“Malattia mentale, prendersi a cuore la vita del paziente”. Gli stimoli della psichiatra Drigo nel primo appuntamento diocesano. Giovedì 25 seconda serata formativa

bookmark
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Chiamiamola malattia più che disagio mentale. Perché se la equipariamo alla malattia fisica, contribuiamo a togliere già una parte dello stigma che caratterizza questa patologia”. Maria Luisa Drigo, psichiatra e psicoterapeuta, ha esordito così giovedì 18 novembre, nel primo appuntamento del ciclo di incontri dal titolo “Il posto accanto”, proposti dalla Diocesi di Trento. Mettendo già in discussione – di fatto – lo stesso sottotitolo dell’iniziativa “percorso di avvicinamento al disagio psichico”, ambito sul quale la Chiesa di Trento invita a una rinnovata presa di coscienza circa una sofferenza diffusa, resa ancora più evidente dalla pandemia e che colpisce indistintamente ogni fascia di età e stato sociale. 

“Non è facile riconoscerla” 

Nel suo apprezzato intervento – introdotto da don Cristiano Bettega e Roberto Calzà – la dott.ssa Drigo era chiamata proprio a un chiarimento terminologico (“le parole del disagio”).  La premessa resta la difficoltà a riconoscere la malattia psichiatrica: “Non ci sono strumenti obiettivi che dimostrano un disturbo psichiatrico” e per questo c’è spesso “difficoltà nella diagnosi” e non c’è “accordo tra psichiatri sulle cause dei disturbi”. Non possiamo però “rinunciare – dice Drigo – a dare un ‘senso’ alla malattia psichica. L’importante è non prendere un’unica risposta come esaustiva ed è fondamentale considerare l’unicità della persona, con nome e cognome, rispetto alla malattia”.

4 grandi gruppi di patologie  

La psichiatra distingue tra 4 tipologie di malattia psichiatrica, con gravità crescente:  l’ansia con gli attacchi di panico (paura di un pericolo indefinito ma imminente, che diventa talora minaccia di morte); la depressione (con un ampio spettro di gravità fino al disturbo depressivo vero e proprio, con forte tristezza, ritiro a vita solitaria, sensi di colpa); i disturbi psicotici (con alterata percezione della realtà, deliri e allucinazioni, schizofrenia nella forma più grave): i disturbi della personalità (bisogno di dipendenza ma al contempo intolleranza relazionale con continue oscillazioni dell’immagine di sé).

Dalla terapia alla cura 

Di fronte alla malattia mentale (in risposta anche alle molte domande in presenza e online da chi seguiva la diretta) la dott.ssa Drigo invita a sostituire al termine terapia la parola “cura”, con tutto la componente empatica che essa sottende e che in fondo significa “prendersi a cuore l’intera vita del paziente“. In questo diventa strategico (seppure non scontato) il “lavoro di gruppo in reti di cura”. “È fondamentale – aggiunge – che il malato divenga protagonista della propria cura. La cura della psiche passa attraverso la psiche di un’altra persona”, ribadendo però come ai fini terapeutici sia spesso “fondamentale anche la capacità di mantenere un giusto distacco emotivo”.

RIVEDI INCONTRO:

 

25 novembre nuovo appuntamento (20.30)

Un secondo incontro è in calendario giovedì 25 novembre (20.30) su “Numeri e risorse del territorio” con Camilla Bettella, psicologa e psicoterapeuta del progetto “Invito alla vita”, Erika Bugna, operatrice per l’area Gruppi (entrambe di A.M.A) e Stefania Biasi, del Centro di Salute Mentale.

Gli incontri sono trasmessi in diretta sul canale YouTube della Diocesi (link a fondo pagina) e su Telepace Trento (canale 601).

A marzo 2022 un secondo modulo del percorso.

Per iscrizioni vai al LINK