Venerdì Santo 10 aprile – “La croce, potenza dell’amore di Dio” – don Mario Tomaselli

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Il Gesù Crocifisso, che oggi contempliamo, è il Vertice della Rivelazione del Volto di Dio. È il volto e il cuore di un Dio che è onnipotenza di amore e soltanto onnipotenza di amore per tutti, che risponde al male con l’amore e il perdono. Nel crocifisso vediamo «la vera onnipotenza di Dio che è la capacità di annullarsi per amore, di donarsi per amore, di morire per amore» (card. Martini).
Nel morire per amore del Crocifisso contempliamo con ammirazione e riconoscenza i volti degli operatori sanitari che, come Gesù, hanno dato e stanno dando la vita per amore degli ammalati. Il nostro essere discepoli del Gesù crocifisso deve portarci a saper vedere – fermarci e toccare – tutti coloro in cui Gesù continua ad essere crocifisso oggi. Le lacrime, le ferite, le piaghe dei crocifissi di oggi diventino nostre lacrime, nostre ferite, nostre piaghe.
Non fermiamoci solo ai numeri dei nostri fratelli e sorelle morti e contagiati ma nel volto del Crocifisso vediamo, con il cuore, i volti di coloro che muoiono nella solitudine, i volti dei loro familiari che non possono raccogliere l’ultimo desiderio dei loro cari, i volti impotenti di medici ed infermieri e i volti preoccupati di coloro che devono prendere decisioni per il bene della collettività.
Ma siccome le braccia del Crocifisso sono aperte per tutti, ecco che il nostro contemplare non sarà ipocrita, ma vero, se, anche noi, discepoli del Crocifisso, apriremo le nostre braccia e il nostro cuore ai milioni di profughi rinchiusi nei campi profughi e che trovano porte chiuse, a motivo di cuori blindati da paure e calcoli egoistici. Il nostro contemplare il Crocifisso sarà vero se avremo cuore e braccia aperte per le persone più fragili e scartate dall’efficientismo della nostra società, per gli anziani delle case di riposo, per i nostri fratelli e sorelle nelle carceri, per i milioni di persone che muoiono di fame e di stenti.
La contemplazione del Crocifisso e dei crocifissi di oggi ci spinga ad essere più solidali e prossimi di chi è nella sofferenza. Il fascino dell’amore crocifisso di Gesù ci sospinga ad aprire le porte a Lui per farlo entrare nelle nostre vite, perché il suo donarsi diventi il nostro donarci per amore.