In preghiera per il creato. Riuniti a san Michele all’Adige il Consiglio Diocesano per le Questioni Ecologiche e la Rete per il creato. Vescovo Lauro: “Cambiamo i parametri con cui guardiamo il mondo e gli altri”

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“Stiamo correndo ai ripari, ma chi ci ha preceduto aveva una grande cultura del rispetto del creato. Dagli anni Sessanta, con il boom economico, abbiamo perso la testa, e come vero fine abbiamo elevato il profitto: è quello la causa dei nostri mali”. L’arcivescovo Lauro parla nel chiostro della chiesa parrocchiale di San Michele all’Adige durante la preghiera promossa dai membri del neonato Consiglio Diocesano per le Questioni Ecologiche (CDQE) e della Rete Diocesana per la Custodia del creato, pure di recente costituzione.

Un primo incontro, giovedì 24 novembre, che nelle intenzioni del delegato don Cristiano Bettega dovrebbe diventare un appuntamento bimestrale di preghiera e riflessione “per unire – spiega Bettega – la contemplazione ‘del’ creato all’azione ‘per’ il creato e soprattutto per la creatura umana”. La preghiera avviene dopo la visita al vicino Museo degli usi e costumi della gente trentina e nel paese che ospita la Fondazione Mach con il suo centro di studio e ricerca che “in questi anni – a detta di don Lauro – ha fatto moltissimo per un‘agricoltura sempre più sostenibile e rispettosa del creato”.

“Cibo sintetico? Aberrazione” 

“Mentre si alzano giustamente le voci contro l’aberrazione del cibo sintetico – ha poi aggiunto monsignor Tisi – dobbiamo dirci con forza che ci sarebbe cibo per tutti gli uomini se noi del ‘primo mondo’ non avessimo sottratto risorse per stare bene solo noi. Dobbiamo fare il  ‘mea culpa’ per uno sviluppo economico squilibrato che sta portando morte a nord come a sud”.

“Nuovi parametri” 

“Cambiamo – dice ancora l’Arcivescovo – i parametri con cui guardare il mondo: papa Francesco ha messo bene in luce come la tutela del creato è legata al nostro modo di stare al mondo. Torniamo, come ci ricorda la pagina evangelica, ad essere piccoli, uomini che scoprono che nell’alleanza con gli altri, nel tornare all’incontro e all’abbraccio può nascere un mondo bello. Non aspettiamo i grandi del mondo, cominciamo da noi”.