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Un centinaio alla preghiera di Avvento per l’Area Testimonianza e Impegno sociale

operatori e volontari del mondo Caritas, Missioni, Immigrati, Salute, Pellegrinaggi, Anziani, Ecumenismo e Acli
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La chiesa parrocchiale di S. Pio X in Trento ha accolto nel tardo pomeriggio di mercoledì 11 dicembre un folto numero di persone, invitate dai Servizi legati all’Area Testimonianza e Impegno sociale ad un momento di preghiera nel tempo di Avvento. L’invito erta rivolto a tutti coloro che a vario titolo operano nel mondo Caritas, ai gruppi missionari, nell’ambito dei migranti, la Consulta dei popoli, quanti sostengono l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, persone legate al mondo delle ACLI e del lavoro, chi segue l’ambito dei pellegrinaggi e le attività con e per gli anziani e gli ammalati. Un mondo variegato che il delegato d. Cristiano Bettega nella sua introduzione ha raccolto sotto il denominatore comune di chi “si prende cura dell’uomo nella sua interezza”.

La preghiera, ispirata alla spiritualità ecumenica delle comunità di Bose e di Taizé, è stata arricchita da gesti simbolici per ricordare concretamente i bisogni di coloro che più soffrono per le ingiustizie e le violenze del mondo contemporaneo: sono stati stesi una coperta termica e un grande lenzuolo bianco, poi illuminati e riscaldati da piccoli ceri accesi dai partecipanti.

A ricordo dell’incontro, a tutti i partecipanti è stato lasciato un piccolo calendario missionario del 2020 e un biglietto di auguri realizzato nel carcere di Trento.

L’incontro è terminato con un rinfresco natalizio, particolarmente gradito.

Successo per la catena solidale della “mani in pasta”. Giovani pronti a raccogliere la generosità di tanti trentini

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Ottimo riscontro nella partecipazione dei giovani e nella generosità dei trentini per l’iniziativa diocesana “Con le mani in pasta”, raccolta di viveri e generi di prima necessità realizzata in tutto il Trentino sabato 6 aprile. 

A partire dal mattino e lungo tutta la giornata i giovani si sono collocati all’ingresso dei supermercati (nelle foto i protagonisti a Trento in piazza Cantore) o hanno suonato porta a porta per raccogliere, in particolare, pasta e scatolame, o comunque cibo non facilmente deperibile, e materiali di prima necessità  destinati poi a persone o famiglie seguite da Caritas, Banco Alimentare e da altre associazioni che localmente si prendono a cuore situazioni di particolare indigenza.  L’iniziativa è stata coordinata da Caritas, Pastorale giovanile e Associazione Noi Oratori. Al momento si sta quantificando il cibo raccolto sabato scorso.

La giornata solidale si è conclusa a sera con un momento di condivisione e un video-messaggio del vescovo Lauro.  

Con le mani in pasta ha avuto anche un’ampia copertura mediatica, guadagnandosi la copertina dei TG locali. Qui il servizio andato in onda sulla TGR sabato 6 aprile:

 

1500 ragazzi a “Con le mani in pasta”. Sabato 6 aprile raccolgono viveri per gli indigenti in tutto il Trentino. Videomessaggio del vescovo Lauro: servire è gioia

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1500 magliette azzurre, con stampata l’impronta di tante mani. Anche quest’anno sarà la divisa ufficiale dei giovani protagonisti, sabato 6 aprile, dell’iniziativa diocesana “Con le mani in pasta”, raccolta di viveri e generi di prima necessità da devolvere a molteplici realtà solidali.

Avviata cinque anni fa in Vallagarina, “Con le mani in pasta” si è ormai estesa a tutta la Diocesi. L’adesione libera di gruppi giovanili, legati in particolare (ma non solo) a parrocchie ed oratori è andata crescendo in modo esponenziale. Sabato prossimo saranno più di trenta le località coinvolte.

A partire dal mattino e lungo tutta la giornata i giovani saranno all’interno dei supermercati o suoneranno porta a porta per raccogliere, in particolare, pasta e scatolame, o comunque cibo non facilmente deperibile, e materiali di prima necessità  destinati poi a persone o famiglie seguite da Caritas, Banco Alimentare e da altre associazioni che localmente si prendono a cuore situazioni di particolare indigenza.

L’iniziativa, coordinata da Caritas e Pastorale giovanile della Diocesi, punta ad accompagnare i giovani a vivere una giornata di servizio e d’incontro, coinvolgendo anche chi non frequenta abitualmente gli ambienti ecclesiali.  Tra gli obiettivi, anche l’intento di far conoscere ai giovani le realtà solidali operanti a vario titolo sul territorio e di far percepire ai protagonisti la forza di un’iniziativa che unisce in un progetto comune, realizzato in contemporanea, in  tutto il Trentino.

La giornata solidale si concluderà a sera con un momento di condivisione e un video-messaggio del vescovo Lauro.  

 

Nella zona di Trento, questi i supermercati coinvolti:

Poli, via Soprasasso (Gardolo) – IperPoli, via Brennero – Poli via Maccani – Coop piazza Lodron – Coop via Grazioli – Coop corso 3 novembre – Poli Regina via Degasperi – Orvea via s. Pio X – Coop Superstore via Degasperi – Conad Martignano – Eurospin Martignano – Famiglia cooperativa Povo – Famiglia cooperativa Cognola – Eurospin via Fermi – Coop Mattarello – Poli Mattarello – Lidl via Brennero – Coop Aldeno – Coop Vigolo Vattaro.

 

 

Con le Mani in Pasta – Raccolta viveri e materiali di prima necessità

6 aprile 2019 - su tutto il territorio
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Il 6 aprile 2019 partecipa col tuo gruppo a Con le mani in pasta! E’ una raccolta viveri e materiali di prima necessità da devolvere alle associazioni che si occupano dei bisogni delle persone e delle famiglie indigenti presenti sul nostro territorio. Se vuoi partecipare con il tuo gruppo, contattaci: ti invieremo tutto il materiale necessario (locandina, video, volantino, istruzioni, consigli) per organizzare al meglio questa esperienza di servizio.

Operatori Caritas e Consulta Salute insieme per il Convegno annuale il 23 marzo al Collegio Arcivescovile

"Il povero e il malato profezia per tutti"
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Avrà luogo a Trento presso il Collegio Arcivescovile il convegno annuale nel quale si è introdotta la novità di dedicarlo particolarmente agli operatori e volontari della Caritas e della Pastorale della Salute. L’idea è quella di mettere insieme due “mondi”, Caritas e Ammalati, che senz’altro hanno già molto da raccontarsi e che probabilmente condividono esperienze e iniziative con più frequenza di quello che si possa pensare. Molti di questi operatori sono già attivi sia sul fronte della carità che su quello dell’assistenza agli ammalati. Ecco allora il senso e lo spirito di fare le cose insieme, per quanto possibile.
Anche lo stile del Convegno vuole essere un po’ rinnovato, a partire dall’introduzione del vescovo Lauro, dalla relazione della dott.ssa Marisa Bentivogli, che a Bologna opera sia in Caritas che in Pastorale della Salute e dagli interventi che faranno da corona a tutta la mattinata.

L’appuntamento per il convegno  “Il povero e il malato profezia per tutti” è sabato 23 marzo 2019 dalle ore 8.45 alle 12.00 a Trento presso l’Aula Magna del Collegio Arcivescovile

Tutte le informazioni nella locandina del Convegno

 

Migranti. Papa Francesco a Sacrofano:”Cristo ci liberi dalla paura di incontrarlo nei poveri e nei migranti”

Anche delegazione trentina per meeting di Migrantes, Caritas e Astalli
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“Dovremmo cominciare a ringraziare chi ci dà l’occasione di questo incontro, ossia gli altri che bussano alle nostre porte, offrendoci la possibilità di superare le nostre paure per incontrare, accogliere e assistere Gesù in persona”.  Lo ha affermato Papa Francesco nell’omelia della Santa Messa al Meeting “Liberi dalla paura” di Sacrofano, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Cei, dalla Caritas italiana e dal Centro Astalli. Una “tre giorni” che – dal 15 al 17 febbraio – che ha riunito parrocchie, associazioni, famiglie ospitanti, volontari e altre realtà impegnate a vario titolo nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti.

“Chi ha avuto la forza di lasciarsi liberare dalla paura, – ha concluso il Papa – chi ha sperimentato la gioia di questo incontro è chiamato oggi ad annunciarlo sui tetti, apertamente, per aiutare altri a fare lo stesso, predisponendosi all’incontro con Cristo e la sua salvezza”.

Della delegazione trentina presente a Sacrofano facevano parte Mons. Luigi Bressan, Presidente della Commissione migrantes delle chiese del Nord Est; Suor Agnès Kpodzro delle Suore Canossiane di Trento, rappresentante della diocesi alla Commissione migrantes delle chiese del Nord Est; Elisabetta e Lorena del Centro Astalli, Trento; padre Silvano (comunità padri Dehoniani, uno degli Istituti religiosi che fanno concretamente accoglienza)

 

 

“Liberi dalla paura”: delegazione trentina a Sacrofano per meeting di Migrantes, Caritas e Astalli aperto da papa Francesco

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Anche una folta delegazione trentina al Meeting “Liberi dalla paura” dpi Sacrofano, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Cei, dalla Caritas italiana e dal Centro Astalli. Una “tre giorni” che – fino al 17 febbraio – riunisce parrocchie, associazioni, famiglie ospitanti, volontari e altre realtà impegnate a vario titolo nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti.

Della delegazione trentina fanno parte Mons. Luigi Bressan, Presidente della Commissione migrantes delle chiese del Nord Est; Suor Agnès Kpodzro delle Suore Canossiane di Trento, rappresentante della diocesi alla Commissione migrantes delle chiese del Nord Est
Elisabetta e Lorena del Centro Astalli, Trento; padre Silvano (comunità padri Dehoniani, uno degli Istituti religiosi che fanno concretamente accoglienza)

Nel pomeriggio di venerdì la s.Messa di apertura con Papa Francesco. LEGGI TUTTO SU INTERVENTO PAPA“Volevo ringraziarvi per quello che fate. È un piccolo passo, ma un piccolo passo fa il grande cammino della storia”. Con queste parole, pronunciate a braccio al termine della Messa, il Papa si è congedato da Sacrofano. 
Al termine del Meeting, verrà diffuso un messaggio al Paese.

Rapporto Caritas italiana: in Italia 5 milioni di poveri

L’8% della popolazione: una famiglia su 20, tra i migranti una su 3.
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Nella Giornata mondiale dell’alimentazione, Caritas Italiana presenta a Roma, presso Fondazione CON IL SUD, il suo Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto dal titolo “Povertà in attesa”.
Questa edizione integra per la prima volta in un unico testo il 17° “Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia” e il 5° “Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia”, con l’intento di offrire uno strumento aggiornato di studio ed approfondimento, nonché per stimolare l’azione delle istituzioni civili, e per questo analizza in particolare l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI).

Il Rapporto si è avvalso del contributo e della collaborazione di oltre venti autori, esperti ed esponenti di numerose organizzazioni della società civile, alcune delle quali impegnate nell’Alleanza contro la Povertà in Italia. Un ampio spazio è, inoltre, dedicato ad approfondire il fenomeno della “povertà educativa”. Su questo argomento sono riportati i principali risultati di una ricerca patrocinata da Caritas Europa, in riferimento al capitale educativo delle persone che si rivolgono alla Caritas in Germania, Grecia, Italia e Portogallo. Il Rapporto offre, altresì, i  risultati di uno studio di carattere qualitativo sulla debolezza del capitale formativo delle famiglie con figli adolescenti, nelle periferie di tre città italiane (Bari, Bologna e Roma).

Sono più di 5 milioni le persone in povertà assoluta in Italia: una famiglia su 20, tra i migranti una su 3. Un povero su due è minore o giovane. Secondo il dossier, le politiche di contrasto devono partire dagli indigenti estremi non dalle categorie. Mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, al microfono di Federica Margaritora (ascolta l’audio di inBlu Radio)

don Francesco Soddu

Il direttore di Caritas Italiana, commenta: “Come cristiani abbiamo qualche difficoltà a pensare che si possa abolire la povertà, ma sappiamo che ogni storia riconsegnata alla sua dignità e alla sua libertà rende migliore il nostro Paese, ci rende migliori. La povertà non è solo mancanza di reddito o lavoro: è isolamento, fragilità, paura del futuro. Dare una risposta unidimensionale a un problema multidimensionale, sarebbe una semplificazione” che rischia di vanificare ogni impegno finanziario.

 

Il sociologo Cristiano Gori

Secondo il Rapporto Caritas  su povertà e politiche di contrasto, sono più di 5 milioni le persone in povertà assoluta in Italia, circa l’8% della popolazione: una famiglia su 20, tra i migranti una su 3. Un povero su due è minore o giovane. Secondo il dossier, le politiche di contrasto devono partire dagli indigenti estremi e non dalle categorie (pensionati, nuclei familiari etc). E Il REI, reddito di inclusione, avviato nelle scorse legislature dovrebbe essere inglobato e non annullato dal reddito di cittadinanza inserito nella manovra dal nuovo governo. Focus con Cristiano Gori, sociologo dell’Università di Trento, che ha contribuito a elaborare il REI. (ascolta l’audio)

In Italia c’è un “esercito di poveri” in attesa che “non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un’allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni”. Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti – ricorda l’organizzazione rilanciando i dati Istat – “continua ad aumentare” e supera i 5 milioni. “Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento” causato dalla crisi. “Esiste uno ‘zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti”. Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): “Oggi quasi un povero su due è minore o giovane”.

I dati nazionali dei centri di ascolto, oltre a confermare una forte correlazione tra livelli di istruzione e povertà economica, dimostrano anche una associazione – confermata dalla statistica – tra livelli di istruzione e cronicità della povertà: coloro che hanno un titolo di studio basso o medio-basso oltre a cadere più facilmente in uno stato di bisogno, corrono anche il rischio di vivere una situazione di povertà cronica non risolvibile in poco tempo. In stretta correlazione al tema dell’istruzione è poi la condizione occupazionale. I disoccupati ascoltati nel 2017 rappresentano il 63,8%; tra gli stranieri la percentuale sale al 67,4%. Tra gli altri elementi da sottolineare che hanno connotato l’anno 2017 c’è da evidenziare l’incremento delle persone senza dimora e delle storie connotate da un minor capitale relazionale (famiglie uni-personali); il fatto che ancora oggi la rottura dei legami familiari possa costituire un fattore scatenante nell’entrata in uno stato di povertà e di bisogno; si riscontra poi una certa stabilità dei cosiddetti working poor.

Leggi la sintesi del Rapporto Caritas “Povertà in attesa”

FONTE: CEInews

Vescovi Nordest a confronto su futuro parrocchie, Caritas e migranti

Riuniti a Torreglia il 17 e 18 settembre
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I Vescovi del Nordest – tra cui l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e l’emerito Luigi Bressan – si sono ritrovati il 17 e 18 settembre a Villa Immacolata – Torreglia (Padova) per una riunione più prolungata della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet). Dopo un iniziale tempo dedicato alla meditazione e condivisione spirituale, i Vescovi si sono confrontati su un tema sempre più presente e sotto attenzione nella vita pastorale di queste Chiese: la situazione presente e futura delle comunità parrocchiali, le nuove forme di cura pastorale del territorio – unità o collaborazioni pastorali ecc. – nella realtà attuale che risente della diminuzione del clero in attività e delle vocazioni (con le relative conseguenze) assieme alla fatica e, talora, anche alla diminuzione dei fedeli laici.

La necessaria riflessione su questi aspetti – ha affermato il Patriarca di Venezia e presidente della Cet Francesco Moraglia nel corso del dialogo – “ci aiuti a realizzare una nuova immagine di Chiesa non determinata solo dalle urgenze ma più corrispondente alle vocazioni e ai ministeri ecclesiali, soprattutto riscoprendo e valorizzando la dimensione battesimale e la comunità come soggetto pastorale”. Nel confronto tra i Vescovi sono emerse tra l’altro le seguenti riflessioni: lo smarrimento esistente tra quello che la parrocchia è stata per lungo tempo e ciò che è adesso, la fraternità tra i sacerdoti e nella comunità cristiana, i ministeri dei fedeli laici e la loro collaborazione con i sacerdoti, la necessità di non far mancare mai il primo e secondo annuncio del Vangelo non lasciandosi ingabbiare dalle urgenze e soluzioni organizzative per rispondere meglio alle domande di senso che continuano ad essere nel cuore del popolo di Dio e favorire l’incontro con il Signore Gesù che ama e salva, ravvivare la fiducia nell’ascolto della Parola di Dio che saprà suggerire e inventare qualcosa di nuovo e ciò che è veramente importante oggi per rigenerare le comunità cristiane.

A seguire, dopo aver svolto, in questi ultimi tempi, un lavoro di analisi su organizzazione e attività delle Caritas diocesane e di ascolto della Delegazione Caritas del Nordest, i Vescovi hanno deciso di indirizzare alla stessa Delegazione una lettera nella quale esprimono apprezzamento e incoraggiamento per l’impegno in atto e il proficuo servizio reso. Raccomandano, in particolare, di privilegiare sempre la funzione pedagogica e formativa della Caritas – per l’animazione dell’intera comunità cristiana nella testimonianza della carità – in quanto sempre più urgente e preziosa, nonché di curare con attenzione e discernimento i rapporti con tutti i soggetti collegati (diversi da Caritas) mantenendo chiara l’attribuzione di compiti e responsabilità. Hanno, inoltre, richiamato l’importanza di garantire sempre massima trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse provenienti dai fedeli, dall’otto per mille o da altre fonti.

In riferimento alle questioni legate all’immigrazione, i Vescovi del Triveneto hanno, infine, manifestato apprezzamento per quanto le comunità cristiane dei nostri territori hanno fatto e stanno facendo in quest’ambito. Per i Vescovi “come cristiani, e come ricordava anche recentemente Papa Francesco, non possiamo chiudere gli occhi su cause e riflessi di un fenomeno così vasto e complesso. Le nostre comunità cristiane sono chiamate ad aiutare la nostra società a trovare le forme e le modalità più valide e dignitose per realizzare un’accoglienza ragionevole e umana”.