Predazzo, religioni per la pace alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026: “La guerra è assenza di Dio”

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Un momento di dialogo, spiritualità e riflessione condivisa sul valore della pace nel tempo dei Giochi paralimpici. Nella prima serata di lunedì 9 marzo, la Biblioteca comunale di Predazzo ha ospitato l’incontro interreligioso dal titolo “Nella tregua olimpica”, promosso dalle parrocchie di Fiemme e Fassa in collaborazione con il Tavolo locale delle appartenenze religiose presenti sul territorio trentino e con il patrocinio del Comune di Predazzo.

Nel tempo della tregua olimpica

L’iniziativa – così come la preghiera ecumenica di inizio marzo  a Tesero – si inseriva nel tempo simbolico della tregua olimpica proclamata per i Giochi invernali paralimpici di Milano Cortina 2026, un richiamo alla pace che affonda le radici nell’antica tradizione greca e che invita i popoli a sospendere i conflitti per favorire l’incontro tra culture e nazioni.

Ad aprire la serata è stato don Cristiano Bettega, referente della Diocesi di Trento per il dialogo interreligioso: “La tregua olimpica – ha detto –  è una proposta molto bella ma anche molto fragile”. “In un mondo che cambia rapidamente, abbiamo ritenuto importante trovarci come persone che appartengono allo stesso genere umano, al di là delle lingue, delle culture e delle fedi”.

Don Bettega ha richiamato anche il simbolo scelto per la serata: un braciere acceso all’esterno della biblioteca, segno che richiama la fiamma olimpica e l’idea di fraternità.

Il sindaco di Predazzo Paolo Boninsegna ha portato il saluto della comunità, ricordando come le Paralimpiadi rappresentino “molto più di una competizione sportiva”, ma un simbolo universale di coraggio e determinazione. “Lo spirito della tregua olimpica ci ricorda che la pace non è un’idea astratta, ma una responsabilità concreta che riguarda tutti”.

Un messaggio condiviso anche da Piero De Godenz, presidente di Nordic Ski Val di Fiemme, che ha ribadito come lo “sport debba essere uno dei linguaggi universali capaci di unire i popoli oltre ogni differenza”.

Le voci delle religioni

Cuore dell’incontro, trasmesso in diretta streaming (vedi sotto), sono stati gli interventi dei rappresentanti del Tavolo locale delle appartenenze religiose, che hanno offerto brevi riflessioni sul tema della pace.

Per la comunità Bahá’í, Marcella Orrù ha ricordato come le tradizioni spirituali dell’umanità siano “fiumi diversi che scorrono verso lo stesso oceano”, sottolineando il valore del dialogo e della diversità come ricchezza per la famiglia umana.

Il monaco buddhista Seiun, del monastero di Cinte Tesino, ha paragonato la resilienza degli atleti paralimpici alla pratica spirituale, invitando a trasformare le difficoltà in saggezza e a scegliere la non violenza come via verso la pace. “La vera vittoria – ha sottolineato il monaco – è interiore. In un mondo diviso da conflitti, la tregua olimpica ci invita a disarmare prima di tutto la mente”.

Dal mondo islamico è intervenuto Aboulkheir Breigheche, medico e figura storica del dialogo interreligioso in Trentino, ricordando che la diversità tra i popoli è una ricchezza e che la conoscenza reciproca è la “chiave per costruire fraternità e collaborazione”.

La prospettiva cristiano-ortodossa è stata portata da padre Ioan Catalin Lupasteanu, che ha invitato a costruire la pace partendo dal cuore delle persone: “Se non c’è pace dentro di noi, non potremo mai costruire una pace duratura nel mondo”.

A nome della Chiesa cattolica è intervenuto don Claudio Ferrari, vicario generale dell’Arcidiocesi di Trento, ricordando che la pace nasce dal riconoscere la dignità di ogni persona e dalla capacità di costruire relazioni di fraternità. “La guerra – ha aggiunto don Ferrari – è assenza di Dio, perché Dio è per essenza pace, dialogo e capacità di incontrarsi”.

Il messaggio dello sport con le sue “promesse”

A concludere la serata è stata Paola Mora, presidente del CONI Trentino, che ha evidenziato il ruolo universale dello sport: “Le regole dello sport sono le stesse in tutto il mondo e gli atleti sono i nostri principali messaggeri di pace”.

L’incontro, animato da alcuni momenti musicali (con brani di Leon Gieco, Fabrizio De André e Bob Dylan) si è concluso con la lettura delle promesse dei valori dello sport, un impegno simbolico a cercare l’eccellenza senza schiacciare l’altro, praticare il rispetto e promuovere una competizione che non escluda nessuno. Anche questo significa aiutare l’umanità a riscoprire il valore della pace e della convivenza tra le differenze.

Foto e video: Videoframe Multimedia