preghiera donne 2026 a Sanzeno

Donne che portano insieme i fardelli: a Sanzeno la preghiera ecumenica che unisce solidarietà e speranza

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Entrando nella basilica dei Martiri d’Anaunia a Sanzeno, la sera della preghiera ecumenica delle donne – come accaduto sabato 7 marzo -, colpisce subito l’atmosfera. Non solo i canti o i testi della celebrazione, ma prima ancora la cura dell’ambiente, la preparazione dello spazio, l’attenzione ai particolari.

Chi arriva qualche minuto in anticipo, quando la chiesa è ancora vuota, può cogliere quanto impegno sia stato dedicato a creare un luogo accogliente. Anche questo è già un gesto di cura: offrire uno spazio che invita all’incontro e alla condivisione.

Il simbolo del giogo

Tra i segni che accompagnano la celebrazione spicca un giogo, richiamo alle parole del Vangelo: «Prendete su di voi il mio giogo…». Il giogo si porta in due, per condividere la fatica e distribuire il peso. È il simbolo scelto per raccontare i fardelli che molte donne nel mondo portano ogni giorno.

Durante la serata emergono testimonianze di vita segnate da difficoltà profonde. C’è Beatrice, rimasta vedova a causa di un conflitto e madre di tre figli, che condivide il peso della povertà e dell’oppressione sociale. C’è Jato, madre cristiana, che racconta la persecuzione religiosa vissuta dalla sua comunità. E c’è Blessing, intrappolata insieme a tante altre donne in un circolo di precarietà e delusioni.

Sono storie dure, che parlano di ingiustizia e sofferenza, ma che non lasciano spazio alla rassegnazione.

La forza della solidarietà

Accanto ai fardelli emergono anche segni di riscatto. Beatrice e altre vedove hanno iniziato a sostenersi a vicenda con piccole iniziative comunitarie. Jato e le sue amiche scelgono di rispondere alla violenza con l’amore. Blessing continua a credere in un futuro diverso, lavorando insieme ad altre donne per costruirlo.

Tra le testimonianze c’è anche quella di Chioma, una ragazza nigeriana che ha ritrovato fiducia in sé stessa grazie all’aiuto delle compagne di scuola.

Informarsi per pregare, pregare per agire

La preghiera ecumenica delle donne non è solo un momento spirituale. È anche un invito all’impegno concreto. Il motto che la accompagna lo riassume bene: “Informarsi per pregare, pregare per agire”.

Per questo la solidarietà raccolta durante la serata è destinata alle donne e alle ragazze del Centro di Formazione Professionale Bakhita, attraverso le suore canossiane di Trento. Le offerte contribuiranno all’acquisto di attrezzature per i laboratori, offrendo a molte giovani la possibilità di imparare un mestiere.

Un segno da portare con sé

Al termine della celebrazione ogni partecipante riceve un piccolo simbolo: un giogo in miniatura accompagnato da un sacchetto di stoffa africana con alcuni sassolini. Sono il segno dei fardelli della vita. Un invito semplice ma significativo: ricordare ogni giorno che i pesi diventano più leggeri quando si scelgono di portarli insieme.