Il 4 ottobre, festa di San Francesco (ora festa nazionale, nell’ottavo centenario della morte), riporta alla luce una pagina poco conosciuta: i primi Frati minori arrivarono in città oltre ottocento anni fa, inviati in missione mentre Francesco era ancora in vita
C’è un filo antico, lungo più di otto secoli, che lega Trento a san Francesco d’Assisi. E proprio il 4 ottobre, giorno in cui la Chiesa celebra il santo patrono d’Italia, vale la pena riscoprire una pagina forse poco conosciuta della storia religiosa trentina.
La presenza francescana in Trentino affonda infatti le sue radici nel 1221, appena cinque anni prima della morte di Francesco.
La missione verso la Germania
Già nel 1217 Francesco, mosso da un forte slancio missionario, aveva inviato gruppi di frati in diverse parti del mondo per annunciare il Vangelo. Durante il Capitolo di Assisi del 1221 ripropose ai suoi frati la missione in Germania, dopo un primo tentativo non andato a buon fine.
Una ventina di religiosi accolsero l’invito. A guidarli era fra Cesario da Spira. Il gruppo intraprese il viaggio verso nord e, nel settembre di quell’anno, raggiunse Trento.
Secondo quanto ricostruito nella storia dell’Ordine dei Frati Minori in Trentino, i francescani furono accolti benevolmente dalla popolazione e dal vescovo Adelpreto III di Ravenstein, alla guida della Chiesa trentina dal 1219 al 1223.
Il 29 settembre 1221 la prima predicazione a Trento
Una data segna simbolicamente l’inizio della presenza francescana sul territorio: 29 settembre 1221, festa di san Michele. Quel giorno i frati predicarono al clero e al popolo di Trento.
Fra Cesario e gran parte dei compagni ripresero poi il cammino verso la Germania. Alcuni religiosi, però, rimasero a Trento, dando così avvio a una presenza destinata a lasciare una traccia profonda.
La Cronaca di Giordano da Giano ne spiega con poche parole la ragione: rimasero “affinché con la parola e con l’esempio fossero di edificazione al popolo”.
La prima comunità a Piedicastello
La prima “casa” dei frati si trovava nella zona di Piedicastello, nei pressi del Doss Trento, in un territorio che pastoralmente faceva riferimento ai Benedettini dell’abbazia di San Lorenzo.
A documentare questa presenza sono anche fonti molto antiche: il testamento di Pietro da Malosco del 1228 e quello del canonico Abelino del 1230. Dai documenti emerge che i frati avevano dimora a Piedicastello, così come le Clarisse, e officiavano nella chiesa di Sant’Apollinare (foto), allora dipendente dai Benedettini di San Lorenzo.
Un legame nato quando Francesco era ancora in vita
È forse questo il particolare più suggestivo da ricordare nella festa del 4 ottobre: quando i primi francescani arrivarono a Trento, Francesco d’Assisi era ancora vivo.
Il santo sarebbe morto ad Assisi nella sera del 3 ottobre 1226, mentre la sua memoria liturgica viene celebrata il giorno successivo. La storia francescana in terra trentina era dunque già cominciata da cinque anni.
Una presenza nata dal desiderio missionario dello stesso Francesco e dall’invio dei suoi frati sulle strade d’Europa: una piccola pagina della grande vicenda francescana che, più di ottocento anni dopo, continua a legare Assisi e Trento.




