Tra memoria e futuro, relazioni tra generazioni e apertura alle differenze, si è concluso lo scorso fine settimana l’evento “La felicità? Via Madruzzo, 45”, organizzato per celebrare i 160 anni (1865–2025) dell’Oratorio del Duomo di Trento. Due giorni intensi e partecipati hanno coinvolto molte persone legate alla storia dell’oratorio e alla vita della parrocchia.
Le celebrazioni hanno vissuto il loro apice domenica, con la celebrazione eucaristica comunitaria nel Duomo di Trento e sono poi proseguite in via Madruzzo con giochi, tornei e la proiezione di un video-racconto che ha ripercorso le diverse stagioni dell’oratorio attraverso immagini storiche, testimonianze e interviste ai cappellani e parroci che si sono succeduti nel tempo.
Un libro e la mostra fotografica (ancora visitabile)
Un viaggio nella memoria che ha restituito il volto di uno spazio educativo e comunitario capace di accompagnare generazioni di ragazzi e famiglie: luogo di amicizia, crescita, formazione e servizio. Tra i momenti più partecipati del fine settimana anche la presentazione del libro a più voci dedicato alla storia dell’oratorio e l’inaugurazione della mostra fotografica che raccoglie oltre 600 immagini – in bianco e nero e a colori – capaci di raccontare 160 anni di vita tra fede, attività educative, sport, volontariato e momenti di festa.
La mostra resterà visitabile per le prossime due settimane in via Madruzzo, dal lunedì al venerdì, con orario 9–12 e 16–19.
L’arcivescovo Tisi: “L’oratorio non è morto, ha resistito a tutte le intemperie”
Particolarmente significativa la presenza dell’arcivescovo Lauro Tisi, intervenuto per concludere la “24 ore di lettura per l’oratorio” insieme ad alcuni sacerdoti che hanno prestato servizio in parrocchia negli ultimi cinquant’anni come parroci e cappellani. Nel suo intervento, l’Arcivescovo ha sottolineato il valore della continuità storica dell’esperienza dell’oratorio: “L’oratorio non è morto, ha resistito a tutte le intemperie e oggi è ancora vivo”. Guardando alle tante persone che nel tempo hanno costruito e custodito questa esperienza, don lauro ha parlato anche di speranza e rinnovamento: “C’è una continuità che va avanti dentro un cambiamento e questo è molto bello: sono germogli di speranza. C’è il bello che avanza.”
Nel ripercorrere le immagini della storia dell’oratorio, Tisi ha inoltre evidenziato il valore dell’esperienza comunitaria: “Qui abbiamo visto cos’è essere comunità. Io vi auguro di poter continuare a fare altri 160 anni.”
La festa si conclude, ma resta viva l’eredità di una storia che continua: quella di un oratorio che da 160 anni accompagna la crescita di giovani e famiglie e continua a essere luogo di relazioni autentiche, dialogo e servizio alla comunità.
FOTO MATTEO GECELE




