il preside della Facoltà Teologica del Triveneto don Maurizio Girolami ha sottolineato il valore della formazione teologica per il territorio e per la vita ecclesiale. Promuovere gli studi teologici significa offrire strumenti per comprendere la vita umana e per nutrire la spiritualità e il pensiero critico.

“La promozione degli studi teologici offre una possibilità inedita di pensare la vita umana e di trovare nutrimento per la vita spirituale e intellettuale”, ha affermato, incoraggiando studenti e docenti a rafforzare la collaborazione con le realtà ecclesiali e sociali del territorio.

Cultura, umanità e fede: i tre pilastri del Guardini

Nel suo intervento inaugurale, il direttore dell’Istituto don Stefano Zeni ha proposto una riflessione simbolica ispirata alla fisica, utilizzando la “regola della mano destra” per descrivere le tre dimensioni fondamentali della formazione offerta dall’ISSR: formazione culturale, formazione umana, formazione cristiana. “La cultura non è un lusso per pochi privilegiati: è uno strumento di libertà”, ha spiegato, sottolineando come una persona culturalmente formata sappia leggere la realtà in profondità e non si lasci manipolare. Accanto alla cultura, la formazione umana nasce dalla relazione: “La persona si rivela nell’incontro, nel rapporto, nell’amore”. Infine, la formazione cristiana, che non limita la ragione, ma la apre a orizzonti più ampi: “La fede non spegne la ragione ma la chiama a compiti più grandi”.

La prolusione del Rettore Deflorian: il valore umano della cultura

Cuore dell’avvio dell’Anno Accademico è stata la lectio del professor Flavio Deflorian, Rettore dell’Università di Trento, che ha offerto una riflessione ampia e appassionata sul ruolo della cultura e del sapere. “Nessuno possiede la verità: ciascuno contribuisce ad avvicinarsi ad essa attraverso lo studio e la ricerca”, ha affermato, evidenziando il carattere progressivo e condiviso della conoscenza. Deflorian ha ribadito che università e istituzioni accademiche non sono semplicemente luoghi di formazione professionale: “La missione primaria dell’università è la cultura: non possiamo ridurla a un luogo dove si acquisiscono competenze per un lavoro”. “Molto di ciò che qualifica l’umano è qualcosa che, in senso utilitaristico, non serve. Eppure è essenziale per la nostra umanità”, ha rilevato il Rettore.

In altri passaggi chiave della sua riflessione, Deflorian ha parlato del sapere come “percorso progressivo verso la realtà”, sottolineando come il “pensiero critico” abbia il ruolo di “antidoto alle semplificazioni e ai totalitarismi” e la conoscenza possa divenire strumento per superare diffidenze e paure e per cogliere anche nella diversità una “ricchezza che si comprende solo attraverso l’incontro. La conoscenza è spesso l’unica arma che abbiamo per superare diffidenze e conflitti”, ha sottolineato, ricordando come conoscere l’altro riduca le paure e favorisca l’inclusione. “La contaminazione tra discipline – ha aggiunto – è fonte di creatività” così come “la bellezza è una dimensione intrinseca della scienza e della cultura”. 

In un tempo segnato da polarizzazioni e tensioni globali, il Rettore ha ribadito che studiare è oggi più necessario che mai: “Ha senso studiare oggi più di ieri, perché la cultura è uno strumento fondamentale per la convivenza e la crescita umana”.

L’umano come eccedenza: la riflessione dell’Arcivescovo Tisi

A concludere il Dies Academicus è stato l’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi. Da “moderatore” dell’ISSR Guardini, Tisi ha ripreso le parole di Deflorian, rilanciando il tema dell’umanità come eccedenza e bellezza. “L’umano non è il terreno della funzionalità: è il terreno dell’incanto, della bellezza, del di più”, ha affermato. Quando l’uomo viene ridotto a tecnica, efficienza o utilità, ha proseguito, rischia di perdere se stesso: “Se perdiamo l’eccedenza dell’umano, non perdiamo solo Dio, ma perdiamo l’uomo in quanto tale, rivelatosi in pienezza nell’umanità di Gesù”. “In questa prospettiva – ha concluso don Lauro – un Istituto di Scienze Religiose rappresenta una risorsa preziosa per riscoprire la profondità dell’umano e aprirsi alla dimensione spirituale”.

I nomi dei nuovi diplomati

Di seguito i nome degli studenti che hanno ottenuto titoli di compimento del loro percorso al Guardini:

BACCALAUREATO IN SCIENZE RELIGIOSE: Berlanda Aldo, Bunaj Marlen, Mura Elenia

LICENZA IN SCIENZE RELIGIOSE: Divina Elisabetta, Canella Samuele, Cominolli Rosanna, Lorenzon Pietro, Natola Gerardo, Spinella Rosa, Zurlo Manuel

FOTO GIANNI ZOTTA