L’esigenza di un confronto fra cristiani che hanno scelto l’impegnativo servizio nelle amministrazioni locali è stata confermata dalle quasi due ore e mezzo di dialogo che ha impegnato ieri pomeriggio un buon gruppo di sindaci, consiglieri dei Comuni e delle Comunità di valle riuniti a Montagnaga di Pinè ospiti del rettore del Santuario don Piero Rattin nella Salone del Pellegrino.
Un incontro nato dal basso
Sono stati i due promotori dell’iniziativa, il sindaco di Baselga di Pinè Alessandro Santuari e di Bedollo Francesco Fantini a realizzare il proposito emerso lo scorso anno durante il Giubileo degli amministratori pubblici al santuario pinetano di ritrovarsi periodicamente per un incontro di riflessione spirituale, come “una pausa durante la nostra attività spesso frenetica”.. Era presente anche la delegata vescovile dell’Area testimonianza e Impegno Sociale, Annalisa Pasini.
Non ha voluto mancare anche in quest’occasione l’arcivescovo Lauro Tisi, che ha rimarcato l’importanza dell’iniziativa, “perché è partita spontaneamente dal basso, come si suol dire, dagli stessi amministratori e non è stata suggerita nelle stanze della Diocesi in un periodo storico in cui, fra l’altro, sembrano saltare molti princìpi che dovrebbero ispirare l’impegno politico”.
L’etica come stile di vita
Ad affrontare alcuni temi nodali dell’approccio etico al servizio politico è stato il teologo don Rocco D’Ambrosio, docente di etica politica alla Pontificia Università Gregoriana, che ha preso in prestito una definizione del filosofo Salvatore Natoli – “L’etica è il nostro modo di stare al mondo”- per dire che essa investe ogni ambito della vita.
Non si tratta quindi di invocare l’etica “come se fosse da chiamare un ambulanza alla quale ricorrere soltanto in caso di bisogno”, ma di tenerla presente in tutte le scelte e anche nello stile dei rapporti umani. Tre sono le doti che dovrebbero caratterizzare il buon amministratore: la competenza tecnica, che nasce dalla formazione e dell’aggiornamento continuo (“quando non so trovare una soluzione, devo avere l’umiltà di mettermi a studiare”) , la maturità etica che nasce dalla responsabile consapevolezza di dover “rispondere personalmente”, e l’attenzione alla qualità delle relazioni, decisive nei rapporti con gli altri, sia dentro che fuori il palazzo.
Nel serrato dialogo si sono affrontati temi molto concreti legati soprattutto al rapporto con i colleghi e i dipendenti nella complessa macchina organizzativa, alla richieste dei cittadini, alle dinamiche fra le forze politiche.
Tisi: “Prendetevi tempo per il silenzio”
Questi spunti sono stati ripresi da mons. Lauro Tisi nella Santa Messa animata dal coro di Bedollo e concelebrata al santuario anche dai parroci don Stefano Volani e don Giorgio Maffei. Commentando l’invito del Vangelo del giorno – “guardate i gigli del campo” – l’Arcivescovo ha sottolineato l’importanza di mettersi in ascolto della realtà, lasciandosi sorprendere da quanto essa ci propone. “Prendetevi il tempo per fare silenzio intorno a voi, per scoprire i dettagli della vita, quelli che ci sorprendono e ci fanno crescere, raggiungendo così la sapienza, quella che la differenza. Nell’ascolto si scopre anche una realtà che è più grande di noi e che ci consente di operare come amministratori: da questo deve nascere una continua e forte riconoscenza ed un buon amministratore deve saper dire grazie a quanti lo supportano e gli consentono di operare in maniera efficace”.
(fonte VitaTrentina.it)




