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Suicidio, a Lavis intensa serata di confronto. Don Lauro: “Non è una fuga, ma l’urlo di chi cerca ascolto”

Con l'Arcivescovo lo psichiatra Agostini e Venturelli dell'Ama
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“Dalle persone che si sono tolte la vita ho imparato tanto. Ho colto in loro una sensibilità e profondità umana impressionanti. In un contesto fatto di aggressività e superficialità, di rapporti violenti, queste persone non ce la fanno e se ne vanno. Ma non sono fuggiaschi. Il loro è un urlo che chiede ascolto”. Parla quasi sottovoce (e non è da lui) l’arcivescovo Lauro Tisi davanti all’auditorium di Lavis “tutto esaurito” in una serata difficile, in cui si cerca di avvicinare il tema del suicidio. L’iniziativa dell’amministrazione comunale (sul palco l’assessore Isabella Caracristi) è un invito che coglie una comunità ferita in profondità più volte, di recente, dal dramma del suicidio. Invito condiviso con l’Ama, l’associazione di auto mutuo aiuto. “Non sono qui da vescovo”, ci tiene a precisare don Lauro che per anni ha accompagnato persone con disagio psichico. Punta il dito contro la cultura della performance e dell’esibizionismo, delle relazioni basate sulla prestazione e incapaci di ascolto. Si sofferma sul dramma dei sopravvissuti, alle prese con logoranti sensi di colpa e spesso abbandonati alla loro solitudine. “Dopo la morte del loro caro spesso si crea la desertificazione. Il dolore trova casa solo nell’ascolto. Non bastano risposte religiose, spesso con frasi fatte; conta solo l’assenza di giudizi. Ascoltare e tacere”.

Il tasso di suicidi vede la nostra Provincia tra le peggiori in Italia con una media in Trentino di 42 decessi all’anno dal 1990. Numeri che hanno trovato un interprete autorevole nello psichiatra Claudio Agostini (Apss). Senza scendere nei tecnicismi, ha offerto ai presenti alcune chiavi di lettura del fenomeno, invitando a porre attenzione ai campanelli d’allarme di fronte ai propositi suicidiari.  A Sandra Venturelli dell’Ama, coordinatrice della serata, il compito di rinnovare l’attenzione sul progetto “Invito alla vita” (Ama- Apss)  e in particolare sulla linea telefonica di ascolto sempre attiva al numero verde 800 – 061650, grazie al contributo di volontari appositamente preparati. Pronti ad aiutare a sconfiggere la vergogna della solitudine e provare a trovare, insieme, una via d’uscita.

Suicidi, in ascolto dei sopravvissuti

Al confronto promosso da A.M.A. anche l'arcivescovo Tisi
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Il ruolo della comunità civile ed ecclesiale attorno alle persone colpite dal dolore per un suicidio in famiglia è stato affrontato martedì 21 novembre a Trento presso la Fondazione Caritro in una serata promossa da A.M.A..

Assieme allo psichiatra Renzo De Stefani e al socioloogo Domenico Tosini è intervenuto anche l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi che ha invitato la comunità “a fare di tutto per togliere lo stigma verso questo gesto”. Attingendo alla sua esperienza di accompagnamento mons. Tisi ha detto di sviluppare l’atteggiamento dell’ascolto dei “sopravvissuti”. “Lasciar parlare senza intervenire. Favorire il racconto di quanto vivono. Non giudicare le reazioni. Nella prima fase è giusto lasciar esprimere il grido di rabbia”, ha esemplificato l’Arcivescovo. E poi la determinazione a “rimanere accanto”, ad “esserci ancora” con una presenza forte di accompagnamento. “Impegniamoci a sdoganare questa grande sofferenza – ha aggiunto – sapendo entrare dentro queste realtà di dolore in punta di piedi”. Infine, l’Arcivescovo ha indicato un altro passo possibile in cui sostenere i sopravvissuti: “Recuperare la positività della vita della persona cara suicidatasi, la sua vita non è in quell’ultimo segmento, non è identificabile in quel gesto disperato”.

Alla serata di AMA dedica un ampio servizio il settimanale Vita Trentina in edicola giovedì 23.