La Chiesa come “mistero di comunione, segno e lievito di unità per il nostro mondo”. È questa la prospettiva indicata da Papa Leone XIV ricevendo in udienza un gruppo di vescovi amici del Movimento dei Focolari, ai quali ha affidato un forte richiamo alla testimonianza dell’unità in una società sempre più segnata da individualismo, frammentazione e polarizzazione.
Rivolgendosi ai presuli, partecipi dell’eredità spirituale di Chiara Lubich, il Papa ha sottolineato come proprio l’unità rappresenti oggi una delle urgenze più profonde per la Chiesa e per l’intera famiglia umana.
“Come partecipanti all’eredità spirituale di Chiara Lubich e come ministri della Chiesa di Cristo in un mondo frammentato, siete chiamati a dare testimonianza di questa unità tanto desiderata della famiglia umana”, ha affermato Leone XIV.
Per il Pontefice, di fronte alle “tristi divisioni che affliggono il nostro mondo”, la risposta non consiste anzitutto “nel formare più comitati o lanciare più progetti”, ma nel “tornare alla fonte della nostra unità nella Santissima Trinità”.
Da qui l’invito rivolto ai vescovi a coltivare una profonda vita spirituale: “Dobbiamo davvero diventare contemplativi”, ha detto il Papa, indicando nella preghiera davanti al Tabernacolo, nella celebrazione attenta della Liturgia delle Ore e dell’Eucaristia e nella contemplazione della presenza della Trinità il fondamento di una testimonianza capace di durare nel tempo.
Individualismo e solitudine, il paradosso dell’Occidente
Nel suo discorso, pronunciato in inglese, Leone XIV ha rivolto uno sguardo particolarmente preoccupato alla situazione delle società occidentali, “ormai troppo segnate dagli effetti dell’individualismo”.
Secondo il Papa, le reti tradizionalmente stabili della famiglia, dell’amicizia e della comunità stanno progressivamente lasciando spazio a una crescente frammentazione, mentre la libertà viene sempre più spesso identificata con la sola autonomia individuale.
Un processo che porta con sé un evidente paradosso: “Nonostante tutta l’enfasi sulla libertà individuale, oggi le persone spesso si sentono meno libere di essere se stesse davvero o di seguire i loro ideali più alti”, anche per la paura di essere giudicate o di non sentirsi accettate.
La progressiva chiusura verso gli altri, ha osservato Leone XIV, accresce il senso di disunità e finisce per privare l’uomo della felicità per la quale è stato creato. L’essere umano, ha ricordato, è infatti fatto “a immagine del Dio Trinitario”, che è comunione di persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.
L’eredità di Chiara Lubich: testimoniare l’unità
Proprio il “dare testimonianza all’unità” è, per Leone XIV, uno degli elementi essenziali del Movimento dei Focolari e dell’eredità lasciata dalla sua fondatrice, Chiara Lubich: un elemento, ha confidato il Pontefice, “che mi sta particolarmente a cuore”.
“In un’epoca purtroppo segnata da una crescente polarizzazione, il nostro Signore le ha permesso di testimoniare sia il senso sia il servizio dell’unità, diventando così un segno per le generazioni presenti e future”, ha affermato il Papa.
Una consegna che non appartiene soltanto al passato. “Se quello era il compito di Chiara quarant’anni fa, lo è ancora di più il nostro oggi”, ha aggiunto Leone XIV, richiamando le difficili situazioni sociali e le divisioni presenti in numerosi Paesi: pregiudizi, razzismo, intolleranza religiosa e persino violenza.
Di fronte a queste fratture, la testimonianza cristiana dell’unità diventa dunque, nelle parole del Papa, non soltanto un ideale spirituale, ma una responsabilità concreta per la Chiesa nel mondo contemporaneo.
Fonte: Sir




