Siria, padre Dall’Oglio sarebbe vivo e al centro di uno scambio di prigionieri. Rapito nel 2013, è molto noto anche in Trentino

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(7 febbraio) Paolo Dall’Oglio, il sacerdote gesuita rapito in Siria nel 2013,  sarebbe ancora vivo e oggetto di una trattativa dello Stato islamico per sfuggire all’annientamento in una delle ultime sacche di territorio sotto il suo controllo. E’ quanto riferito al Times  da fonti curde e rilanciato anche dall’Ansa. Oggetto dei negoziati, secondo il quotidiano, sarebbero oltre a Dall’Oglio il giornalista britannico John Cantlie e un’infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda. L’Isis, secondo le fonti citate dal quotidiano, starebbe cercando un accordo con le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti che li circondano, chiedendo un passaggio sicuro in cambio della liberazione degli ostaggi.

Padre Paolo Dall’Oglio, fondatore della comunità monastica di Deir Mar Musa in Siria, impegnato per oltre 30 anni nel dialogo interreligioso in quel Paese (e per questo ben conosciuto anche in Trentino), era stato espulso dal regime di Assad nel 2012. Nel luglio 2013 era rientrato per una missione umanitaria. Di lui non si hanno più notizia da oltre cinque anni.

A un anno dalla scomparsa di padre Paolo Dall’Oglio, i famigliari avevano diramato un appello, diffuso anche tramite un video su Youtube, per “sapere della sua sorte”.