Papa Francesco: “No a una fede per interesse, miracolistica. L’amore è disinteressato e gratuito”

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“Non basta cercare Dio, bisogna anche chiedersi il motivo per cui lo si cerca”. Le parole di papa Francesco risuonano in piazza San Pietro all’Angelus di domenica 1 agosto. Per Francesco c’è bisogno di “discernere”, per capire quali sono le reali motivazioni della nostra fede, senza trascurare la tentazione idolatrica“, che Bergoglio spiega così: È quella che ci spinge a cercare Dio a nostro uso e consumo, per risolvere i problemi, per avere grazie a Lui quello che da soli non riusciamo a ottenere, per interesse. Ma in questo modo la fede rimane superficiale e anche – mi permetto la parola – la fede rimane miracolistica: cerchiamo Dio per sfamarci e poi ci dimentichiamo di Lui quando siamo sazi. Al centro di questa fede immatura non c’è Dio, ci sono i nostri bisogni. Penso ai nostri interessi, tante cose… È giusto presentare al cuore di Dio le nostre necessità, ma il Signore, che agisce ben oltre le nostre attese, desidera vivere con noi anzitutto una relazione d’amore. E l’amore vero è disinteressato, è gratuito: non si ama per ricevere un favore in cambio! Questo è interesse; e tante volte nella vita noi siamo interessati”.

Francesco pone poi un’altra domanda, quella che la folla rivolge a Gesù: “Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?” “Gesù – risponde il Papa – indica la strada: risponde che l’opera di Dio è accogliere Colui che il Padre ha mandato, cioè accogliere Lui stesso, Gesù. Non è aggiungere pratiche religiose o osservare speciali precetti; è accogliere Gesù, è accoglierlo nella vita, è vivere una storia d’amore con Gesù. Sarà Lui a purificare la nostra fede. Da soli non siamo in grado. Ma il Signore desidera con noi un rapporto d’amore: prima delle cose che riceviamo e facciamo, c’è Lui da amare. C’è una relazione con Lui che va oltre le logiche dell’interesse e del calcolo”.