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“Nella tregua olimpica”: le religioni fanno squadra per la pace a Predazzo il 9 marzo in occasione dei Giochi paralimpici invernali (DIRETTA streaming e Tv)

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Lunedì 9 marzo alle ore 18.00, nella Biblioteca Comunale di Predazzo, le Parrocchie di Fiemme e Fassa, in collaborazione con il Tavolo delle Religioni presenti sul territorio trentino e con il patrocinio del Comune di Predazzo, promuovono un incontro di preghiera interreligiosa per la pace dal titolo “Nella tregua olimpica”.

L’iniziativa – sulla scia della preghiera ecumenica svoltasi a Tesero il 19 febbraio scorso – si inserisce nel tempo della Tregua olimpica proclamata in occasione dei Giochi invernali paralimpici di Milano Cortina 2026 che si concluderanno il prossimo 15 marzo. Un tempo simbolico e concreto che, nato per garantire la sicurezza di atleti e delegazioni internazionali, intende riaffermare la pace come condizione imprescindibile affinché lo sport possa esprimere il suo valore più autentico: non solo ricerca dell’eccellenza personale e di squadra, ma anche costruzione di una reale convivialità delle differenze.

Attorno a un braciere acceso, rappresentanti delle diverse confessioni religiose – cristiani (cattolici, protestanti, ortodossi), musulmani, buddisti, bahá’í – si ritroveranno per un momento condiviso, nel rispetto delle singole tradizioni, per dare forza e volto all’appello di fraternità e cooperazione rilanciato dalle Nazioni Unite in occasione dei Giochi.

A rappresentare la Diocesi di Trento saranno il vicario generale don Claudio Ferrari e il referente per il dialogo interreligioso don Cristiano Bettega.

L’evento sarà trasmesso in diretta su YouTube e su Telepace Trento.

“In questo tempo segnato da conflitti e divisioni – afferma don Albino Dell’Eva, parroco dell’Unità Pastorale Santa Maria del Cammino (Cavalese) e vicario della Zona Fiemme e Fassa – vogliamo che la Tregua olimpica non resti solo un richiamo formale, ma diventi un segno visibile e condiviso di responsabilità. Le religioni, pur nella diversità, possono fare squadra per testimoniare che la pace è possibile e necessaria”.

“Lo sport, soprattutto attraverso i Giochi paralimpici, ci ricorda che nessuna fragilità può oscurare la dignità della persona – prosegue don Dell’Eva –. La disabilità non è un limite alla relazione, alla gioia, alla realizzazione di sé. È un messaggio potente di inclusione che interpella le nostre comunità”.

L’incontro, aperto a chiunque abbia a cuore la pace, vuole essere anche un segno di vicinanza ad atleti, staff tecnici, enti organizzatori, tifosi, volontari e cittadini, affinché il grande evento olimpico e paralimpico possa esprimere non solo una dimensione agonistica, ma anche spirituale e umana.

“Il nostro auspicio – conclude don Albino Dell’Eva – è che anche in Val di Fiemme gli appuntamenti paralimpici sappiano trasmettere un messaggio forte e chiaro: la convivenza è possibile, la pace è necessaria, l’umanità è una sola”.