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Quaresima, preti trentini in ritiro con vescovo Lauro: “Testimoni di un incontro, della rivelazione del pensiero di Dio. Per una Chiesa fraterna e aperta ad ogni uomo”

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E’ doloroso ammetterlo, ma il silenzio di Dio non ci inquieta“. Parte da una forte provocazione, ripresa dalle parole di Giovannni Paolo II, la riflessione dell’arcivescovo Lauro  al ritiro quaresimale di preti, seminaristi, diaconi e religiosi trentini, raccolti numerosi in preghiera nella mattinata di giovedì 7 marzo nella chiesa del Santissimo a Trento. “La nostra premura – aggiunge con rammarico don Lauro – è un’altra: riorganizzare l’azione pastorale”. Ma subito rilancia:”Di fronte a questa empasse, perché non ripartire dalla bellissima affermazione in apertura della Lumen Gentium (Concilio Vaticano II) “La Chiesa è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima comunione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano“. Essere “segno e strumento” non significa “inglobare il mondo, ma servirlo”, ribadisce l’Arcivescovo di Trento, rilanciando la missione di una Chiesa in uscita. E, ancora: “Attorno a questo snodo dobbiamo ripensare il nostro agire ecclesiale. Passando da una Chiesa che occupa spazi, gestisce servizi, esercita potere, a una Chiesa che cammina dietro al suo Signore, senza borsa né bisaccia, con la leggerezza di chi, sentendosi amata, attraversa il tempo senza temere alcun male”.. 

La Chiesa e i preti per monsignor Tisi sono chiamati ad essere testimoni di un “incontro e di una rivelazione che ci abita, di un pensiero di Dio che non è il pensiero del mondo, testimoniando il quale siamo un “noi” ecclesiale (“senza gli altri non c’è nessuna santità”) e una Chiesa aperta ad ogni uomo. Se la nostra vocazione è eleggere l’altro a punto di riferimento, fosse anche il nemico, cadono le barriere in nome della fraternità universale. Il sogno, come Chiesa, non è avere il controllo del Trentino,  ma dare vita nelle nostre vali a frammenti di comunità,  abitati non da logiche mondane ma dall’esperienza del pensiero di Cristo e da uomini e donne che, pur dentro un noi ferito, regalano un po’ di speranza all’umanità per portarla ad incontrare il Regno e il Signore della vita”.

QUI E IN ALLEGATO TESTO INTEGRALE MEDITAZIONE ARCIVESCOVO LAURO 

Mercoledì delle ceneri, vescovo Lauro: “La paura dell’altro genera scontro, la persona forte non teme l’incontro. Chiesa chiamata ad uscire in mare aperto”. Il testo dell’omelia in cattedrale

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“Spesso è la paura dell’altro a generare lo scontro. Prepotenza e aggressività non sono mai sinonimo di forza; è vero il contrario: il prepotente è debole, perché non riesce a sostenere il confronto. Chi necessita di schemi protettivi, muri e barricate è persona insicura e fragile. Diversamente, la persona forte non teme l’incontro”. E’ un passaggio dell’omelia alla s. Messa nel Mercoledì delle Ceneri presieduta dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi in cattedrale mercoledì 6 marzo.

Nel giorno d’inizio della Quaresima, in cui si rinnova il rito dell’imposizione delle ceneri, monsignor Tisi rilancia l‘invito a scoprire che “il nome di Dio è incontro”.  “L’esperienza dell’incontro con il Dio grande nell’amore – aggiunge don Lauro – ci doni una fede attraversata dal sorriso che impedisca di usare la verità come clava contro gli altri, regalandoci la capacità di dubitare di noi stessi”. Nel citare infine la provocazione quaresimale di una vita fatta di carità, preghiera e digiuno, l’Arcivescovo la concretizza nel “frequentare in modo discreto, senza ostentazione, il volto del fratello”, in una “preghiera che alle parole vuote sostituisca il dialogo nel segreto con il Padre” e nell’“opportunità di percepire, grazie al digiuno, che non basta il pane per vivere. Questa è la strada che porta alla melodia della fraternità che vince paura e angoscia”. “In questo momento, la nostra Chiesa è chiamata non tanto a difendersi, come Ulisse, dalla realtà che la circonda, chiudendosi in se stessa, ma a uscire in mare aperto e, come Orfeo, a immettere dentro la nostra realtà il canto nuovo che è il Vangelo di Gesù di Nazareth.

in allegato testo integrale omelia Ceneri 2019