“Non lasciamoci rubare la speranza”

Pasqua, l'appello del vescovo: "Vita non è un codice fiscale, ma mistero e incanto"
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“Non lasciamoci rubare la Speranza, Cristo Risorto. Frequentiamo la sua vita. Liberiamoci dalla lettura tecnico-economica, a cui ci riduce il sistema. Diciamo basta a una vita pensata come codice fiscale, come budget di spesa, come profilo virtuale. L’uomo e la donna sono bellezza, mistero, incanto”. Così l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, questa mattina, nell’omelia del solenne pontificale di Pasqua in cattedrale. Al centro della riflessione, la grande “notizia” della Risurrezione di Gesù, già annunciata nella lunga Veglia pasquale di ieri sera, durante la quale l’Arcivescovo ha conferito Battesimo, Prima Comunione e Cresima a due donne, Ilaria e Ionida. Tisi sottolinea ancora nell’omelia: “Il potere degli uomini, per quanto possa essere assoluto, conosce il limite della morte. Può decidere – lo raccontano le cronache di questi giorni – la morte degli altri, ma non può nulla per sottrarre se stesso alla morte. Il Risorto, invece, esercita la sua signoria anche sulla morte”.

A chiusura della riflessione, l’invito a tradurre nel quotidiano la verità pasquale: “Credere al Risorto è riconoscere questa meravigliosa verità: è intrecciare incontri, è imbandire tavole di fiducia, è possibilità di ripartire e di ricominciare”.

IN ALLEGATO TESTO INTEGRALE OMELIA PONTIFICALE DI PASQUA (16 APRILE 2017)

LE FOTO SONO DI GIANNI ZOTTA