“Sto incontrando tanta umanità bella: gente che si prende cura dei propri cari. Quello che vedo è qualcosa di meraviglioso”. Non un discorso di circostanza, ma il racconto di volti e storie. Venerdì 13 febbraio, a Borgo Valsugana, l’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi ha incontrato i rappresentanti delle comunità parrocchiali della Valsugana Orientale nell’ambito della Visita pastorale, condividendo ciò che aveva vissuto nei giorni precedenti tra le famiglie, gli anziani e le persone malate della valle.
“Attorno ai più fragili – ha attestato don Lauro – si radunano figli e nipoti, nascono relazioni, si rafforza il senso di appartenenza”. Un’esperienza concreta che, secondo l’Arcivescovo, “smentisce la narrazione pessimistica spesso dominante”.
Nel suo intervento Tisi ha evidenziato la capacità delle realtà locali di incontrarsi e collaborare con disponibilità e creatività. “Non è per niente scontato – ha rimarcato Tisi – che ci sia dappertutto questa vitalità in grado di superare anche le tradizionali distinzioni tra ambito ecclesiale e civile: non sai neanche dove inizia il confine di uno o dell’altro. E questo è bello”. Da qui l’invito a superare categorie ormai insufficienti: “Non esiste il laico e l’ecclesiale. Esiste l’umano che converge e fa comunità”.
Il bivio del futuro
Il cuore del messaggio ai membri dei comitati parrocchiali ha riguardato il tempo che si apre davanti alle comunità. Non saranno numeri o strutture a determinarne il futuro, ma la qualità delle relazioni. “La questione nei prossimi anni è: ci sarà umano in mezzo a noi o prevarrà il disumano?” E ancora: “Siamo davanti a un bivio: voglio essere umano o scelgo la narrativa del vivere per me?”.
Parole pronunciate con realismo, ma accompagnate da fiducia. Per l’Arcivescovo, il Vangelo continua a offrire chiavi di lettura attuali e prospettive nuove: “Io vedo delle chance bellissime per il Vangelo”.
Le difficoltà certo non mancano: diminuzione dei sacerdoti, scarsa presenza giovanile, necessità di ricambio generazionale e crescente disaffezione religiosa. Tisi ha però messo in guardia da soluzioni superficiali o spettacolari. Trasformare la pastorale in una rincorsa a eventi attrattivi rischia di svuotare il senso del cammino comunitario.
L’Eucaristia come esperienza di fraternità
Tra i passaggi più intensi, la riflessione sull’Eucaristia, intesa non come gesto individuale ma come esperienza di comunione. “Io incontro il Signore se vivo la fraternità”. Il rapporto con Dio passa attraverso la relazione: “Io so che ho incontrato Dio se mi rapporto con gli altri, altrimenti ho incontrato il mio io”. Da qui l’invito a celebrare in modo accogliente e ospitale, affinché ciascuno possa sentirsi parte della comunità. L’Eucaristia non è un rito da compiere, ma una forza che trasforma il modo di guardare chi ci sta accanto. “Serve andare a Messa per cambiare lo sguardo sul fratello”, ha spiegato, ricordando che questo cambiamento nasce da una trasformazione interiore.
Collaborare senza perdere identità
Guardando avanti, don Lauro ha invitato a sviluppare forme di collaborazione tra parrocchie, rese necessarie dalla diminuzione del clero, senza cancellare le identità locali. “Nessuno può piegare le comunità. Ogni realtà conserva una propria storia e specificità; la sfida è condividere risorse e sostenersi reciprocamente”, ha osservato.
Lo sguardo si è poi allargato al contesto sociale. Le sicurezze economiche e il welfare pubblico potrebbero ridursi, rendendo ancora più preziosa la rete di relazioni. “Avremo sempre più bisogno di farci compagnia gli uni e gli altri e di darci una mano, anche come istituzioni”. Le comunità possono diventare luoghi di prossimità concreta, capaci di accompagnare le persone nella quotidianità.
La Parola di Dio come cammino
Tra le priorità indicate, anche la necessità di recuperare familiarità con la Bibbia. L’Arcivescovo ha espresso il desiderio di comunità capaci di leggere il Vangelo, lasciandosi illuminare nella vita di ogni giorno. E proprio alla luce della matrice biblica, il suo intervento si è chiuso con un chiaro invito alla speranza: “Non è il tempo della rassegnazione. Il Vangelo è un volano di futuro e di vita”.
Le prossime tappe della Visita
La Visita pastorale alle comunità della Valsugana Orientale è ripresa nel pomeriggio di giovedì 19 febbraio: a Scurelle don Lauro ha visitato gli anziani e gli ammalati delle parrocchie dell’Unità Pastorale “Madonna di Loreto”. Dopo la Santa Messa, in serata si è svolto l’incontro con il Consiglio Pastorale, i Comitati Parrocchiali e i Consigli per gli Affari Economici dell’Unità Pastorale.
Venerdì 20
Venerdì 20 febbraio, la mattina a Spera la celebrazione della Santa Messa con la visita agli anziani e agli ammalati dell’Unità Pastorale “Madonna di Loreto”. In serata a Roncegno, alle ore 20.00, l’incontro con i rappresentanti del mondo del volontariato dell’Unità Pastorale “Santi Pietro e Paolo”.
Sabato 21
Sabato 21 febbraio, a Borgo Valsugana alle ore 9.30, è in programma l’incontro con gli studenti del Polo Scolastico “Alcide De Gasperi”. Nel pomeriggio, a Roncegno alle ore 15.00, sarà celebrata la Santa Messa con il conferimento della Cresima; in serata, a Samone alle ore 19.00, la Santa Messa con incontro con la comunità.
Domenica 22
Domenica 22 febbraio, a Borgo Valsugana alle ore 10.30, sarà celebrata la Santa Messa seguita dall’incontro con la comunità. Nel pomeriggio, a Canale di Pergine alle ore 15.00, si terrà l’incontro “Sulla Tua Parola”, dedicato all’approfondimento della Parola di Dio con gli adulti.




