Una celebrazione nel segno della devozione mariana, della fraternità e dell’antico legame tra Bagolino (Brescia) e la Chiesa trentina. Martedì 22 settembre l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha presieduto in serata nella chiesa di San Giorgio a Bagolino la solenne Santa Messa, animata dalla corale locale, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’incoronazione dell’icona della Madonna di San Luca.

Il benvenuto di don Mattanza
Un appuntamento al quale non sono voluti mancare anche molti fedeli trentini provenienti dalla Valle del Chiese, accompagnati dal parroco don Luigi Mezzi, a testimonianza di una vicinanza che affonda le proprie radici nella storia: fino al 1785 la valle del Caffaro era infatti compresa nella giurisdizione della Pieve di Condino e apparteneva alla Diocesi di Trento.
Nell’accogliere l’Arcivescovo, il parroco di Bagolino don Francesco Mattanza ha richiamato proprio i legami tra le due comunità ecclesiali, sottolineando come i confini non debbano diventare barriere, ma piuttosto ponti. Un’immagine ripresa dallo stesso monsignor Tisi nel saluto iniziale, nel quale ha evidenziato il valore della presenza congiunta delle Chiese di Brescia e di Trento come segno di comunione e di incontro, particolarmente significativo in un tempo segnato da divisioni e conflitti.
L’omelia di don Lauro

L’omelia dell’arcivescovo Tisi
Nell’omelia, l’Arcivescovo ha preso le mosse dal verbo “stare”, contrapponendo il continuo movimento dell’uomo contemporaneo alla capacità di Cristo e di Maria di rimanere saldi nell’amore anche dentro la sofferenza. Di fronte al ritorno delle logiche della guerra, dell’odio e della contrapposizione, don Lauro ha indicato nella croce il segno di una strada diversa: Cristo è colui che “ha rinunciato all’odio” e ha scelto fino alla fine l’amore e il perdono.
Da quella Pasqua, ha sottolineato Tisi, continua a nascere una lunga catena di uomini e donne che ogni giorno scelgono di occuparsi degli altri, di soccorrere chi è solo e di vedere nell’altro non un nemico, ma un compagno di strada: “Ci sono uomini che rinunciano a odiare e scelgono di amare”.
L’appello alla comunità
Rivolgendosi alla comunità di Bagolino, profondamente legata alla Madonna di San Luca, monsignor Tisi ha invitato a contemplare il volto di un Dio che “si abbassa per rialzare”, che non esclude ma si fa “abbraccio, misericordia, gratuità”.
“Chi è forte ama, chi è forte abbraccia, chi è forte si prende cura degli altri”, ha aggiunto l’Arcivescovo, invitando la comunità cristiana a proporre, in un tempo di conflitti e contrapposizioni, “il canto dell’abbraccio, della stretta di mano, della carezza, della lacrima asciugata”.
Infine lo sguardo alla croce: “Guardiamo al crocifisso e non vediamo la sconfitta, lì è la vittoria”. E l’invocazione a Maria perché aiuti i credenti a stare accanto a Cristo, l’uomo che, apparentemente immobile sulla croce, continua a “muovere il mondo” attraverso l’amore, il dono e la gratuità. (Ha collaborato Paolo Cappelli – Videotecnica)




