CATTEDRA DEL CONFRONTO 2026

È il tema “Identità e convivenza” a guidare l’edizione 2026 della “Cattedra del Confronto“, l’iniziativa promossa dall’Area Cultura dell’Arcidiocesi di Trento che quest’anno torna nella formula con un solo relatore per incontro, dopo le passate edizioni a due voci.
Che si tratti della vita quotidiana o delle grandi vicende internazionali, tutti oscilliamo tra la necessità di sapere chi siamo e quella di fare spazio agli altri, osservano i promotori. Per questo l’edizione 2026 si propone di esplorare diverse dimensioni di questo delicato binomio, forse mai attuale come oggi: gli aspetti antropologici con Marco Aime (2 marzo), geopolitici con Michele Nicoletti (9 marzo) e biblici con Piero Stefani (16 marzo).
Prospettive antropologiche
Protagonista sarà Marco Aime, antropologo culturale e già docente all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sul campo in Africa occidentale e nell’area alpina, dedicando particolare attenzione ai temi delle costruzioni identitarie, del razzismo e dei processi attraverso cui l’“Altro” viene trasformato in nemico simbolico. Autore di numerosi saggi divulgativi e accademici, è tra le voci più autorevoli in Italia nel dibattito su identità, migrazioni e pluralismo culturale.
A tracciare un quadro geopolitico di stringente attualità, anche alla luce delle tensioni globali, è il professor Michele Nicoletti, noto docente di Filosofia politica all’Università di Trento. Nicoletti ha raccolto il testimone da Lucia Capuzzi, inviata di Avvenire, richiamata sul campo a causa della guerra in Medio Oriente e quindi impossibilitata a portare il proprio contributo alla Cattedra.