cardinali concistoro Vatican Media Sir

Dal Giubileo al Concistoro, il Papa richiama la Chiesa all’amore e al discernimento: “Con Dio nulla resta fermo”

bookmark

Con la chiusura della Porta Santa nell’Epifania, papa Leone XIV ha concluso il Giubileo della Speranza ricordando che “in presenza di Dio nulla rimane come prima” e che “con Dio tutto cambia”. Il Pontefice ha chiesto ai fedeli: “C’è vita nella nostra Chiesa? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?”.

Papa chiude porta santa Vatican Media Sir

Papa chiude porta santa (Vatican Media Sir)

Le vie di Dio non si lasciano dominare

“Le vie di Dio non sono le nostre vie”, ha ribadito il Papa, e “i violenti non riescono a dominarle”. Ha invitato ad “amare e cercare la pace”, proteggendo ciò che è “piccolo, delicato e fragile”. Ha denunciato le “lusinghe del potere”, i “deliri di onnipotenza” e un’“economia distorta” che “prova a trarre da tutto profitto”.

Non monumenti, ma luoghi di vita

La Chiesa, ha esortato, non deve ridurre i luoghi sacri a monumenti. Da cattedrali e santuari deve diffondersi “il profumo della vita”, segno di un Dio vivo che rimette in cammino.

Il Concistoro come tempo per fermarsi

Subito dopo l’Epifania, il Papa ha aperto il Concistoro straordinario dei cardinali con un invito diretto: “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio”.
Il Concistoro, ha spiegato, è un “fermarsi” necessario in una società frenetica, per pregare, ascoltare e discernere.

Non agende, ma discernimento

“Non siamo qui a promuovere agende”, ha chiarito il Pontefice, ma ad affidare progetti e ispirazioni a un discernimento che viene solo dal Signore. Il Collegio cardinalizio, ha ricordato, non è “un team di esperti”, ma “una comunità di fede”.

Un amore trinitario che diventa comunione

L’amore cristiano, ha sottolineato Leone XIV, è “trinitario e relazionale” e fonda una vera spiritualità di comunione. Fermarsi per operare insieme diventa così “un grande atto d’amore” verso Dio, la Chiesa e l’umanità.

Davanti a un mondo affamato di pace

Di fronte a un’umanità ferita e divisa, il Papa ha invitato a non scoraggiarsi: “Quanti pani avete? Andate a vedere”. Anche quando le soluzioni sembrano mancare, ha assicurato, la Provvidenza non fa mancare “i cinque pani e due pesci”.

Una responsabilità condivisa

Ai cardinali il Papa ha espresso gratitudine, ricordando che la responsabilità condivisa con il Successore di Pietro è “grave e onerosa”. Ha infine affidato i lavori del Concistoro al Signore, invocando l’umiltà di chi riconosce che tutto è dono. Il prossimo Concistoro si svolgerà nella prossimità della festa dei Santi Pietro e Paolo, e poi – questa l’intenzione di Leone XIV – si continuerà con la convocazione a cadenza annuale, per una durata di tre-quattro giorni.