Venerdì Santo, vescovo Lauro: “Gesù crocifisso offre l’amore come unità di misura della bellezza. Nella pandemia si rinnova il miracolo del Golgota”

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Oggi, Venerdì Santo, la Chiesa è in ginocchio davanti a Gesù che abbraccia la croce in un estremo, totalizzante, atto d’amore per l’umanità.

L’arcivescovo Lauro Tisi ha presieduto nel pomeriggio in cattedrale la celebrazione della Passione e Morte. Con lui anche l’arcivescovo emerito Luigi Bressan. “Il volto sfigurato di Gesù – ha detto Tisi nell’omelia – riscrive i canoni della bellezza, offrendoci l’amore come sua unità di misura”. Don Lauro descrive un “Dio che ‘mi ama da morire’. La seduzione sta nella disarmante semplicità di un amore vestito di gratuità e perdono. Questo amore vince la morte, l’ultima parola spetta alla vita, non alle lacrime, né al sepolcro”.

Come già ieri sera, nella Messa del Giovedì Santo (memoria dell’ultima cena di Gesù che lava i piedi ai discepoli), monsignor Tisi declina anche il giorno centrale del triduo pasquale nell’attualità dell’emergenza: “La buona notizia per tutti noi, in questo lungo anno di pandemia, è che il miracolo del Golgota ha continuato a ripetersi: tanti uomini e donne hanno reagito alla morte con un di più di amore, di dono, di tenerezza. Questa è la vera bellezza che salva il mondo”.

QUI TESTO OMELIA

Domani, Sabato Santo, 3 aprile – nel giorno in cui ricorrono i cinque anni dall’inizio del suo servizio episcopale alla guida della Chiesa di Trento (3 aprile 2016) – l’arcivescovo Lauro presiederà la Veglia pasquale, anticipata in Duomo alle ore 19.30 (diretta Telepace Trento e in streaming sui portali diocesani), per consentire il rientro a casa dei fedeli nel rispetto del coprifuoco.

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