Un viaggio lungo 160 anni tra memoria storica, frammenti di vita comunitaria e nuove prospettive educative. Sabato 18 e domenica 19 aprile l’Oratorio del Duomo di Trento festeggia l’importante anniversario con l’evento “La felicità? Via Madruzzo, 45”, due giornate pensate per ripercorrere il cammino dell’oratorio e rilanciare il suo ruolo nel presente.
L’iniziativa celebra i 160 anni di attività (1865–2025) di uno spazio che ha accompagnato generazioni di ragazzi e famiglie, attraversando epoche difficili e cambiamenti profondi: dalle guerre al fascismo, dalla contestazione studentesca al boom economico, fino alle sfide educative di oggi.
Un luogo di crescita che attraversa le generazioni
L’Oratorio del Duomo è stato — e continua a essere — un luogo di libertà, amicizia, gioco e formazione. Un punto di riferimento per la città, capace di rinnovarsi nel tempo e di restare fedele alla propria missione educativa. L’anniversario vuole essere allo stesso tempo: una festa della memoria, per chi ritroverà volti, esperienze e sacerdoti che hanno segnato il cammino della “dottrina” e dei campeggi; un’occasione di dialogo con i giovani di oggi, per ascoltare le loro domande e immaginare insieme il futuro dell’oratorio; una riflessione comunitaria sul ruolo educativo che questi spazi possono ancora svolgere.
Il programma è stato presentato in conferenza stampa dal comitato organizzatore.
“Celebrare 160 anni di storia dell’Oratorio ci dice della capacità di una comunità di rinnovarsi nel tempo, credendo nel valore dell’incontro, delle relazioni, del passare tempo insieme, educando i giovani”, ha sottolineato Roberto Iuppa del comitato organizzatore. Il parroco don Marco Berti, subentrato dall’ottobre 2025 a don Andrea Decarli, ha detto di aver trovato una macchina organizzativa già ben avviata e di vedere nella due giorni un’opportunità di crescita comunitaria.
160 anni in un libro
Alessandro Andreatta, che ha curato il nuovo libro, ne ha ribadito il carattere di “opera collettiva”, ricordando che raccontare la storia dell’Oratorio non è solo ripercorrere una serie di eventi e iniziative, ma – soprattutto – ricordare che un Oratorio vive attraverso le persone che lo attraversano”. Il libro lo fa ripercorrendo in modo cronologico le vicende della costruzione e dell’avvio della nuova sede (1993-2002), del cammino progressivamente condiviso tra le parrocchie del Duomo e di Santa Maria Maggiore (2002-2015), fino agli anni recenti segnati da cambiamenti significativi nella partecipazione ecclesiale e dalla pandemia (2015-2025). Ma non si limita a questo, offrendo anche approfondimenti su gruppi, servizi e iniziative che hanno animato la vita dell’Oratorio, raccontati dalla viva voce di chi le ha vissute. Sono momenti e volti restituiti dalla selezione di fotografie che chiude il volume.
Solo un assaggio di quanto è invece possibile apprezzare nella mostra fotografica allestita negli spazi di via Madruzzo, 54, a cura di Paola Sartori. “Le immagini – ha spiegato Sartori documentano la vita oratoriana e provengono da un archivio custodito nella canonica del Duomo, da un archivio presente in Oratorio e da svariate persone”. Quattro tabelloni nell’atrio dell’Oratorio sintetizzano quello che è esposto al piano superiore su altri 20 pannelli, per un totale di 620 fotografie. “La prima parte, storica, copre il periodo dal 1864 al 1976 e presenta prevalentemente immagini in bianco e nero. Sono testimonianze di percorsi di crescita nella fede, di attività ricreative, di momenti di festa e di attività sportive, dove i vari gruppi oratoriani sono ben rappresentati”.
Il video e la 24ore di lettura
Questa ricca documentazione fotografica è in parte stata ripresa all’interno del video realizzato da Alessandro Cagol, che sarà presentato sabato 18 aprile. Cagol ha attinto anche a preziose pellicole in formato Super8 degli anni Settanta del secolo scorso, a filmati girati negli anni Ottanta e Novanta, completando il racconto con interviste a ex oratoriani, con spezzoni di momenti vissuti in oratorio e approfondimenti sui gruppi attuali, come il coro, la catechesi, gli scout, la società sportiva dilettantistica Invicta.
Sulla “24 ore di lettura” è intervenuta Claudia Dorigoni. “L’Oratorio esiste perché c’è una comunità che lo anima. La 24 ore di lettura vuole essere segno di questa partecipazione, vuole tenere insieme in continuità passato e presente. E’ aperta a tutti, ci si può iscrivere online anche fino all’ultimo momento, portando un proprio testo da leggere, d’intesa con il comitato organizzatore, oppure scegliendo un testo tra i molti che proporremo”. La lunga maratona si aprirà sabato 18 alle 16.30 e si concluderà domenica alle 16.30 con l’arcivescovo Lauro Tisi.
Se l’Oratorio è gioia e felicità, lo è anche per i giochi. “Il momento per giocare sarà domenica 19 – ha spiegato Diana Zuccotti -, con possibilità di iscriversi anche all’ultimo minuto, perché questo è lo spirito dell’Oratorio!”.
Nella foto in alto: 1959, partenza da via Madruzzo per il campeggio oratoriano di Fai con don Dario Torboli.





