L’ultimo, con gli ultimi: settanta giovani al Capodanno capovolto

Ospiti nelle strutture di prima accoglienza
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A San Silvestro non solo cenoni e botti. Per chi cercava di approdare al 2018 in modo decisamente alternativo, la Diocesi di Trento ha proposto per il settimo anno l’iniziativa “Capodanno Capovolto, dai all’ultimo un nuovo volto”. L’inusuale prospettiva è stata rinnovata da settanta giovani trentini, tutti dai 18 ai 35 anni, animatori compresi: nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio hanno vissuto alcune ore in compagnia di ospiti, operatori e altri volontari di alcune strutture di prima accoglienza, a Trento. In particolare: Sentiero, Bonomelli, Casa Briamasco, Casa Lamar, Casa P. Angelo, La Rete, Unità di Strada.
L’iniziativa della Chiesa trentina – attraverso Caritas, Fondazione Comunità Solidale, Pastorale Giovanile e Universitaria – si è aperta già nel pomeriggio del 31 dicembre: prima di vivere il passaggio al nuovo anno nelle strutture citate, i giovani si sono ritrovati, infatti, nel Seminario diocesano di corso Tre Novembre, nel capoluogo. Conoscenza reciproca e un momento di preparazione comune, in vista poi della divisione in gruppi e dell’uscita serale “sul campo”. Terminata l’esperienza nelle varie strutture, a notte inoltrata hanno fatto ritornoo in Seminario per un breve momento di condivisione finale e di bilancio del loro Capodanno capovolto.

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