A Trento il 4° Convegno diocesano sulla tutela dei minori: ascolto, responsabilità e buone prassi

bookmark

Si è svolto nella mattinata di sabato 7 febbraio, presso il Polo culturale Vigilianum di Trento, il 4° Convegno del Servizio Diocesano Tutela Minori dell’Arcidiocesi di Trento.
Un appuntamento annuale ormai consolidato, dedicato alla formazione, alla sensibilizzazione e alla riflessione condivisa sul tema della tutela dei minori e delle persone vulnerabili, che ha visto una partecipazione attenta e numerosa.

Il convegno ha inteso offrire uno spazio di ascolto e approfondimento, ponendo al centro la responsabilità educativa e pastorale delle comunità ecclesiali. Un percorso che ha intrecciato dimensione umana, competenza professionale e impegno comunitario, nella consapevolezza che la prevenzione e la protezione siano frutto di un lavoro condiviso e continuativo.

La testimonianza: partire dalle storie per costruire percorsi di cura

La mattinata si è aperta con l’ascolto della testimonianza di una persona vittima, un momento particolarmente intenso e significativo. Dare voce al vissuto ha richiamato con forza l’importanza di partire dalle storie concrete delle persone per costruire percorsi autentici di cura, giustizia e prevenzione, capaci di non perdere mai di vista la dignità e la sofferenza di chi ha subito abusi.

Gli interventi: educare, custodire, prevenire

A seguire, l’intervento di Ivo Lizzola, pedagogista, dal titolo “Apprendere a custodire e coltivare”. Lizzola ha proposto una riflessione profonda sugli atteggiamenti educativi e comunitari necessari per generare ambienti sicuri, sottolineando come la tutela non sia solo un insieme di norme, ma uno stile di relazione e di presenza, fondato sull’attenzione, sul rispetto e sulla responsabilità reciproca.

Il programma è proseguito con l’intervento di  Lucia Boranga, referente del Servizio Tutela Minori della Diocesi di Treviso, che ha presentato una concreta esperienza di applicazione delle buone prassi in ambito ecclesiale. Un contributo operativo, capace di tradurre i principi della tutela in procedure, strumenti e attenzioni quotidiane, utili alle comunità e agli operatori pastorali.

La mattinata si è conclusa con alcuni spunti di riflessione affidati a Alessandro Aste, referente del Servizio Tutela Minori dell’Arcidiocesi di Trento, che ha aiutato i partecipanti a collegare i contenuti emersi alla vita concreta delle comunità ecclesiali, richiamando la corresponsabilità di tutti nel creare contesti sicuri e accoglienti.

Un impegno che riguarda tutta la comunità

Il convegno ha visto la presenza numerosa di sacerdoti (in prima fila l’arcivescovo Lauro dal quale è giunto un intenso grazie corale “a cominciare dalla testimone che ha accettato di condividere il proprio dolore”), religiosi, operatori pastorali, educatori, insegnanti e volontari, ma è stato aperto a chiunque desideri approfondire i temi della tutela e della prevenzione.
Un segnale chiaro: la protezione dei minori e delle persone vulnerabili non è un compito riservato a pochi “specialisti”, ma un impegno che coinvolge l’intera comunità ecclesiale e civile.

La registrazione delle parti salienti del convegno sarà messa a disposizione prossimamente sul canale YouTube della Diocesi di Trento.