Tag Archives: mediterraneo frontiera di pace

Il Papa: pace e fratellanza nel Mediterraneo, no alla retorica dello scontro di civiltà

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

 


La guerra è una follia a cui non ci si può rassegnare mai, non alzare muri e non accettare che si possa morire in mare senza soccorso. Così il Papa stamani ai circa 50 vescovi e patriarchi del Mediterraneo, durante la sua visita a Bari dove si è chiuso l’Incontro “Mediterraneo frontiera di pace”. Leggi tutto da Vatican news

Concluso “Mediterraneo, frontiera di pace” con i trentini Patton, Bressan e Bregantini

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ha avuto un connotato decisamente trentino l’incontro internazionale “Mediterraneo frontiera di pace”, ospitato a Bari la scorsa settimana. Tra i 58 vescovi e patriarchi dell’area del mediterraneo invitati c’erano infatti  il Custode di Terra Santa padre Francesco Patton (al centro della foto), l’arcivescovo emerito di Trento monsignor Luigi Bressan (a sinistra, presente in qualità di assistente nazionale della Focsiv, federazione degli organismi non governativi di area cattolica), e monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo noneso di Campobasso-Bojano.

Nella conclusione di domenica 23 febbraio durante la s. Messa a Bari, papa Francesco ha detto: “La guerra è una follia a cui non ci si può rassegnare mai, non alzare muri e non accettare che si possa morire in mare senza soccorso.

#Mediterraneo frontiera di pace. P. Patton: lavorare insieme nello spirito del Documento di Abu Dhabi

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Nello spirito di Abu Dhabi, occorre lavorare insieme, anche con i musulmani e gli ebrei, perché le religioni possono e devono dare un contributo di valori fondamentali che possono sostenere la cultura della pace”. Lo ha affermato p. Francesco Patton, custode di Terra Santa, intervenendo al convegno internazionale dei vescovi Mediterraneo, frontiera di pace. Secondo Patton è necessario “agire sulle persone a livello popolare per la capillarità di diffusione che le Chiese – e lo stesso vale per l’Islam e l’ebraismo – hanno”. Secondo il custode di Terra Santa, inoltre, c’è poi “un contributo che va dato cercando la via dell’unità tra le comunità cristiane, non solo tra i riti della grande famiglia cattolica, ma anche in una prospettiva ecumenica per parlare con una voce sola”.
L’esperienza che padre Patton, trentino nativo di Vigo Meano,  ha portato all’incontro dei vescovi del Mediterraneo è quella della “complessità”: “ognuno dei Paesi del Medio Oriente che sia affacciano sul mare ha caratteristiche sue proprie”. Ci sono, ha ricordato, “Israele, la Palestina, il Libano, la Siria, Cipro e Rodi: da una parte l’iper-tecnologia, dall’altra la disoccupazione al 40%, dall’altra la guerra, gli hotspot che accolgono i rifugiati e i migranti e una forte instabilità politica generale”. (fonte mediterraneopace.it)

#Bari2020. Al via Mediterraneo frontiera di pace. Bassetti: se la carità non fa da nave, si affonda

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I lavori proseguiranno fino a domenica 23 febbraio, giorno in cui Papa Francesco presiederà la s. Messa conclusiva, alla presenza del Capo dello Stato Mattarella e del premier Conte. Tra i 58 partecipanti, ben due presenze trentine: l’arcivescovo emerito Luigi Bressan, in qualità di assistente della Focsiv (organismi cattolici di cooperazione internazionale) e fra’ Francesco Patton, Custode di Terra Santa.

“Dove la carità non fa da nave si è costretti ad affondare”, ha ricordato il card. Bassetti nell’omelia della messa celebrata a Bari, nella cripta della Basilica di San Nicola. Bassetti ha citato Sant’Agostino per definire la carità come una “nave”.

“Le nostre Chiese, arricchite dalle loro antiche tradizioni che sono vere risorse, sono chiamate a portare l’annuncio gioioso del Vangelo ai fratelli e alle sorelle”, ha sottolineato il presidente della Cei per il quale “questa è la più grande sfida che ci accomuna, Oriente ed Occidente”.

Il tutto nel solco del cammino tracciato da San Nicola che, ha rilevato il card. Bassetti, “da quasi un millennio non cessa di essere fonte di attrazione e di incontro per i cristiani di Oriente e Occidente, come hanno riconosciuto nel recente passato, oltre a papa Francesco anche Bartolomeo I arcivescovo di Costantinopoli e patriarca ecumenico, e Kirill patriarca di Mosca e di tutte le Russie”.

“La Provvidenza di Dio ha fatto sì che il Suo corpo giungesse qui a Bari, dove ancor oggi noi possiamo venerarlo con fede”, ha aggiunto il presidente evidenziando come questa traslazione sia ancora oggi “fonte di incontro tra cristiani di diverse tradizioni e confessioni”.

In questa dinamica, ha spiegato, va letto “il nostro incontrarci di questi giorni”. “Ieri ricordavo il nostro dovere di essere Chiese delle beatitudini, attente a far germinare una nuova cultura del Mediterraneo, che non può che essere – ha concluso – cultura dell’incontro e dell’accoglienza, pena il disordine incontrollato, l’impoverimento diffuso e la distruzione di intere civiltà”.

Bari. L'apertura dell'incontro internazionale dei vescovi del Mediterraneo

Bari. L’apertura dell’incontro internazionale dei vescovi del Mediterraneo

A Bari si apre “Mediterraneo frontiere di pace”, con i vescovi dell’ampia area geografica. Tra gli invitati anche monsignor Bressan e fra’ Patton

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Bari prende il via domani, mercoledì 19 febbraio, l’incontro internazionale Mediterraneo frontiera di pace, quattro giorni di riflessione e spiritualità dei vescovi del Mediterraneo fino a domenica 23 febbraio, giorno in cui Papa Francesco presiederà la s. Messa conclusiva, alla presenza del Capo dello Stato Mattarella e del premier Conte. Tra i 58 partecipanti, ben due presenze trentine: l’arcivescovo emerito Luigi Bressan, in qualità di assistente della Focsiv (organismi cattolici di cooperazione internazionale) e fra’ Francesco Patton, Custode di Terra Santa.

“Il Mediterraneo con tutte le sue chiese è uno spaccato di Chiesa Cattolica”, sottolinea il presidente della Conferenza episcopale italiana (che promuove l’appuntamento internazionale) , il card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista su Tv2000 alla vigilia dell’incontro. “Come Vescovi promotori dell’evento – aggiunge il Cardinale – facciamo nostro e rilanciamo l’appello del Papa alla Comunità internazionale per un più assiduo ed efficace impegno nell’area mediterranea e nel Medio Oriente”. Nel Mediterraneo, ha sottolineato il card. Bassetti, “ci sono chiese perseguitate, quelle piccole, quelle che rischiano di scomparire come la chiesa caldea. Proprio su questo problema il patriarca Sako ha sottolineato che ‘se scompaiono le radici caldee della Chiesa che risalgono ad Abramo dovrà patire anche l’albero che si è impiantato in Occidente’. Il cristianesimo nasce proprio da quelle radici. Ecco perché è importante il confronto. Chiese piccole, chiese perseguitate, chiese con pochissimi credenti come le chiese occidentali della Libia, della Tunisia o dell’Egitto. Sarà molto importante sentire anche la voce di tutte le chiese che hanno vissuto le guerre dei Balcani. Infine le nostre chiese come l’Italia e la Francia con i problemi di secolarizzazione”.
“Metteremo insieme le nostre difficoltà – ha concluso il card. Bassetti – non per fare delle lamentele perché il Papa ha già detto che ‘le lamentele non servono a nulla, sollevare problemi e basta non serve a nulla. Desidero da voi delle proposte’. Il Santo Padre ci ha dato un compito difficile ma è quello giusto”.