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Universitari, Messa di inizio anno. Vescovo Lauro: “Sappiate cogliere il valore delle relazioni”. Il rettore Deflorian: “Come cristiani possiamo mettere un pizzichino di sale”

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Se per tanti trentini gli universitari sbarcati (o radicati) in città sono ancora una presenza numerica a volte indecifrabile, il colpo d’occhio di martedì 29 settembre nella basilica di Santa Maria Maggiore non lasciava dubbi: quasi tutte le bancate erano affollate di giovani provenienti da varie facoltà (e dalle residenze universitarie) per condividere a inizio dell’anno accademico la celebrazione eucaristica su invito della EPU, l’Equipe di Pastorale Universitaria.

“Noi ci siamo, abbiamo un programma con alcune proposte interessanti, mettetevi in contatto – è stato l’invito del giovane Mattia a nome degli altri amici, che fanno parte del gruppo diocesano animato anche da don Mattia Vanzo, padre Antonio Viola e Davide Rizzi – a partire dalla Messa in questa Basilica ogni domenica alle 19”.

Gli altri appuntamenti fissi sono i “Passi di Vangelo” ogni mercoledì sera alle 20.30 all’Arcivescovile, ma il calendario è ricco e nei primi giorni di marzo si segnala anche una settimana dedicata al giudice Livatino.

Le parole del vescovo Lauro

Anche il vescovo Lauro, che incontrerà molti di loro ai “Passi di Vangelo” mensili a partire dal 22 ottobre, ha osservato come la presenza universitaria porti calore alla città e come i capannelli serali di studenti che dialogano e parlano tra loro siano un segnale importante anche per le nostre comunità ecclesiali.

“Ognuno di voi vale agli occhi di Dio, è una forza, un miracolo di energia – ha detto – e vi invito a cogliere nella vita quotidiana quanto il Signore vi vuole bene , anche quando fate fatica o non vi sentite in forma. Sappiate cogliere il valore delle relazioni: chi ti sta accanto è una risorsa incredibile, rappresenta anche la tua libertà, nel senso che ti libera dalla solitudine”.

Ha invitato i giovani a coltivare le relazioni di amicizia (“anche se talvolta possono sembrare una rottura o una fatica”), perché la dinamica della reciprocità e della fraternità è quella che Dio ci ha consegnato: “Dobbiamo cercare di essere dono per gli altri, ma nello stesso tempo lasciare anche che gli altri siano dono per noi: é importante sentirsi accolti”.

Il saluto del rettore Deflorian

Oltre ai responsabili e agli animatori dei convitti cittadini, hanno partecipato alla celebrazione anche alcuni docenti e il rettore Flavio Deflorian che ha sottolineato come dentro la realtà “plurale e composita della comunità universitaria non è certo un problema sapere che c’è anche chi cerca di seguire il Vangelo di Gesù. Che ci invita ad essere sale e sappiamo che di sale ne basta un pizzichino per riuscire a dare sapore al cibo”. “Vi auguro che sia un anno fruttuoso per i vostri studi e la vostra crescita personale – ha concluso – ma ci auguriamo tutti di riuscire ad essere quel pizzichino di sale che rende migliore la vita comunitaria”.