Festa della vita consacrata, a Santa Maria Maggiore i Vespri con l’arcivescovo Lauro: “Riscoprite la bellezza dell’attendere, profezia per l’oggi”

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Vespri solenni presieduti dall’arcivescovo Lauro Tisi nella serata di domenica 1° febbraio nella basilica di Santa Maria Maggiore a Trento, in preparazione alla Giornata mondiale della vita consacrata, celebrata il 2 febbraio nella festa della Presentazione del Signore.

Consacrati e consacrate, insieme a numerosi fedeli provenienti dalle comunità della Diocesi, si sono ritrovati per un intenso momento di preghiera comunitaria, nel segno della gratitudine per il dono della vocazione e del servizio che la vita consacrata continua a offrire alla Chiesa e al mondo.

Simeone e Anna, icone di un’attesa che genera vita

Al centro della celebrazione, il Vangelo della Presentazione di Gesù al tempio, con le figure di Simeone e Anna, uomini e donne capaci di attendere con fiducia la consolazione promessa da Dio. Un’attesa che non è rassegnazione, ma apertura alla novità dello Spirito.

Proprio da questa pagina evangelica ha preso avvio l’omelia dell’arcivescovo Tisi, che ha invitato a leggere la vita consacrata come profezia dell’attendere, in un tempo segnato dalla fretta, dall’ansia e dalla paura del futuro.

Una profezia per il nostro tempo

«L’attendere che dà qualità al vivere – ha affermato l’Arcivescovo – non ha nulla di negativo o di svilente. È l’attendere dello sposo e della sposa, dell’innamorato, un’attesa carica di desiderio e di speranza». Una disposizione interiore che i consacrati sono chiamati a testimoniare come “controcanto alla fretta del nostro tempo“.

Uscendo dalla metafora, mons. Tisi ha indicato nella vita consacrata una presenza serena dentro la realtà, capace di annunciare che «davanti a noi non c’è la parola che chiude, ma la parola che apre; non la disfatta, ma la bellezza». Una testimonianza che nasce dalla memoria viva dell’incontro con Cristo, da quella “seduzione originaria” che ha generato la scelta vocazionale.

Vocazione, memoria e incanto: tornare all’origine della chiamata

Richiamando il tema delle vocazioni, monsignor Tisi ha invitato a non lasciarsi paralizzare da analisi pessimistiche: «Quando abbiamo scelto – ha ricordato – nessuno di noi ha fatto calcoli. La seduzione era più forte delle difficoltà». La vera sfida, oggi, non è la complessità degli scenari, ma il “rischio di smarrire l’incandescente incontro con Cristo 

Da qui l’invito a tornare all’incanto, a quella memoria che rende capaci di essere testimoni del Regno, uomini e donne che sanno riconoscere e indicare i segni di bene già presenti nella storia, anche là dove sembrano nascosti, “alla porta di servizio”, come accadde per Simeone e Anna.

Il rinnovo della professione religiosa e il grazie per una fedeltà che dura nel tempo

Durante i Vespri, i consacrati e le consacrate hanno vissuto il rendimento di grazie e il rinnovo della professione religiosa, riaffermando il loro impegno a vivere in fedeltà alla Parola e alla storia, a servizio della Chiesa trentina.

Al termine della celebrazione, un pensiero riconoscente è stato rivolto a quanti nel 2026 celebrano significativi anniversari di professione religiosa, segno di una fedeltà feconda che attraversa i decenni:

  • 25° anniversario: sr. Chiara Curzel (Figlie del Cuore di Gesù – Venturine)

  • 50° anniversario: p. Maurizio Baldessari (Padri Bertoniani)

  • 60° anniversario:
    sr. Graziella Cozzini, sr. Maria Rosa De Gregori, sr. Ivana Keller,
    sr. Maria Savinelli, sr. Carla Zencher (Suore di Maria Bambina);
    sr. Anna Giuliari (Suore Canossiane);
    sr. Agnese Brandalese, sr. Pace Pozzan (Suore della Misericordia);
    sr. Maria Rosa Gabban (Figlie del Cuore di Gesù – Venturine)

  • 70° anniversario: sr. Stefania Rizzonelli (Suore di Maria Bambina)

  • 75° anniversario: sr. Rosetta Degasperi (Suore Canossiane);
    fr. Costantino Cosner, fr. Modesto Sartori (Frati Cappuccini)

  • 80° anniversario: sr. Francesca Pacher (Suore di Maria Bambina)

La serata si è conclusa in un clima di fraternità.