Una celebrazione nel segno della memoria e della gratitudine quella di mercoledì 30 settembre, in Cattedrale a Trento, dove l’arcivescovo Lauro Tisi ha presieduto la Messa in suffragio dei vescovi e dei sacerdoti defunti della Diocesi.
Con lui hanno concelebrato l’arcivescovo emerito monsignor Luigi Bressan e una trentina di sacerdoti, riuniti successivamente in Seminario per l’incontro di inizio anno pastorale.
“L’umano autentico si prende carico dei fratelli”
Nell’omelia, partendo dal Vangelo e dall’immagine del Figlio dell’uomo che “non ha dove posare il capo”, l’arcivescovo Tisi ha delineato alcuni tratti dell’umanità di Gesù, indicandoli come riferimento anche per la vita della Chiesa.
“La casa dell’umano – ha sottolineato – è abitata dalle domande”. Ma l’umanità di Gesù si riconosce soprattutto nell’“uscire e nel prendersi carico dei volti di chi gli sta accanto”.
“L’umano autentico è quello che al mattino si alza ed esce per prendersi carico dei fratelli”, ha aggiunto don Lauro, richiamando poi la forza del perdono, che “non inchioda nessuno ai propri errori”, e la dimensione dell’ascolto, dal cui silenzio possono nascere “parole che generano vita”.
Nei sacerdoti defunti i tratti dell’umanità di Gesù
Proprio alla luce di queste caratteristiche, l’Arcivescovo ha riletto la testimonianza dei sacerdoti ricordati nella celebrazione. “Mi piace pensare che i nostri fratelli sacerdoti abbiano incarnato, a vari livelli e con modalità diverse l’uno dall’altro, qualcuno di questi tratti dell’umano di Gesù”, ha osservato Tisi.
La loro memoria diventa così non soltanto motivo di gratitudine, ma anche provocazione per il presente: “Facendo oggi memoria di loro, veniamo provocati e invitati a seguirne le orme”, perché anche la vita personale e quella delle comunità sappiano mostrare “la novità che ci è arrivata nella persona di Gesù”.
“Lasciamo gli ormeggi”
Nella parte finale dell’omelia, don Lauro ha rivolto lo sguardo alla Chiesa diocesana, mettendo in guardia dai “paletti” che possono frenare il desiderio di seguire il Vangelo: modalità di essere Chiesa che andrebbero lasciate, nostalgie del passato e paure nate anche dai fallimenti pastorali.
Da qui l’invocazione affidata idealmente proprio ai sacerdoti defunti: “Chiediamo che preghino il Padre perché ci doni lo Spirito, in modo tale che lasciamo gli ormeggi e ci mettiamo alla sequela del Maestro”.
Un invito a superare “timidezze, ritrosie e difese” e ad aiutare la Chiesa trentina “a intraprendere il grande viaggio come discepoli del Vangelo”, senza avere paura “di osare decisioni magari anche dolorose, ma necessarie” perché il Vangelo possa continuare a risuonare anche nel futuro.
Tredici sacerdoti ricordati
Durante la celebrazione sono stati ricordati in particolare i tredici sacerdoti diocesani scomparsi negli ultimi dodici mesi:
don Marcello Farina, 85 anni; don Damiano Eccli, 98 anni; don Ferdinando Murari, 77 anni; don Giovanni Torresani, 89 anni; don Gerolamo Iob, 93 anni; don Augusto Tamburini, 91 anni;
don Romano Caset, 83 anni; don Paolo Rossi, 83 anni; don Mario Damaggio, 100 anni; don Carlo Crepaz, 61 anni; don Piergiorgio Malacarne, 83 anni; don Pietro Kinspergher, 98 anni;
don Lino Zatelli, 75 anni.
Nomi, storie e ministeri diversi, accomunati dal servizio alle comunità e affidati nella preghiera alla misericordia di Dio. L’Arcivescovo ha voluto ricordare anche le mamme di due preti prematuramente scomparsi: don Mauro Leonardelli, morto nell’aprile dello scorso anno e la cui mamma era presente in Duomo e la mamma di don Carlo Crepaz, morto improvvisamente nel giugno scorso.
Nella cripta il ricordo dei vescovi Sartori e Gottardi
La scelta di collocare questo appuntamento alla fine di settembre è legata alla memoria dell’ultimo vescovo di Trento defunto: il 26 settembre 1998 moriva infatti monsignor Giovanni Maria Sartori.
Proprio a lui e al suo predecessore, monsignor Alessandro Maria Gottardi, è stata dedicata una particolare preghiera al termine della celebrazione, quando l’Arcivescovo e i sacerdoti sono scesi sulle loro tombe, nella cripta della Cattedrale per un momento di preghiera finale.
Ad accompagnare per la prima volta l’Arcivescovo nella celebrazione anche un nuovo pastorale, dono dei preti trentini a don Lauro in occasione dei dieci anni di episcopato.
In Seminario l’incontro di inizio anno pastorale
Dopo la Messa, il clero diocesano si è trasferito in Seminario, dove si è svolto, in un clima costruttivo e fraterno, l’incontro di inizio anno pastorale. Al centro della mattinata la riflessione dell’arcivescovo Lauro, che ha indicato ai sacerdoti le priorità per il nuovo anno pastorale, e gli interventi dei membri del Consiglio di Curia. Ai contenuti e alle prospettive emerse nell’incontro sarà dedicato un successivo approfondimento.




