“Impariamo l’arte del prenderci cura”

Scuole cattoliche in festa in piazza Duomo, in dialogo con il vescovo Lauro
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Poco meno di duemila bambini e ragazzi delle scuole cattoliche trentine, alla presenza dell’arcivescovo Lauro, hanno animato questa mattina la piazza principale del capoluogo per la loro rinnovata festa, sul tema “Oggi siamo fuori!”. Non più la tradizionale maratona domenicale, ma una mattinata feriale lontana dai banchi e a conclusione di un periodo in cui tutti gli istituti paritari sono stati protagonisti – idealmente stimolati da papa Francesco e dalla Chiesa in uscita – di progetti a carattere sociale in asili, Rsa, ospedali, mense dei poveri o nei parchi cittadini per animarli e abbellirli.  Alcuni dei ragazzi, in rappresentanza delle scuole sparse sul territorio (Collegio Arcivescovile, Istituto Sacro Cuore, Istituto Sacra Famiglia, Istituto salesiano Maria Ausiliatrice Trento, Istituto salesiano Santa Croce Mezzano) stamani ne hanno dato conto dal palco in piazza Duomo, per poi porre precise domande al Vescovo: dal senso delle scuola cattolica oggi al valore dell’amicizia, fino alla paura della solitudine.

Da monsignor Tisi risposte sintetiche ed efficaci: “Le scuole cattoliche? Non certo luoghi confessionali dove s’insegna la dottrina, ma dove si impara piuttosto l’arte di Gesù di Nazareth:  prendersi cura degli altri e dialogare con tutti”. “Non importa  ­– sempre a proposito delle scuole cattoliche – quanti siamo, a noi interessa seminare speranza, non imporre soluzioni…”.

“Dobbiamo passare, come avete detto, dal ‘curarci’ al ‘prenderci cura’. La via della felicità non è curare se stessi ma prendersi cura, unico modo per stare bene”, ha risposto a chi chiedeva una ricetta per una vita fraterna .  Sull’amicizia, il Vescovo ha aggiunto:  “Il primo modo per diventare amici è incontrarsi dal vivo e un po’ meno sui social. L’amicizia chiede tempo, senza paura”.  Infine, a chi – ricordando  la visita della sua classe ai preti anziani e ammalati dell’infermeria del clero –  ha chiesto al vescovo se si senta solo, Tisi ha risposto: “Non mi sento assolutamente solo. Purtroppo, anche tante persone che hanno figli si sentono molto soli se nessuno li va a trovare. Ciò che conta è stare con gli altri perché, tutti, anche se anziani e ammalati, capiscono il linguaggio dello stringere la mano e del dividere il tempo con loro”.

 

A conclusione della festa, il saluto di don Sergio Borsato presidente Fidae (Federazione Scuole Cattoliche) del presidente Agesc Michele Cristoforetti  e dell’assessora comunale Chiara Maule,  prima di un ritmatissimo “Occidentali’s Karma” che ha rimesso in moto l’intera piazza, ognuno verso la propria scuola e le proprie fatiche quotidiane.

Qui le interviste raccolte questa mattina in piazza Duomo da radio Trentino inBlu (vescovo e ragazzi)