“Martiri, modelli di azzardo nell’amore”

Celebrata a Sanzeno la memoria dei tre cappadoci. Nel pomeriggio preti riuniti in basilica
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Ha preso spunto dalla prima lettura dal libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo l’omelia dell’arcivescovo Lauro Tisi in occasione della solenne s. Messa con le reliquie dei Santi Martiri Sisinio, Martirio e Alessandro martedì 29 maggio a Sanzeno. Dopo la processione, in basilica monsignor Tisi ha affermato: “La terapia per una visione della vita piena di odio, rancori o risentimenti  è quella della ‘pazzia umana’ di porgere l’altra guancia al nemico, non la spada che si alza”. La visione della moltitudine dei salvati, la festa di luce dell’Apocalisse contrastano secondo l’Arcivescovo con la visione attuale dell’esistenza, dentro e fuori la chiesa, pervasa da negatività e pessimismo: “Il testo dell’apocalisse ci offre la soluzione per questo odio: il sangue versato rende bianche le vesti si dice, una follia! Il sangue non ha mai reso bianco nulla, ma ora, ci serve proprio questo”. In questo senso Tisi spiega l’importanza per la società della Chiesa, civile, nazionale ed europea, di disporre di uomini e donne capaci di mettersi a disposizione con abnegazione, fino a perdere se stessi per gli altri: “In questo momento c’è bisogno del meglio dell’Europa, il meglio della nostra nazione, il meglio della Chiesa che si sacrificano per gli altri”.

Anche i tre Martiri, col gesto dell’amore, hanno azzardato ed hanno proposto una visione della vita diversa, piena di speranza e di fede incrollabile. Sempre nell’omelia l’Arcivescovo ha ribadito che ai giorni nostri è necessario azzardare nell’amore. E utilizza anche una figura retorica efficace: “Gli uomini – ha detto – devono lanciarsi senza paracadute, devono scalare senza protezioni. Nelle nostre comunità ci sono questi uomini e questo miracolo può avvenire”. E’ necessario dunque riscoprire la speranza e non lasciarsi schiacciare da un senso di impotenza diffuso. Per fare ciò, è determinante la riscoperta di Gesù: “Siamo arrivati ad un punto in cui non c’è più niente da perdere! Abbiamo abbandonato da troppi anni Gesù Cristo, lo abbiamo messo via, ritiriamolo fuori. Gesù potrebbe essere la rivoluzione e la rinascita, dobbiamo riscoprirlo”. Sempre in questo senso si è pregato per le nuove vocazioni.

Con il vescovo Tisi anche il vescovo trentino in Brasile Guido Zendron , i parroci della Val di Non e Val di Sole. Tra le autorità civili, i sindaci di Sanzeno, di Dro e Ceniga, accompagnati dal loro parroco don Stefano Anzelini e da alcuni rappresentanti della comunità. La loro presenza è stata fortemente voluta in quanto queste hanno recentemente costituito una nuova unità pastorale dedicata proprio ai Santi Martiri Martirio, Sisinio e Alessandro. E’ spettato ai due sindaci di Dro e Drena portare l’olio donato dalle loro comunità che arderà per illuminare le reliquie dei Santi Martiri. Questa è una novità che vuole diventare tradizione: ogni anno, infatti, si chiederà ad una comunità trentina di compiere questo gesto. Sono stati poi donati alle comunità ospiti dei quadri che riproducono le icone dei Santi Martiri. Infine un ringraziamento speciale è andato al possente coro costituito per l’occasione e composto da coristi provenienti dai cori parrocchiali delle Velli di Non e di Sole. (Marta Battaini – testo e foto su concessione di Vita Trentina) .

Nel pomeriggio della festa dei Martiri riunione di molti preti trentini a Sanzeno con l’Arcivescovo e i suoi vicari, in memoria dell’ordinazione  sacerdotale. Presenti almeno 150 sacerdoti, con le testimonianze in particolare di don Luigi Mezzi, don Silvio Benedetti e il vescovo Zendron, che quest’anno celebrano anniversari importanti del loro ministero sacerdotale.

La processione per le vie di Sanzeno

Il dono dell’olio per la lampada dei martiri, da parte dei sindaci di Dro e Ceniga