Nel Venerdì Santo la Chiesa invita tutte le comunità cristiane a partecipare alla tradizionale Colletta per la Terra Santa, un gesto di comunione e di sostegno concreto verso i cristiani che vivono nei Luoghi dove Gesù è vissuto, morto e risorto.
A ricordarne il significato è monsignor Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, nella lettera inviata alle comunità cristiane di tutto il mondo.
Le finalità della Colletta
Il suo appello invita a non dimenticare i fratelli e le sorelle della Terra Santa, oggi provati da violenze, instabilità e difficoltà economiche sempre più gravi. Molti cristiani hanno perso il lavoro legato ai pellegrinaggi e numerose opere educative e sociali rischiano di fermarsi senza il sostegno della Chiesa universale.
«Per vivere c’è bisogno anche del vostro contributo», scrive monsignor Gugerotti, ricordando che la Colletta del Venerdì Santo rappresenta un aiuto concreto e indispensabile per sostenere la presenza cristiana nei Luoghi santi e offrire una speranza reale alle comunità locali.
La Colletta sostiene parrocchie, scuole, ospedali e iniziative sociali della Custodia di Terra Santa e contribuisce a custodire la presenza cristiana nei Luoghi santi. È un gesto di carità, ma anche un segno di comunione ecclesiale e di speranza.
Dalla Terra Santa le meditazioni della Via Crucis a Roma
Quest’anno assume un significato ancora più forte anche il legame con la preghiera della Chiesa universale: proprio dalla Terra Santa arrivano infatti le meditazioni della Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, guidata dal Papa. I testi sono stati preparati da padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa, e accompagnano i fedeli nella contemplazione della passione del Signore con lo sguardo di chi vive ogni giorno nei luoghi della Pasqua.
“Ero qui al santuario sul monte Nebo quando mi è arrivata una telefonata dalla Segreteria di Stato che mi chiedeva, su indicazione di papa Leone XIV, di preparare le meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, anche alla luce dell’ottavo centenario della morte di San Francesco che si sta celebrando. Mi sono sentito onorato ma anche un po’ intimorito da questa richiesta che ho subito sostanzialmente accettato, ho pensato che era un bene per la Custodia e per i cristiani in Terra Santa”. Così padre Francesco Patton racconta all’agenzia Sir come è nata la richiesta del Pontefice di redigere i testi per il tradizionale appuntamento del Venerdì Santo (3 aprile). LEGGI INTERVISTA INTEGRALE
Foto: Agensir/Vatican Media




