La Conferenza Episcopale Italiana ha approvato le nuove “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, aggiornando il documento già pubblicato nel 2020. Il testo, approvato dal Consiglio Episcopale Permanente il 24 marzo 2026, nasce per rispondere ai profondi cambiamenti del panorama economico e finanziario degli ultimi anni e rilancia l’impegno della Chiesa italiana per una gestione delle risorse coerente con il Vangelo e orientata al bene comune.
Una finanza che non è mai neutrale
Dalla diffusione delle criptovalute ai nuovi strumenti finanziari come ETF e mercati privati, il contesto economico contemporaneo pone interrogativi sempre più complessi sul piano etico e sociale. Per questo la CEI richiama enti ecclesiali, fedeli e “uomini di buona volontà” a una riflessione più consapevole sull’uso del denaro e sugli investimenti.
Le Linee guida sottolineano infatti come la gestione delle risorse economiche non possa essere considerata neutrale: ogni scelta finanziaria comporta una responsabilità morale e sociale. L’obiettivo non è soltanto amministrare beni, ma promuovere una vera conversione delle strutture economiche attraverso trasparenza, rendicontazione e competenza tecnica.
La Dottrina Sociale della Chiesa come riferimento
Il documento si ispira ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa, richiamando in particolare la destinazione universale dei beni, il giusto profitto, la solidarietà, la promozione di un’economia inclusiva, la tutela della dignità della persona umana.
Grande attenzione viene data anche all’ecologia integrale e alle indicazioni emerse dal Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Nel testo trova spazio inoltre il riferimento al Giubileo 2025, che ha richiamato la necessità di riequilibrare relazioni economiche segnate da profonde disuguaglianze.
Nel solco del magistero di Papa Leone XIV, attento ai temi della giustizia sociale e della dignità del lavoro, la CEI propone così un quadro di riferimento per orientare gli investimenti secondo criteri coerenti con i valori evangelici.
Investimenti ESG e criteri di esclusione
Una parte significativa del documento è dedicata agli investimenti ESG (ambientali, sociali e di governance), analizzati sia negli aspetti positivi sia nelle criticità che possono emergere nella loro applicazione concreta.
Le Linee guida individuano criteri precisi di inclusione ed esclusione, con particolare attenzione alla tutela della vita umana, la promozione della pace, la giustizia economica, la dignità del lavoro, la sostenibilità ambientale, il rispetto del creato.
La CEI riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nella costruzione di un’economia più giusta e solidale, purché orientata realmente al bene comune.
Professionalità, prudenza e trasparenza
Accanto agli aspetti etici, il documento affronta anche temi operativi legati alla gestione del patrimonio: orizzonte temporale degli investimenti, liquidità, gestione del rischio e trasparenza.
Secondo le Linee guida, la prima forma di eticità nella gestione finanziaria consiste proprio nella prudenza e nella competenza con cui vengono amministrate le risorse affidate alla Chiesa.
Come sottolinea don Claudio Francesconi, economo della CEI, il testo rappresenta «un ulteriore passo della Conferenza Episcopale Italiana nel promuovere trasparenza, responsabilità e coerenza evangelica nella gestione delle risorse».
La presentazione a Milano
Le nuove Linee guida saranno presentate martedì 9 giugno 2026 presso Borsa Italiana a Milano.
All’incontro interverranno il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, e Stefano Caselli, Dean della SDA Bocconi School of Management. Modererà il confronto Marco Ferrando.
LE LINEE GUIDA SONO DISPONIBILI A QUESTO LINK.
Foto di micheile henderson su Unsplash




