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L’eterno umano viaggiare

Al Festival Biblico l'accattivante incontro con Duccio Demetrio
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Partire, andare, peregrinare, girovagare, sostare, sperimentare, camminare. Fuori e dentro di sé. È un “viaggio” all’insegna di verbi la cui essenza è il movimento – simbolico e reale – quello che il filosofo Duccio Demetrio ha offerto nell’incontro dedicato a “L’eterno umano viaggiare”, svoltosi sabato 20 maggio nella Biblioteca del Vigilianum, a Trento. 

Un percorso accattivante durante il quale Demetrio, a lungo professore ordinario di Filosofia dell’educazione e della narrazione all’Università Milano-Bicocca, fondatore della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (AR) e dell’Accademia del silenzio e autore di libri quali “Filosofia del camminare (R. Cortina, 2005) e “La religiosità della terra” (R. Cortina, 2013), ha rievocato le parole di scrittori, filosofi e poeti che si sono lasciati interrogare dal tema del viaggio e condotto i presenti in un’escursione lungo affascinanti panorami dell’interiorità, guidandoli fino ai “passi” del poverello d’Assisi, ripercorsi nel suo “Scrivi, frate Francesco” (EMP, 2017).

Esiste un intreccio tra dimensione filosofica, spirituale e il gesto concretamente fisico dell’andare e camminare e Demetrio, partendo dalla constatazione che oggi si viaggia molto e ovunque, ha evidenziato tuttavia che lo spirito del viaggiare è spesso svuotato dei significati ad esso ricollegabili e che troviamo anche nei testi biblici.

Oggi si parte cercando svago, divertimento, distrazione e più che riportarci a noi stessi, il viaggio ci spersonalizza. Il viaggio autentico, invece, è quello che si rivela fonte di cambiamento, e perciò educativo, e strumento attraverso il quale coltivare il nostro mondo interiore.

“Ci si mette in viaggio per sopravvivere, per fuggire dalla povertà, dalle persecuzioni, dal rischio di morire. Per inseguire un sogno, per dimenticarci di noi stessi. Il filosofo cattolico Gabriel Marcel con il suo “Homo viator” (1942-43) affermava la speranza nella pace in piena seconda guerra mondiale, dichiarando che essa si potrà instaurare solo se l’uomo conserverà la consapevolezza della sua condizione itinerante. Quella del viandante, colui che va per via, immagine che nell’esperienza cristiana significa cercare la via, non trovarla, ritentare, ma anche avere dentro di sé una meta, e nonostante l’incertezza e lo spaesamento, restare aperti al nuovo”.

Il viaggio può essere il “cammina verso te stesso” di Michel de Mointagne che porta a visitare i diversi lati della nostra personalità; può incarnare la possibilità di costruirsi strada facendo – è il messaggio dell’aforisma di Fernando Pessoa “il viaggio è il viaggiatore”, o di “Caminante”, poesia in cui Antonio Machado scrive che “il sentiero non esiste, si traccia camminando, viandante sono le tue orme il sentiero” -, oppure può essere l’andare infantile di un bambino come nella poesia di Attilio Bertolucci, “Verso le sorgenti del Cinghio”. In ogni caso, ha ricordato Demetrio, esso presuppone una sperimentazione, come evidenzia il filosofo ateo Michel Onfray nel suo “Filosofia del viaggio” (Ponte alle Grazie, 2010).

“Nel viaggio a piedi, protagonisti sono i piedi e i passi che svelano la legge universale del divenire incessante: il corpo si muove, procede, si sottopone alla fatica. Diveniamo per attraversare la vita, in solitudine o insieme, per migliorare. Diveniamo quando siamo di fronte ad un bivio. Anche girovagare senza meta è una risorsa importante se implica l’apertura allo stupore, alla contemplazione, al silenzio”.

“Scrivi, frate Francesco” nasce dal desiderio dell’autore di capire come camminava S. Francesco e  l’incontro si è concluso con la lettura di un “ideale del camminare virtuoso” rintracciato nei suoi testi autobiografici: “Amava andare a zonzo, avventurandosi in luoghi impervi per curiosità. Ogni tanto si fermava a meditare, poi ripartiva baldanzoso dopo aver goduto del silenzio, intonando canti o dettando le ispirazioni del momento. Non aveva santuari da raggiungere, il Vangelo lo portava dentro sé”. (Patrizia Niccolini)

Dall’esodo ai barconi, il cinema racconta

Al Festival Biblico il viaggio dei migranti su grande schermo
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È possibile utilizzare il cinema per rappresentare il viaggio nei suoi molteplici significati e le dimensioni che mettono in gioco l’umanità di chi si mette in cammino tra timori e speranze? E come farlo oggi, in un tempo in cui le immagini che appaiono sul grande schermo so mescolano con quelle del telegiornale?

“Dall’esodo ai barconi” è il “percorso” compiuto da Roberto Calzà, direttore della Caritas, da Katia Malatesta, direttrice del Religion Today Festival e dal teologo Leonardo Paris che hanno offerto una prospettiva inedita sul tema nell’incontro dedicato a “Storie di migrazione nello specchio del cinema”, svoltosi venerdì 19 maggio nell’aula magna del Vigilianum a Trento.

“Quello delle migrazioni è un fenomeno che coinvolge e sconvolge – ha detto il direttore dell’Ufficio diocesano Cultura don Andrea Decarli nel saluto introduttivo – e il linguaggio cinematografico può fornire un racconto, intrecciato strettamente con l’attualità, capace di approfondire ciò che in televisione passa troppo rapidamente per essere compreso”.

“Raccontare i viaggi dei migranti significa stare con padri, madri, bambini, lavoratori come noi, andando oltre gli stereotipi e ricordando che, accanto alle loro storie, ci sono anche quelle di chi li soccorre – ha commentato Calzà -: un film può aiutare a cogliere aspetti concreti che invece vediamo appiattiti dalla cronaca, focalizzata solo su masse indistinte, senza volto, nelle quali è perciò difficile immedesimarsi perché il rapido e immediato susseguirsi di immagini comunica pochissimo e la realtà risulta distorta”.

Malatesta ha tratto spunto dalle clip dei film mostrati durante l’incontro per evidenziare le differenze esistenti tra i kolossal hollywoodiani dedicati al genere biblico quali “Exodus” di Ridley Scott (2014) e il genere documentaristico di “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi (2016) che con inquadrature lunghe e tempi lenti restituisce ai migranti dignità e rispetto e agli spettatori la possibilità di entrare nelle loro realtà.

Il video di una campagna di sensibilizzazione promossa da Emergency ha richiamato invece l’attenzione sul tema del confinamento mostrando persone in cammino, tra paura e stenti, svelando solo alla fine che sono bianchi, giunti in Africa e lì rinchiusi in un centro di detenzione, luogo simile ad un limbo dove subiscono pratiche disumanizzanti.

Leonardo Paris si è infine interrogato sulla sfida che chiama in causa l’Europa e i cristiani: “Occorre sviluppare maggiore consapevolezza sul fenomeno delle migrazioni, non più un’emergenza ma strutturale, e su come cambiare per affrontarlo, maturando un pensiero, ancora assente, da tradurre in progetti e politiche di aiuto concrete. Anche il cinema può offrire piste e suggerimenti per ripensarsi culturalmente e politicamente in tale direzione”. (Patrizia Niccolini)

“Con la strada nel cuore”

Presentata l'edizione trentina del Festival Biblico, dal 19 al 21 maggio
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Presentata nel pomeriggio di mercoledì 17 maggio a Trento, al Polo culturale Vigilianum, l’edizione locale del Festival Biblico, in calendario da venerdì 19 a domenica 21 maggio.  Filo conduttore dei 28 appuntamenti del ricco fine-settimana: “Felice chi ha la strada nel  cuore”, a sottolineare l’importanza della dimensione del viaggio nella Bibbia e nella vita. “C’è una domanda che abita il cuore di ogni uomo, ognuno è interpellato: uscire o star fermo? Intraprendere il viaggio o abdicare?”, ha sottolineato nella presentazione l’arcivescovo Lauro. “L’essere in movimento – ha aggiunto – è costitutivo del credente. Credere è cominciare a uscire”, facendo riferimento anche ai “fratelli migranti, di fronte ai quali in Europa siamo fermi. Crediamo di essere in movimento – ha aggiunto – ma in realtà siamo saliti come su di un simulatore… Torniamo a camminare, ad avere la strada nel cuore!”.

L’arcivescovo Lauro visita l’allestimento fotografico “Scappare la guerra” di Ottani e Bigiarelli, nel giardino del Vigilianum (Foto Zotta, anche in aperrtura )

 

Di seguito comunicato di presentazione dei principali appuntamenti.

“Felice chi ha la strada nel cuore” . La citazione biblica (salmo 84) è il filo conduttore che guida i passi del Festival Biblico 2017, dedicato al tema del viaggio nella Bibbia e nella vita, nelle sue numerose declinazioni, reali e metaforiche, esplorate attraverso vari linguaggi, pensati per tutte le età.

 

Il Festival nasce a Vicenza nel 2005, ispirato dall’intuizione di portare il testo biblico nelle strade e nelle piazze. Negli anni è diventata una manifestazione a più ampio respiro, coinvolgendo le Diocesi di altre città del Triveneto che nel tempo hanno aderito all’evento: Verona, Padova, Rovigo, Trento, e quest’anno Vittorio Veneto.

 

A Trento, dal 19 al 21 maggio, si snoderà un cammino di 28 tappe, ospitate in luoghi diversi, a volte inconsueti. Conferenze ed escursioni, musica e degustazioni, arte e storia,  cinema, teatro, laboratori e giochi per i più piccoli. La regia è dell’Ufficio diocesano Cultura, con il coinvolgimento attivo di molte realtà ecclesiali e non.

 

Si parte venerdì 19 maggio insieme al burattinaio Luciano Gottardi che in “Esci dalla tua terra e va'” accompagnerà sulle orme dei viaggiatori biblici con un racconto animato (ore 10.00, giardino del palazzo vescovile, via S. Giovanni Bosco 3 – replica domenica 21 alle 16.00). L’itinerario di venerdì prosegue con il “Piccolo corso d’ebraico” – tre incontri con il linguista Davide D’Amico per riconoscere lettere e suoni di una lingua affascinante (ore 11.00, Vigilianum, via Endrici, 14) e il percorso storico-artistico-liturgico nelle chiese del Concilio di Trento a cura dell’Associazione Anastasia (ore 17.00, varie sedi); in serata la “Cena biblica sui passi dell’Esodo” (19/05, ore 22.00, Vigilianum).

 

Sabato 20 maggio apertura con  un’escursione alla scoperta delle colline di Trento: “La vita prende quota”, con don Mauro Angeli in ascolto del profeta Geremia per scoprire la spiritualità del camminare (ore 8.00, partenza dalla Cappella universitaria, via Prepositura, 35); quindi il “Grande gioco alla conquista della Terra Promessa” che vedrà famiglie e ragazzi aggirarsi tra gli scorci più suggestivi di Trento alla ricerca dei personaggi biblici che hanno intrapreso grandi viaggi (ore 14.30, partenza dal Vigilianum) o alla scoperta di “Personaggi, artisti e opere in viaggio” con lo storytelling guidato dalla storica dell’arte Lorenza Liandru (20/05, ore 16.00, Museo Diocesano Tridentino, piazza Duomo, 18).

 

Domenica 21 maggio avvio  con la “Lettura integrale del Vangelo di Marco” con Alfonso Masi (ore 10.00, Cappella Ecumenica, palazzo Galasso, via Alfieri), conclusione con due incontri di taglio ecumenico e un viaggio notturno, andando alle origini della Chiesa tridentina con “Il cammino dei martiri“, guidato dal teologo Lodovico Maule (ore 22.00, cattedrale di San Vigilio).

 

Tra gli appuntamenti di spicco del Festival si segnala L’eterno umano viaggiare, incontro con il filosofo Duccio Demetrio sul viaggio come metafora della ricerca di sé: di Dio per i credenti, del senso della vita per chi non cessa di stupirsi dinanzi al mistero del mondo. Per scoprire, durante o alla fine, che il viaggio più importante da compiere va intrapreso dentro noi stessi (sabato 20, ore 20.30, Biblioteca Vigilianum).

 

Sarà inoltre possibile scoprire tre figure dell’Antico Testamento la cui vita è stata segnata dal viaggio, presentate con stili e linguaggi diversi da tre biblisti: Piero Rattin parlerà di “Abramo ed Elia. Anziani in viaggio” (venerdì 19, ore 16.00, Seminario Diocesano, Corso 3 Novembre), Gregorio Vivaldelli affronterà “Lo strano viaggio del profeta Giona” (venerdì 19, ore 20.30, Gallerie di Piedicastello, piazza di Piedicastello) e Roberto Vignolo esplorerà “La sapienza del coraggio. Una lettura del libro di Tobia” (sabato 20, ore 19.00, Vigilianum).

E, ancora, musica, cinema (stimolante il confronto “Dall’esodo ai barconi” – venerdì 19, ore 19.30, Vigilianum) , biblio-dramma, laboratori e tre mostre:

Sindone. Un viaggio nella memoria

Lo sguardo della scienza e della fede si completano a vicenda per avvicinare uno dei reperti più rilevanti e discussi della storia. In esposizione anche il Crocifisso sindonico.

Dal 20 aprile al 4 giugno; 9.30-12.00; 14.30-20.00 – Aula San Giovanni, Cattedrale di San Vigilio

Il cammino dell’uomo

Intrecci di umana spiritualità in un percorso espositivo. Con lo scultore Osvaldo Bruschetti

Dal 19 al 21 maggio; 9.00-18.00 – Vigilianum, via Endrici, 14

Ombre e migranti

Scultura e fotografia si affiancano per accendere pensiero ed emozioni.

Con l’orafo Mastro 7 e il fotografo Gianni Zotta

Dal 19 al 21 maggio; 9.00-18.00 – Vigilianum, via Endrici, 14

Per alcuni appuntamenti, è richiesta la prenotazione.

Per maggiori informazioni: trento@festivalbiblico.it – 0461.360204

 

Il programma della tre-giorni trentina a questo indirizzo web

 

Il programma generale è consultabile sul sito ufficiale

 

 

Il viaggio trentino del Festival Biblico

Anche in Diocesi sul tema “Felice chi ha la strada nel cuore” dal 19 al 21 maggio
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“Felice chi ha la strada nel cuore” è il titolo del Festival Biblico 2017; ormai ai nastri di partenza. Questa edizione (19-21 maggio) approfondirà, con vari linguaggi e iniziative per tutte le età, il tema del viaggio nella bibbia e nella vita.  28 eventi a Trento in tre giorni, un intenso fine settimana. Qui programma generale http://www.festivalbiblico.it/programma/.  Il Festival sarà illustrato in un incontro insieme al Vescovo Lauro MERCOLEDÌ 17 maggio dalle 16.30 alle 17.30 nell’Aula Magna del Vigilianum – Polo culturale diocesano (via Endrici 14 – Trento).