Originario di Ravina, fra Benedetto ha 30 anni, è il maggiore di tre fratelli ed è cresciuto in una famiglia cattolica. Fin dall’infanzia ha frequentato il convento delle Laste e il movimento ecclesiale carmelitano, ambiente che – come ci racconta – ha contribuito in modo decisivo alla sua formazione: «Sono stato educato alla fede dai miei genitori e dagli amici del movimento». Oggi vive in convento a Brescia, dove svolge il suo servizio in una parrocchia del centro e col movimento carmelitano: le sue attività spaziano dalla Caritas al doposcuola, fino alla catechesi.
La decisione di entrare in convento la prende nel marzo del 2014, durante un incontro a Trento con Chiara Amirante. «Avevo già dentro una domanda – ci racconta – ma in quell’occasione il Signore mi ha parlato. Mi sono sentito guardato con uno sguardo di misericordia». Infatti, ci spiega che fin da bambino aveva un rapporto personale con Dio: «Sono stato educato alla preghiera: ho sempre dato del “tu” al Signore». Tuttavia, la comprensione piena della chiamata non è stata immediata: «Non ho capito tutto subito, ma sono stato aiutato dai miei genitori e da un amico frate». La scelta del Carmelo, però, è sempre stata chiara: «Sono innamorato del Carmelo», ci confessa. Anche dopo aver frequentato altre realtà ecclesiali, la sua decisione è rimasta salda. «Sono nato dentro al Carmelo, ma l’ho conosciuto per davvero da fuori». A colpirlo è soprattutto il carisma carmelitano: «È una spiritualità legata alla preghiera contemplativa, un dialogo con Dio vissuto come un’amicizia». Ma questa dimensione interiore non esclude l’impegno verso gli altri: «Per noi frati ha anche un risvolto pastorale e apostolico. Si potrebbe riassumere con l’espressione “massima profondità per massima estensione”». Una vocazione, dunque, che si apre anche alla missione. Fra Benedetto ha già vissuto esperienze in Romania e in Spagna e si sente particolarmente attratto da questo ambito. «Parlo spagnolo e rumeno, e me la cavo con l’inglese», aggiunge. La Provincia di Venezia, di cui fa parte, è infatti molto attiva sul fronte missionario.
Ai giovani che si interrogano sulla propria vocazione, fra Benedetto offre un invito chiaro: «Tutti siamo chiamati alla santità, ma non necessariamente nella vita religiosa». Il punto di partenza è mettersi in ascolto: «È importante chiedere aiuto a Dio e circondarsi di buoni amici e persone sagge». E mette in guardia da una tentazione diffusa: «Un giovane può pensare di sapere già tutto, ma è fondamentale affidarsi a chi ha più esperienza».
Fra Benedetto sarà ordinato presbitero nella Cattedrale di Brescia il 13 giugno alle ore 10 e presiederà la sua prima Messa al convento delle Laste il 14 giugno alle 11:30. Pertanto, gli rivolgiamo i nostri migliori auguri per il suo cammino e lo accompagniamo con la preghiera.
Luca Magro






