È un tavolo di lavoro che deve continuare quello che ha preso vita lunedì 28 settembre in Rocca a Riva del Garda, quando si sono ritrovati a confronto ben quattro vescovi: quello di Mantova, mons. Marco Busca, quello di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, quello di Verona, mons. Domenico Pompili, e quello di Trento, mons. Lauro Tisi.
L’occasione, che ha visto anche l’intervento di Maurizio Tira, professore dell’Università di Brescia e membro del Board dell’European University Association, l’ha fornita l’incontro dal titolo “Il patrimonio degli enti ecclesiastici: la bellezza che accoglie”, in cui, assieme ad amministratori locali, addetti ai lavori e diversi parroci del territorio, tra cui quello di Riva del Garda don Dario Silvello, si è discusso in particolare della cura e della tutela del patrimonio degli enti religiosi, ma anche di turismo e di un’accoglienza che sia in grado di intercettare il bisogno di spiritualità dei visitatori.
Un confronto che deve continuare
Deve continuare, questo confronto, perché se si tratta di una questione cruciale per il territorio tutto, lo è soprattutto per una zona come quella del Garda, in cui ogni anno arrivano decine di migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Lo ha detto chiaro l’arcivescovo di Trento, lanciando la proposta di costituire un tavolo tra le Chiese coinvolte, per dare voce alle tante riflessioni emerse dal partecipato incontro e continuare nello scambio di esperienze e buone pratiche.
“Le questioni sono ampie, possono anche spaventare, sembrare troppo grandi, ma se comunichiamo tra di noi, confrontando le diverse soluzioni messe in campo, possiamo favorire lo scambio di percorsi virtuosi”, ha detto Tisi.
Tisi: una risposta anche all’emergenza abitativa
Partendo dall’aspetto spirituale, per cui ha citato l’esempio di Torbole, l’arcivescovo ha voluto allargare il campo alle tante problematiche sociali di un territorio a forte vocazione turistica.
“Serve anche uno scossone al mondo politico, per mettere in campo un’ampia mobilitazione che trovi strade nuove per dare risposta, anche risanando parte del patrimonio immobiliare degli enti religiosi (quelli adatti allo scopo), all’emergenza abitativa, che rischia di diventare, e già in parte è diventata, un problema sociale, istituendo allo scopo un tavolo di lavoro che coinvolga diocesi e amministrazioni che affacciano sul Garda. Perché non basta trovare posto per i lavoratori, se poi non gli si dà anche la possibilità di costruirsi un minimo di vita, chiedendoci che città vogliamo avere in futuro”.
Tremolada: “Non c’è tutela senza fruizione”
Uno stimolo che non cadrà nel vuoto, a giudicare dalle riflessioni degli altri vescovi presenti.
“Non c’è tutela del patrimonio senza la sua fruizione”, ha detto mons. Tremolada. “E la fruizione dello stesso risponde ad una responsabilità che riconosce il valore del patrimonio: c’è un circolo virtuoso tra questi tre concetti, che va alimentato, perché la tutela ha bisogno della fruizione e della valorizzazione”.
Pompili: la bellezza entri nel cuore delle persone
Uno spunto ripreso dall’arcivescovo di Verona Pompili: “Il patrimonio è la bellezza dell’ambiente in cui ci troviamo, che diventa una responsabilità che ci invita a coltivare una relazione sempre più profonda, per fare sì che questa bellezza possa entrare nel cuore delle persone, che non si riducano semplicemente a turisti di passaggio, ma possano fare qui una esperienza che li riconcili nel corpo e nell’anima”.
Busca: “Salvare la bellezza perché la bellezza salvi noi”
“La fede cristiana può contribuire a incontrare e a ispirare la bellezza – ha aggiunto mons. Marco Busca –. C’è un diritto a godere della bellezza della natura e della bellezza della cultura, anche per chi non abita solo queste zone fortunate e per chi ha anche una disponibilità economica che permette di visitarle. Noi, come Chiesa, abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo salvare la bellezza perché la bellezza poi salvi noi”.
Se vuoi, posso anche rendere più giornalistico e incisivo l’attacco, che al momento è un po’ costruito, mantenendo però tutti i contenuti originali.
L’occasione, che ha visto anche l’intervento di Maurizio Tira, professore dell’Università di Brescia e membro del Board dell’European University Association, l’ha fornita l’incontro dal titolo “Il patrimonio degli enti ecclesiastici: la bellezza che accoglie”, in cui, assieme ad amministratori locali, addetti ai lavori e diversi parroci del territorio, tra cui quello di Riva del Garda don Dario Silvello, si è discusso in particolare della cura e della tutela del patrimonio degli enti religiosi, ma anche di turismo e di un’accoglienza che sia in grado di intercettare il bisogno di spiritualità dei visitatori.
Un confronto che deve continuare
Deve continuare, questo confronto, perché se si tratta di una questione cruciale per il territorio tutto, lo è soprattutto per una zona come quella del Garda, in cui ogni anno arrivano decine di migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Lo ha detto chiaro l’arcivescovo di Trento, lanciando la proposta di costituire un tavolo tra le Chiese coinvolte, per dare voce alle tante riflessioni emerse dal partecipato incontro e continuare nello scambio di esperienze e buone pratiche.
“Le questioni sono ampie, possono anche spaventare, sembrare troppo grandi, ma se comunichiamo tra di noi, confrontando le diverse soluzioni messe in campo, possiamo favorire lo scambio di percorsi virtuosi”, ha detto Tisi.




