Vermiglio, al via la conta dei danni dopo l’incendio: priorità alla messa in sicurezza della chiesa di Santo Stefano

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Dopo la drammatica notte dell’incendio a Fraviano di Vermiglio, è il momento della valutazione dei danni e della programmazione dei primi interventi di messa in sicurezza. Particolare attenzione è rivolta alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano, uno degli edifici più gravemente colpiti dal rogo, che ha interessato il tetto della chiesa e, in parte, anche quello del campanile.

Nel pomeriggio di venerdì 3 luglio il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha effettuato un sopralluogo nell’area interessata dall’incendio, partecipando a un vertice operativo con le autorità locali e i responsabili dei soccorsi. All’incontro era presente, oltre al parroco don Enrico Pret, anche il vicario generale dell’Arcidiocesi di Trento, don Claudio Ferrari, a conferma del coinvolgimento diretto della Diocesi nella gestione dell’emergenza e nella tutela dell’edificio sacro.

Accanto al presidente hanno preso parte al sopralluogo la vicesindaco di Vermiglio Valentina Mariotti, la dirigente del Servizio antincendi e Protezione civile Ilenia Lazzeri, i rappresentanti dei Vigili del fuoco volontari della Val di Sole e il consigliere provinciale Carlo Daldoss. Il gruppo ha potuto constatare da vicino l’entità dei danni e fare il punto sulle attività ancora in corso.

Il presidente Fugatti ha espresso un sentito ringraziamento a quanti hanno operato durante tutta la notte: “In un contesto estremamente complesso, con edifici storici molto ravvicinati e costruzioni in legno, i Vigili del fuoco sono riusciti a impedire che le fiamme si propagassero alle abitazioni circostanti. Ancora una volta il nostro sistema di Protezione civile ha dimostrato capacità operative, professionalità e una grande sinergia tra Corpi volontari e permanente e le strutture provinciali”.

La chiesa tra le priorità degli interventi

Per quanto riguarda la parrocchiale di Santo Stefano, la Provincia ha assicurato la propria disponibilità a intervenire rapidamente. «Disponiamo degli strumenti normativi e finanziari per intervenire, tenuto conto del valore storico, architettonico e identitario che questo edificio rappresenta per la comunità», ha dichiarato Fugatti, precisando che per gli immobili privati saranno invece necessarie valutazioni tecniche caso per caso.

Le verifiche sulla chiesa sono già iniziate. Oltre ai Vigili del fuoco e ai tecnici della Protezione civile, sono al lavoro il Nucleo dei tecnici agibilitatori, incaricato di verificare la stabilità delle strutture e di salvaguardare gli elementi storico-artistici presenti all’interno dell’edificio, insieme alla Soprintendenza per i beni culturali, chiamata a valutare le condizioni del patrimonio artistico.

Il responsabile della comunità, don Pret, ha già annunciato che data l’indisponibilità della parrocchiale, le celebrazioni saranno dirottate sulla chiesa di Pizzano.

Nel corso della giornata sono proseguite le operazioni di spegnimento degli ultimi focolai e di monitoraggio dell’area, mentre sono state avviate le procedure per definire gli interventi di somma urgenza necessari a mettere in sicurezza la chiesa e gli altri edifici danneggiati.

L’incendio, sviluppatosi intorno all’una della notte, ha richiesto un imponente dispiegamento di forze: tutti i Corpi dei Vigili del fuoco volontari della Val di Sole, con il supporto di alcuni Corpi della Val di Non, del Corpo permanente di Trento, degli Psicologi per i Popoli del Trentino e delle altre strutture del sistema provinciale di Protezione civile hanno lavorato per ore per contenere le fiamme, assistere gli sfollati e preservare, per quanto possibile, uno dei luoghi simbolo della comunità di Vermiglio.