Prosegue, fitta di appuntamenti, la visita pastorale dell’arcivescovo Lauro Tisi alla Bassa Valsugana.
Sabato 17 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio abate, monsignor Tisi ha celebrato la messa a Ronchi, incontrando gli operatori agricoli della zona. “Uno dei tratti che vi caratterizza – ha detto l’Arcivescovo – è la fedeltà. Gli animali ci sono 365 giorni all’anno, non danno scampo in questo senso, ti costringono ogni giorno ad essere fedeli”, ha aggiunto monsignor Tisi. “Il vostro lavoro è ancora caratterizzato dall’elemento della fatica. Certo le tecnologie vi stanno aiutando, ma non c’è scampo: l’allevatore deve metterci tanta fatica anche personale. E qui voi ci dite un secondo elemento molto importante per stare nella vita. Bisogna sentire che la fatica non è solo una realtà negativa: è come il colesterolo, c’è quello buono e c’è quello cattivo”.
Fra le altre tappe, domenica 18 gennaio Tisi ha incontrato invece la comunità di Strigno, attraversata in questi ultimi giorni da un grave fatto di cronaca nera. Il programma prevedeva l’incontro con i giovani dell’Unità pastorale, seguita dalla messa per incontrare tutta la comunità. “Vedo oggi la comunità di Strigno -ha detto don Lauro nell’omelia – che in questi giorni, con dignità, silenziosamente, ha dimostrato di saper versare lacrime per un proprio figlio tragicamente morto. Questo è regno di Dio. Voi siete stati Regno di Dio: voi con questo scoramento e sconforto che vi ha scossi dite che Strigno è una comunità ancora viva perché sa piangere per un suo figlio tragicamente ucciso”.
A QUESTO LIBRETTO TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELLA VISITA PASTORALE




