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Festa di San Romedio, in migliaia al santuario per la fiaccolata e la Messa. Vescovo Lauro: “Non lasciatevi portare via il nome di Gesù”

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(San Romedio, 15 gennaio 2020) “Meraviglioso Dio di Gesù di Nazareth scuoti questa Chiesa, scuoti il Trentino e fa’ che gli uomini, prima di abbandonarti, ti diano un ultimo sguardo per accorgersi che quell’Uomo da duemila anni continua a segnare la storia. Tutto è saltato – imperi, sistemi economici – ma continua a esserci il nome di Gesù di Nazareth, testimoniato dai tanti ‘Romedio’ nascosti che, vivendo di Cristo, sfidano la storia e le regalano un futuro”. La voce dell’arcivescovo Lauro si appassiona più del solito all’apice dell’omelia nel giorno della festa di San Romedio, nella chiesa più elevata dell’eremo noneso, in una giornata tersa e con il termometro ben al di sotto dello zero.

Preceduta ieri sera dai tre chilometri di emozionante fiaccolata notturna dalla Basilica di Sanzeno al santuario, con quasi duemila persone coinvolte in preghiere e riflessioni (quest’anno in particolare sul rapporto giovani-adulti), la festa conferma come l’eremita di Thaur, le cui spoglie sono conservate nel sacello più alto del santuario, sia tra le figure più amate dalla religiosità popolare non solo in Valle di Non ma in tutto il Trentino e pure fuori confine. Lo testimoniano i tanti accenti diversi che accompagnano le strette di mano a don Lauro, salito anche quest’anno al santuario per presiedervi la Messa “grande” delle ore 11 (le altre alle 9 e alle 16). Ma lo prova anche l’interesse dell’emittente dei vescovi TV2000, impegnata quest’anno in una lunga diretta nazionale dal santuario.

“Una festa – sottolinea monsignor Tisi al microfono dell’inviato Enrico Selleri, prima di vestire gli abiti liturgici – che richiama tre dimensioni a cui porre urgente attenzione: la capacità di porsi in ricerca, sul modello di Romedio uomo in perenne ricerca; la fraternità, come quella che anima le migliaia di pellegrini che salgono al santuario; infine il rispetto del creato – qui splendidamente richiamato dal suggestivo contesto ambientale in cui sorge il santuario, nota anche il giornalista – di cui l’uomo è parte integrante.”

 

padre Giorgio Silvestri, priore di San Romedio

Il saluto ai fedeli, che affollano non solo la chiesa superiore ma tutto il santuario, spetta in apertura dell’Eucarestia a padre Giorgio Silvestri, priore del santuario, accanto agli altri frati conventuali di Sant’Antonio (la piccola comunità nonesa, con alcuni confratelli saliti per l’occasione dal Veneto), ai parroci e ai sindaci della zona.

Nell’omelia, l’Arcivescovo rilancia la provocazione di “riappropriarsi del silenzio come bisogno umano, necessità per dare qualità al vivere. Mancando il silenzio si diventa estranei a noi stessi”. “Oggi – rileva don Lauro – abbiamo un bisogno irrefrenabile di riscoprire l’amore ma per fare questo dobbiamo conoscerci. Se non ti conosci, non hai la gioia di essere custodito da qualcun altro”. Di qui, secondo Tisi, che cita anche Bonhoeffer, la necessità di recuperare la dimensione del silenzio che “appartiene all’uomo, non alla religione. Il silenzio serve per una sana vita umana. Senza silenzio la parola diventa inefficace. Per stare con te stesso hai bisogno del silenzio”.

“Noi – approfondisce l’Arcivescovo – abbiamo un nome che può diventare il nostro silenzio: l’umanità di Gesù di Nazareth che senza imbarazzo si è fatto dare la parola da Maria e Giuseppe e ci ha raccontato la bellezza di Dio: un Padre che ha commozione per noi, ci aspetta e non punta il dito, è il pastore folle che lascia un intero gregge per una sola pecora perduta.”

“Quanto soffro – si rattrista don Lauro – vedendo tanti uomini e donne che stanno lasciando le nostre comunità, dicendo baldanzosamente di non avere più nulla a che spartire con Dio e con questa Chiesa. La sofferenza si fa grande, perché in verità lasciano un Dio contraffatto, raccontato male, testimoniato talvolta peggio. Lo lasciano senza averlo conosciuto. Per questo dico con profonda convinzione: prima di lasciare Dio, consultate Gesù Cristo! Non fermatevi al fatto che nelle stanze ecclesiali non si trovi sempre il meglio. Anzi, potreste anche provare orrore. Ma non lasciatevi portare via il nome di Gesù, che è bellezza e vita e permette al tuo cuore di abitare la vita, attraverso la via dell’amare e dell’essere amati”.

“Signore – implora l’Arcivescovo di Trento –, donaci il silenzio. Ti chiedo per questa Chiesa di essere consapevole della responsabilità di raccontare solo il tuo nome, di raccontare Gesù di Nazareth, non un Dio contraffatto, degli apparati e delle filosofie, Ma il Dio che scalda ancora il cuore agli uomini perché è il Dio che ti dà pace, futuro, gioia. Perdonate la passione ma sento che non c’è più tempo da perdere!”.

La liturgia prosegue animata dal coro giovanile di Livo, che intona anche un nuovo inno a San Romedio: “Fa’ che noi seguiamo il tuo cammino e impariamo da te la strada per giungere a Lui!”.

Poco dopo mezzogiorno termina la Messa, non la festa, alimentata dal piatto della tradizione romediana, a base delle immancabili trippe: agli alpini dei Nuvola il compito di distribuirne a tutti i pellegrini ben 1 quintale e mezzo. Ottimo viatico prima di riprendere il cammino verso casa. (pf)

Festa di San Romedio con concerto, camminata e celebrazioni. DIRETTA su TV2000 mercoledì 15 dalle 9 alle 11

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Anche quest’anno torna la festa del grande taumaturgo ed eremita san Romedio, presso l’omonimo santuario in Valle di Non, a pochi chilometri da Sanzeno.

L’edizione di quest’anno è arricchita e preceduta dal concerto di due cori insieme (il coro San Romedio e il coro Mandrchor Wold di Senale San Felice)  domenica 12 gennaio nella chiesa superiore del santuario. Ribalta televisiva per la festa romediana anche su TV2000 che sarà collegata in diretta dal santuario nella mattinata di mercoledì 15 dalle 9.00 alle 11.00.

Viene riproposto inoltre, visto il successo crescente di anno in anno, il Cammino nella notte, la sera di martedì 14 gennaio, con partenza alle 19.30 dalla basilica di Sanzeno (non è necessaria iscrizione o prenotazione, basta presentarsi sul posto) e arrivo, un paio d’ore più tardi dopo aver percorso 3 chilometri adatti a tutti, al santuario. Anche quest’anno i brevi spunti di riflessione partiranno da questioni proprie del mondo dei giovani, ma per parlare non solo ai giovani, ma a tutti. Per la prima volta quest’anno verranno distribuiti ai partecipanti i testi dell’edizione 2020 e anche quelli del 2019, a fronte di grande richiesta. I testi sono curati dal priore di San Romedio, padre Giorgio Silvestri, e dal giovane Gianmaria Beccari, ideatore di percorsi chiamati “Passeggiate filosofiche”. All’arrivo l’accoglienza coi canti del giovane cantautore Gabriele Mongardi, ispirati quest’anno al rapporto tra padri e figli. All’arrivo verrà offerto a tutti thè caldo e vin brulè e, per chi desidera, ci sarà a disposizione la spola di un pulmino per il rientro.

Mercoledì 15 gennaio, festa di San Romedio, verranno celebrate le tre Sante Messe, previste in Santuario alle ore 9.00, 11.00 e 16.00. La funzione solenne delle ore 11.00 sarà presieduta da mons. Lauro Tisi e sarà animata dal canto del coro “Anziani Terza sponda”.

Farà da cornice alla festa la tradizione del “pasto del pellegrino” che da oltre mezzo secolo viene riconosciuta nel piatto tipico delle trippe.

Per tutta la giornata di mercoledì 15 gennaio si potrà accedere all’Eremo di San Romedio tramite il servizio di bus navetta messo a disposizione gratuitamente -dalle 8.30 alle 17.30- dalle Amministrazioni Comunali di Sanzeno, Predaia e Romeno.

“San Romedio, festa del silenzio e dell’interiorità, per scoprirci chiamati all’incontro e amati da Dio”

Celebrata la ricorrenza del popolare santo con la fiaccolata e la s. Messa con il vescovo Lauro
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Grande partecipazione, martedì 15 gennaio, alla festa di San Romedio, nel santuario a lui dedicato. Nel cuore della religiosità popolare della val di Non, che attrae fedeli da ogni angolo del Trentino ma anche da fuori confine, almeno 1500 persone hanno camminato in pellegrinaggio già la sera precedente partendo da Sanzeno, scandendo i passi verso la gola del santuario fra silenzio, preghiera e meditazioni.

“Sempre più numerosi in cammino fin qui”, sottolinea padre Giorgio Silvestri, parroco di Sanzeno, ricordando che “il fenomeno San Romedio cresce ogni anno. Ne è prova – aggiunge – anche il fatto che in un anno sono stati compilati dai fedeli ben 50mila foglietti con le intenzioni di preghiera all’eremita”. La Messa solenne nel giorno della festa (alle ore 11, le altre alle 8 e alle 16), è stata presieduta dall’arcivescovo Lauro e concelebrata anche da padre Giovanni Voltan, provinciale dei frati minori conventuali del nord italia. Ad animare la liturgia, quest’anno, il coro di Tassullo che ha fatto risuonare – intonando in apertura il non usuale inno a San Romedio – le volte dell’antica chiesa arroccata nella parte più alta del santuario. 

“Questa festa sia per tutti l’occasione – ha esordito don Lauro – per sentire che la vita è pellegrinaggio, non un copione concluso ma uno spartito aperto su cui continuare a scrivere. La caratteristica dell’uomo è camminare e il traguardo dell’uomo è continuare a camminare”. Nell’omelia, Tisi si sofferma sul dramma della solitudine: “Impressiona pensare che nell’era della connessione h24, della banda larga, gli uomini e le donne che abitano la terra ci dicono che la vera emergenza è la solitudine”. La risposta, secondo l’Arcivescovo, è nella testimonianza di Romedio, “che ha fatto dell’abitare la solitudine la sua esistenza”. “C’è infatti una solitudine amara e triste, la mancanza di incontro, che porta ai drammi e la solitudine buona, che è la capacità di dialogare con i propri desideri e le proprie profondità. Ecco la provocazione di Romedio: tornare a frequentare il nostro il profondo, dove abita il Dio dell’Abba Padre. Se abitiamo l’interiorità siamo chiamati all’incontro perché Il nostro essere uomini ci costituisce come chiamati all’incontro. Ci serve però frequentare il silenzio, non come impegno religioso, ma come dato di umanizzazione, camera di decompressione dove stacchiamo la connessione e diamo conto alla chiamata all’incontro. Cristo ti dice osa, rischia, renditi vulnerabile. Metti in gioco le tue energie! Perché il Padre ti ama irrevocabilmente. E tu vivi nella misura in cui ami. San Romedio rivelaci che il Padre ci ama e amare è passare dalla morte alla vita. Chiediamo a Gesù che in quest’ora così segnata dall’arroganza, dalla competizione, possiamo capire che la vera potenza è trattare gli altri da eguali”. “Le vostre angosce e le vostre sofferenze – ha concluso il vescovo Lauro rivolgendosi a quanti sono saliti al santuario – sono abitate dal Dio dell’amore!”. 

Al termine della s. Messa, la tradizionale distribuzione del frugale pasto del pellegrino a base di trippe. Quest’anno gli alpini volontari ne hanno cucinato ben duececento chili.

coro di Tassullo

QUI SERVIZIO TGR TRENTO 

 

 

 

San Romedio, è grande festa. Cammino nella notte e s. Messa con vescovo Lauro

Lunedì sera il pellegrinaggio e martedì tre s. Messe
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Anche quest’anno torna il 15 gennaio la grande festa di san Romedio, anticipata la sera di lunedì 14 dall’ormai tradizionale “CAMMINO NELLA NOTTE”, itinerario a piedi dalla Basilica di Sanzeno fino a s. Romedio. Si tratta di un pellegrinaggio adatto a tutte le età e animato da brevi spunti di riflessione.  Quest’anno le riflessioni saranno legate al Sinodo dei giovani, per rivolgersi però a tutti: “ La parola ai giovani: Parole per i giovani”.  Saranno cinque le tappe corrispondenti ad altrettanti spunti di animazione che saranno curati a due voci da p. Giorgio, priore di s. Romedio in tandem col giovane filosofo romagnolo Gianmaria Beccari che da tempo si occupa di animare di contenuti e messaggi quelle che lui chiama passeggiate filosofiche. Il santuario sarà illuminato da centinaia di lumini che in tale occasione gli conferiscono un’atmosfera particolarmente affascinante e suggestiva. L’edizione scorsa ha visto la presenza di più di 1.200 persone, provenienti anche da lontano.

Martedì 15 gennaio verranno celebrate le tre S. Messe, destinate a ricordare le mirabili gesta del santo, previste in Santuario alle ore 9.00, 11.00 e 16.00. La funzione solenne delle ore 11.00 sarà presieduta da mons. Lauro Tisi , arcivescovo di Trento, animata dal canto del Coro parrocchiale di Tassullo e alla presenza delle autorità civili.  Farà da cornice alla festa la tradizione del pasto del pellegrinoche da oltre mezzo secolo viene riconosciuta nel piatto tipico delle trippe.

Per tutta la giornata del 15 gennaio, festa di s. Romedio, si potrà accedere all’Eremo di San Romedio tramite il servizio di bus navetta messo a disposizione gratuitamente dalle 8.30 alle 17.30 – dalle Amministrazioni Comunali di Sanzeno, Predaia e Romeno.