Una giornata carica di emozione e memoria ha visto oggi una delegazione della Diocesi di Trento raggiungere il Friuli per partecipare alla grande celebrazione dei cinquant’anni dal devastante terremoto del 6 maggio 1976, che provocò circa mille vittime e rase al suolo interi paesi. Tra questi, Moggio Udinese, località profondamente legata alla comunità trentina da uno storico gemellaggio nato proprio dopo la tragedia.
Della delegazione, guidata dall’arcivescovo Lauro Tisi, facevano parte il presidente della sezione ANA di Trento Paolo Frizzi, il magistrato e politico Gianni Kessler che in Friuli svolse per un anno il suo servizio civile con la Caritas, Gabriele Paris in rappresentanza della parrocchia di Ravina che fornì aiuto economico e braccia volontarie al paese di Cergneu (una quarantina di chilometri da Moggio), Stefano Sandri, Ispettore dei Vigili del Fuoco volontari di Cavalese (in rappresentanza della Federazione) e Piergiorgio Franceschini (Servizio Comunicazione diocesano).
A mezzogiorno la delegazione è stata accolta nel Municipio di Moggio dalla sindaca Martina Gallizia e dal parroco monsignor Lorenzo Caucig. Successivamente, il gruppo si è spostato a Gemona del Friuli per partecipare alla Messa commemorativa.
Le parole dell’arcivescovo Lauro Tisi
“Oggi – ha sottolineato don Lauro – abbiamo sentito da molte voci raccontare come i trentini abbiano soccorso e aiutato la popolazione terremotata di Moggio Udinese, con cui la nostra Diocesi era gemellata.
Davanti alla fontana, donata dalla Val Rendena, credo che venga l’invito per tutti i trentini ad essere di nuovo sorgente di gratuità. Abbiamo dato tanto e possiamo continuare a farlo”.
Il ricordo della sindaca Martina Gallizia
“Il cinquantesimo del terremoto è l’occasione per tenere viva la memoria della tragedia ma anche per ricordare la straordinaria solidarietà verso la nostra comunità e gli altri 44 Comuni sinistrati in Friuli. Quella solidarietà manifestata nel rapporto diretto tra oltre trecento parrocchie trentine e le famiglie moggesi e che oggi si riflette nella vivace vita associativa di questa terra”.
La celebrazione a Gemona
La giornata si è conclusa con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, e concelebrata dall’arcivescovo di Udine monsignor Riccardo Lamba e dal cardinale Giuseppe Betori, insieme a una trentina di vescovi.
“Da qui – ha detto Zuppi – deriva una lezione per tutta l’Italia e per il mondo di cosa significa lavorare e lavorare insieme dove ciascuno fa il massimo senza opportunismi, polarizzazioni, misere, ignoranti, calcoli, convenienze piccine, di parte perché l’unica parte è affrontare il dolore e ricostruire”. La Messa si è svolta davanti a circa cinquemila persone nella grande spianata della Caserma Goi di Gemona, con fedeli provenienti da tutta la regione friulana e da numerose diocesi italiane, tra le circa ottanta gemellate con i territori colpiti dal sisma”.
Un momento intenso che ha unito memoria e gratitudine, rinnovando il valore della solidarietà che, mezzo secolo fa, contribuì alla rinascita di un’intera comunità.
Mercoledì 6 maggio, giorno dell’anniversario del terremoto, saranno a Gemona il presidente della Repubblica Mattarella e la premier Meloni.




