Ultimo appuntamento della ricca agenda diocesana per il Tempo del Creato 2026. Lunedì 12 ottobre alle ore 18 al Polo Culturale Vigilianum di Trento, è in programma l’incontro “Le CERS – Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali – per una transizione giusta”.
Un’occasione per fare il punto su uno strumento sul quale, negli ultimi anni, si sono concentrate molte aspettative in termini di crescita delle fonti rinnovabili, partecipazione dei cittadini e accompagnamento alla transizione energetica. Sono oggi 30 le Comunità Energetiche Rinnovabili iscritte all’elenco provinciale di APRIE, l’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia.
Quattro esperienze a confronto
All’incontro interverranno Jacopo Sforzi, ricercatore di EURICSE e tra gli autori dell’ampio studio sulle CER in Italia pubblicato nel giugno scorso, con uno specifico approfondimento sulla realtà trentina; Marco Merler, economo dell’Arcidiocesi di Trento e referente trentino di Fondazione Diocesi Energy ETS, comunità energetica attiva nelle diocesi di Treviso, Rovigo e Trento; Andrea Citron, vicepresidente di ACLI CER, costituita quest’anno e operante su tutto il territorio nazionale; e Viviana Tarter, componente del CdA di Koncert, comunità energetica nata in Rotaliana e successivamente estesasi anche alle aree di Lavis, Trento e Arco-Riva.
Il confronto proverà a mettere a fuoco quanto le aspettative iniziali si siano tradotte finora in realtà, quali ostacoli rallentino lo sviluppo delle CER e quali prospettive possano aprirsi nei prossimi anni.
Energia condivisa: come funzionano le CER
Le Comunità Energetiche Rinnovabili consentono a cittadini, imprese, associazioni ed enti di unirsi per produrre e condividere virtualmente energia da fonti rinnovabili.
Il meccanismo premia la contemporaneità tra l’energia prodotta e immessa nella rete dagli impianti della comunità e quella consumata, nello stesso arco temporale, dai suoi membri all’interno della medesima area di cabina primaria.
Per chi aderisce non cambia il normale contratto di fornitura: ogni consumatore può mantenere il proprio gestore. È invece l’energia condivisa all’interno della configurazione a generare un incentivo economico riconosciuto alla CER, che viene poi distribuito secondo le regole stabilite dalla comunità e può essere in parte destinato anche a finalità sociali e solidali.
In provincia di Trento le cabine primarie sono 32 e una stessa CER può sviluppare configurazioni su più cabine. Un elemento che rende particolarmente importante trovare un buon equilibrio tra produttori e consumatori e favorire, dove utile, anche forme di collaborazione tra comunità diverse.
Il potenziale del Trentino
Il Trentino parte da alcune condizioni favorevoli: una lunga tradizione nella produzione idroelettrica, la possibilità di sviluppare ulteriormente il fotovoltaico e le altre fonti rinnovabili, ma anche una radicata cultura della cooperazione e della gestione comunitaria, particolarmente significativa nelle aree montane.
I numeri attuali indicano però che esiste ancora un ampio margine di crescita, sia nella produzione di energia sia nel coinvolgimento di famiglie, imprese, enti e associazioni.
Le CER possono infatti essere non soltanto uno strumento tecnico per aumentare la produzione rinnovabile, ma anche un laboratorio di partecipazione e responsabilità energetica, nel quale consumatori e piccoli produttori diventano protagonisti di una rete territoriale.
La “S” di solidali: perché la transizione sia giusta
Una particolare attenzione sarà dedicata proprio alle CERS, dove la “S” richiama la dimensione solidale.
La transizione energetica porta, infatti, con sé anche una questione sociale: l’aumento dei costi dell’energia pesa in modo particolare sulle famiglie più fragili e rende sempre più evidente il fenomeno della povertà energetica. La sfida è quindi fare in modo che il passaggio verso un sistema fondato sempre più sulle energie rinnovabili e sull’elettrificazione dei consumi non lasci indietro nessuno.
Le comunità energetiche possono contribuire anche a questo obiettivo, destinando parte dei benefici generati dalla condivisione dell’energia a iniziative di solidarietà e sostegno alle fasce più vulnerabili. Una prospettiva che interpella direttamente anche il mondo ecclesiale.
Appuntamento lunedì 12 ottobre per una riflessione più ampia sulla possibilità di coniugare energia rinnovabile, partecipazione, responsabilità ambientale e solidarietà.




