La carità come “architettura di relazioni”. Incontro zonale dei volontari Caritas dell’Alto Garda e Valli dei Laghi

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Si è svolto nella Zona Pastorale dell’Alto Garda e Valli dei Laghi l’incontro zonale dei volontari Caritas, dal titolo La Carità: un’architettura di relazioni. Una mattinata intensa e partecipata che ha rappresentato una tappa significativa di un percorso condiviso, costruito nei mesi precedenti grazie al lavoro del Coordinamento Caritas zonale e al costante accompagnamento della Caritas Diocesana. Il cammino era stato presentato anche nella serata del 20 gennaio al Consiglio pastorale di zona.

Accoglienza e ascolto della Parola

Dopo il momento di accoglienza, padre Franco Pavesi, parroco della Val di Ledro, ha guidato una riflessione sulla Parola, invitando i presenti a riconoscersi come popolo in cammino, capace di lasciarsi sorprendere dal Vangelo e di rinnovarsi continuamente nel servizio quotidiano.

La carità come stile ecclesiale e sinodale

A seguire, Fabio Chiari, referente della Caritas Diocesana, ha proposto una riflessione sul significato della carità, mettendone in luce la dimensione ecclesiale, comunitaria e sinodale: una carità che non è solo risposta ai bisogni, ma stile di Chiesa e forma concreta di corresponsabilità.

Il percorso del Coordinamento Caritas zonale

I rappresentanti del Coordinamento Caritas zonale hanno poi illustrato il percorso svolto, articolato attorno a tre pilastri fondamentali:

  • la Caritas parrocchiale-territoriale, con una particolare attenzione alla collaborazione tra i gruppi parrocchiali, vere e proprie sentinelle delle fragilità presenti nel territorio;
  • il rafforzamento del coordinamento Caritas di zona, come luogo di confronto, orientamento e visione condivisa;
  • l’ascolto della Parola, partendo dalla vita concreta delle persone. Le storie diventano così luoghi di formazione e di incontro con Dio, segni vivi dello Spirito che continua a scrivere la Sua Parola nelle vicende umane.

Il sostegno della Caritas Diocesana

È stata riconosciuta come particolarmente preziosa la presenza costante della Caritas Diocesana, attraverso Annalisa Pasini, Fabio Chiari e il coordinatore Cristian Gatti: una vicinanza competente e continuativa, capace di offrire strumenti, formazione e orientamento per accompagnare il coordinamento zonale e favorire una visione condivisa.

I laboratori: la carità di oggi nasce dalle relazioni

Il cuore della mattinata è stato rappresentato dai laboratori “per la Caritas di oggi”, che hanno permesso ai volontari di condividere esperienze, fatiche e proposte. È emersa con forza la dimensione relazionale come fondamento del servizio Caritas: relazioni tra volontari, tra parrocchie, con le comunità e con le famiglie accompagnate. Relazioni che non sono una semplice cornice, ma la vera architettura di un servizio capace di rispondere ai bisogni emergenti.

Prospettive future e corresponsabilità

Nelle conclusioni, Annalisa Pasini ha rilanciato alcune prospettive per proseguire il cammino in uno stile sempre più sinodale e partecipato, sottolineando il legame con le diverse dimensioni dell’Area testimonianza e impegno sociale (ambito missionario, anziani, ammalati…). Le comunità presenti hanno espresso gratitudine per un percorso che ha fatto emergere nuove energie e una più profonda corresponsabilità tra volontari, parroci e territori.

Camminare insieme genera speranza

La mattinata si è conclusa con un pranzo condiviso, semplice ma significativo, occasione preziosa per continuare il dialogo e rafforzare i legami.

L’incontro ha confermato che, quando volontari, parroci e Caritas Diocesana camminano insieme, la carità diventa stile di comunità: generatrice di fiducia e di speranza, capace di valorizzare la bellezza dei gruppi Caritas e di renderli luoghi accoglienti e significativi anche per le nuove generazioni.