Giovedì 2 aprile – “La nostra vita, un fatto bellissimo” – don Dario Silvello

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Confino con la terra che sta vivendo giorni angoscianti, la Lombardia, irrorata da fiumi di lacrime e illuminata da splendide testimonianze d’amore. Come d’altronde ovunque, anche da noi. Da quella terra veniva un grande uomo, osservatore attento di cambiamenti epocali, mistico come pochi, credente appassionato, chiamato a guidare la Chiesa per oltre 15 anni. Assunse il nome di Paolo VI.
In «pensieri alla morte», un testo straordinario, ho trovato queste parole: «Ecco: mi piacerebbe, terminando, d’essere nella luce. Di solito la fine della vita temporale, se non è oscurata da infermità, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, così belle, così attraenti, così nostalgiche, e così chiare ormai per denunciare il loro passato irricuperabile e per irridere al loro disperato richiamo. (…) Ma, in ogni modo, sembra che il congedo debba esprimersi in un grande e semplice atto di riconoscenza, anzi di gratitudine: questa vita mortale è, nonostante i suoi travagli, i suoi oscuri misteri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente; un avvenimento degno d’essere cantato in gaudio, e in gloria: la vita, la vita dell’uomo! Né meno degno d’esaltazione e di felice stupore è il quadro che circonda la vita dell’uomo: questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità».
La pagina evangelica di oggi si conclude con quel «raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui» (Gesù). Quel Signore verso il quale scaglieremmo in questi giorni anche noi, volentieri, delle pietre… Dove sei? Ti sei forse nascosto ancora una volta? Sei uscito dalla scena del mondo? Papa Montini ci può aiutare a comprendere come questa vita sia un fatto bellissimo e straordinaria è la forza del cuore di tanti e tanti, credenti e non, che sanno farsi servi di questo «fatto bellissimo», in mille modi, in mille momenti diversi. Grazie Signore perché non ti sei né nascosto, né sei fuggito. Ti sei incarnato nei servitori del… fatto bellissimo.