Author: smaule

La Quaresima giorno per giorno: Pasqua, 12 aprile

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Il calendario della Quaresima di oggi Pasqua di Risurrezione, 12 aprile 2020

Custoditi da Dio facciamo Pasqua

 

La parola del giorno

Il Vangelo di oggi è Giovanni 20,1-9

 

Testimonianza
Mi colpiscono sempre in modo particolare i verbi della resurrezione. Questo andare quando è ancora buio, correre e ancora correre, si questo annuncio non può restare per noi dobbiamo affrettarci a dare la Buona Notizia. Eppure ho l’impressione che noi cristiani occidentali a volte quasi ci vergogniamo di esporci pubblicamente per paura di essere presi in giro, di sentirci dire: “Cosa sei bigotto?” Chi invece accoglie la freschezza di questo annuncio di salvezza non può tacere. I giovani e gli adulti che ricevono il battesimo la notte di Pasqua nei paesi di missione devono cantare, danzare, la gioia non si può contenere perché Cristo mi ha liberato grida con forza un canto. Si Cristo mi ha liberato da ogni peccato e niente mi fa più paura. Si la libertà di avere Dio per Padre che si prende cura di me questa gioia non posso tenerla solo per me devo gridarla ai miei fratelli ancora immersi nella paura delle tenebre. Ma se io provo vergogna di essere cristiano sarà che ci credo a questo annuncio che rivoluziona il mondo? Che libera, che guarisce?
Pasqua = passaggio. Passa Signore nella mia vita e nella vita dei miei fratelli liberami dalla paura, dammi la chiara consapevolezza di essere tuo figlio prediletto. Alleluia! Buona Pasqua!

 

Buona Pasqua!

Invocazione personale e spontanea, a seguire il Padre nostro.


Il calendario della Quaresima realizzato dall’Area Testimonianza e Impegno Sociale della diocesi di Trento per il 2020 e il materiale per l’animazione lo trovi QUI.

Giornata dei missionari martiri, la Diocesi di Trento invita alla riflessione venerdì 27 marzo

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Il 24 marzo di ogni anno si celebra la giornata di digiuno e preghiera per i missionari martiri. Fu promossa nel 1993 per iniziativa del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie. Si tratta di un’occasione speciale per fare memoria dei numerosi martiri che rappresentano modelli controcorrente, scomodi ma credibili, perché capaci di perdere la propria vita per il Vangelo e per il bene di ogni persona.

La giornata di quest’anno prende il titolo “Innamorati e vivi”.  La pagina dedicata di missio raccoglie svariati contenuti per la riflessione personale e per l’animazione di questo tempo.

I noti motivi di natura sanitaria hanno portato ad ANNULLARE l’evento inizialmente previsto il 22 marzo di Rovereto (Messa e monologo teatrale Pierre e Mohamed, un cristiano e un mussulmano amici. Fino alla morte. Assieme).

Considerata la particolare situazione di emergenza e le molte occasioni di preghiera ad essa legate, in Diocesi di Trento si è scelto di dare risalto alla giornata venerdì 27 marzo.

“La Giornata in memoria dei missionari martiri – spiega don Cristiano Bettega, delegato dell’Area Testimonianza e Impegno sociale – ci invita a mettere davanti al cuore ogni martire, ogni testimone. ‘Martiri’, quindi – prosegue – , non sono solo le persone uccise per la fede: martiri sono anche i testimoni, tutti coloro che – a volte senza nemmeno rendersene conto come documentano le cronache di questi giorni di emergenza – parlano il linguaggio del Vangelo: la mitezza, il servizio, il perdono, il dono della vita. Essi – direbbe papa Francesco – sono come l’aria nella vita di un uomo e di una comunità, anche inconsapevolmente. Sono essi che costruiscono la storia, sono segni del Regno di Dio. Innamorati e vivi, quindi: innamorati di Dio e dell’uomo, vivi per Dio e per l’uomo.”

Tra le proposte per vivere la Giornata venerdì 27 marzo:

–       Ore 15.00: meditazione sulla Passione di Cristo, guidata in cattedrale a porte chiuse dall’Arcivescovo Lauro con diretta su Telepace Trento (canale 601), sul sito della Diocesi e di Vita Trentina

–       Ore 18.00: preghiera da Piazza San Pietro, guidata da papa Francesco (diretta su TV2000 e sul sito della diocesi)

–       Su questo portale sono a disposizione alcune provocazioni:

 

PERCHE’ IL 24 MARZO 

Il 24 marzo 1980 veniva assassinato mons. Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador (El Salvador). Aveva già ricevuto minacce a causa delle sue posizioni in difesa dei diritti del popolo savadoregno e dei poveri. Nonostante fosse consapevole dei pericoli non cessò di essere uomo di speranza e di fiducia. La sua morte, avvenuta nel culmine della celebrazione eucaristica, suscitò una forte impressione. Quel giorno è rimasto nel cuore di tutti coloro che credono che un mondo i pace e giustizia sia possibile. La data del 24 marzo è diventala la più significativa per estendere a livello universale la memoria di tutti i missionari uccisi.

Il 30 dicembre 2019 l’Agenzia Fides ha pubblicato un articolo di resoconto dei missionari martiri nel mondo nel 2019 integrato con un video e un dossier.

Quaresima 2020 in Diocesi di Trento, disponibile materiale per l’animazione

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Si avvicina la Quaresima 2020 (26 febbraio Mercoledì delle Ceneri)  e anche quest’anno in Diocesi di Trento (Area Testimonianza e impegno sociale – in particolare Centro Missionario – e Area Annuncio), ha realizzato materiali per l’animazione nelle comunità o nei gruppi parrocchiali:

  • il calendario realizzato col contributo dei diversi servizi dell’area “Testimonianza ed impegno sociale”;
  • le strisce domenicali;
  • il manifesto;
  • il volantino con il messaggio del Papa;
  • buste e salvadanai per la raccolta delle offerte.

Tutto il materiale è disponibile al ritiro presso:

  • la Segreteria Generale di curia, piazza fiera 2. Orari: martedì, mercoledì e giovedì 9-12/14-16.30, venerdì 9-12
  • il Vigilianum, via Endrici, 14. Orari: dal lunedì al venerdì 9-18

La campagna “Un pane per amor di Dio” si ripete ogni Quaresima dal 1962, è stata lanciata dai vescovi del Triveneto in risposta alla coscienza della fame nel mondo. Le offerte raccolte il giovedì santo vengono divise fra tutti i missionari trentini sparsi per il mondo.

Dal sito dell’Area Annuncio della Diocesi di Trento segnaliamo anche una proposta di formulario per la Preghiera dei fedeli per la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri.



Nei martedì di marzo si segnala inoltre l’iniziativa, presso la Badia di San Lorenzo a Trento, della riflessione sui Vangeli di Quaresima assieme ai consacrati. Appuntamento alle 20.30.

 

Giornata Missionaria Mondiale: su Vita Trentina la “provocazione” di chi torna dalla missione

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Sul tema “Battezzati e inviati” si celebra domenica 20 ottobre la Giornata Missionaria Mondiale. Quest’anno con una rilevanza ancora maggiore, considerato ii mese missionario straordinario voluto da papa Francesco in questo ottobre 2019.

In questo giorno i fedeli di tutti i continenti sono chiamati ad aprire il loro cuore alle esigenze spirituali della missione e ad impegnarsi con gesti concreti di solidarietà a sostegno di tutte le giovani Chiese. Vengono così sostenuti con le offerte della Giornata,  progetti per consolidare la Chiesa mediante l’aiuto ai catechisti, ai seminari con la formazione del clero locale, e all’assistenza socio-sanitaria dell’infanzia.

Sul sito del Vaticano si può leggere il messaggio del papa; nella pagina dedicata si possono trovare tutti i materiali e appuntamenti per l’ottobre missionario; sulla pagina di Missio Italia altre informazioni.

 

LA “PROVOCAZIONE” DI CHI TORNA  

Il settimanale Vita Trentina pubblica nell’ultimo numero una lunga lettera di don Gianni Poli uno dei preti trentini fidei donum, rientrato da poco dalla missione in Brasile ed ora parroco nelle Giudicarie. Ecco il testo della lettera:

Caro lettore, ora mi chiedo se sono stato un missionario o un viaggiatore. Ero convinto di essere partito inviato da te, e da quanti come te sono parte viva della Diocesi, con tanto di copertura finanziaria e accompagnamento con la preghiera. Adesso peró sono tornato e ti domando: che mi hai mandato a fare in missione?

Ti ricordo perché sono partito: la ragione profonda era che noi – io e te – avevamo incontrato una persona cosí bella, cosí importante, che non poteva restare solo nostra. In un certo modo ci facevano pena gli altri, i “moretti”, perché loro conoscevano Gesú come fossero dilettanti: in una relazione sporadica, epidermica. E allora abbiamo deciso che sarei partito io a dar loro una mano. Adesso piú ti guardo, e piú diventa pesante la domanda: non sará che hai delegato un compito che non hai nessuna voglia di fare tu?

Mi hai mandato a imparare la lingua portoghese. Per impararla ho cominciato con la rinuncia sempre ad aver ragione, perché dovevo pronunciare come loro avevano bisogno di ascoltare, e non come ero capace io. É duro da adulto sentirsi rispondere: “non si dice cosí” e accettare continue correzioni. Ho imparato a dire: “ho fame”. Poi ho imparato a leggere gli avvisi parrocchiali. Poi ho imparato a fare le prediche. Poi a calcolare. Fino a sognare in portoghese. Ma lí mi sono dovuto fermare: perché quando avevo sentimenti di malinconia, me li dovevo tener dentro, poiché anche se avessi trovato un amico buono, di confidenza, mi mancavano le parole per esprimere certe sensazioni. Essere straniero mi ha fatto sentire piú solo ancora di quanto non lo sia restando nel mio Paese. Ma tu, a parte dire ‘location’ invece di dire ‘posto’, che sforzo fai per imparare la lingua degli altri? Se va bene insegni l’italiano ai rifugiati. A me hai fatto imparare migliaia di vocaboli, e il congiuntivo futuro, ma tu: quante parole di arabo conosci?

Sai, in Italia vivono cinesi, indiani, moldave, nigeriane. Te lo faccio notare perché io, mandato da te, ho imparato centinaia di canti in portoghese. Sono polemico con te perché tu non solo non hai imparato un canto in cinese, ma non lo ascolti neanche! Non hai imparato un canto bulgaro: nemmeno la ascolti la musica degli altri. Ti accorgi di quanto sei incoerente mentre scegli il canale ‘solo musica italiana’? Preghi il padre nostro in latino, ma non lo preghi in spagnolo, in moldavo, in inglese. Quanto ti interessa la cultura degli altri? Perché hai mandato me a fare cose che poi tu non fai?

Io ho amici brasiliani. Mi mancano. Se Alí adesso torna in Marocco, ti manca? Perché hai mandato me a farmi amico di stranieri quando tu al massimo li rispetti, li tolleri? Cosa hai condiviso tu con loro? E se non hai condiviso che denaro, perché invece hai mandato me a esporre ai sudamericani i miei limiti, la mia fragilitá?

Parliamo di Chiesa, delle bellissime Comunitá Ecclesiali di Base: io ho dato responsabilitá a tanti laici. I laici non sono tutti buoni; ce ne sono anche tra i preti di quelli che confondono il loro servizio con uno status: pensano che i gradini dell’altare, invece che servire per essere ascoltati da tutti, siano lí per autorizzarli ufficialmente a sentirsi superiori. Ebbene, ci sono anche i laici cosí: coordinatori di comunitá padroni, cassieri furbetti. Io me li sono tenuti per sedici anni. Ci sono persone mature, generose, che mi porto nel cuore, ma ci sono anche laici clericali. Perché me li hai fatti sopportare, mentre tu non stavi facendo quello che hai mandato me a fare?

Ti difendi dicendo che qui i laici non sono preparati. Io ho accolto i laici, li ho cercati, li ho incoraggiati; abbiamo cercato di migliorarci, di assumere con serietá le nostre responsabilitá. Torno qui e scopro che i laici non sono preparati: in fondo non sono che direttori di banca, capicoro con sensibilitá estetica e liturgica, direttrici dell’Azieda Servizi Municipializzati, professoresse di universitá; i laici qui sono mamme che contemporaneamente sanno preparare il pranzo, rispondere al telefono, cambiare i pannolini del piccolo, fare una lavatrice rispetando tessuti delicati e colori brillanti. Ma – insisti – i laici non sono all’altezza. Ma hai mandato me a fare le Comunitá Ecclesiali di Base con i laici che avevo, all’altezza o no.

Tu mi hai mandato a inventare liturgie che non ti interessano. Smettila di dare la colpa solo ai preti!

Io ti raccontavo quello che facevo nelle mie prediche o nei gruppi missionari. Ma tu non sei andato dal parroco a dire: “Lo vogliamo anche noi”. No. Sei rimasto lí incantato: «che bello il prete che – lá – dá la comunione con il Corpo e il Sangue di Gesú. Che fa queste bellissime confessioni comunitarie prima di Natale, prima di Pasqua, prima dei patroni, dove le persone si mettono in fila per ricevere l’assoluzione con un abbraccio. Le fa anche con i carcerati, che cosa bella! Che interessanti le liturgie con la Parola di Dio letta e condivisa!» Ma poi hai sempre preteso la Messa, e che sia alle dieci, mica ad un orario bislacco.

Mi dici che c’e scambio tra le Chiese, ma cosa sei disposto ad accettare da loro? Mohamed Yunus (in “Il banchiere dei poveri”) dice con ragione che l’Occidente non accoglie tecnologia dal sud del mondo. Nel suo caso é tecnologia bancaria, il microcredito; nel mio caso, é tecnologia pastorale, tecnologia liturgica.

Sappi che io non torno piú indietro. Perché lí davanti, lí fuori, mi hai mandato tu. E adesso io pretendo che tu venga dove sono arrivato io. Perché se io andavo a Roma a studiare storia della Chiesa, o morale, o teologia del Nuovo Testamento, poi tornavo indietro e insegnavo, mi davate una cattedra. Invece mi sono preso sedici anni di America Latina (senza la condizionale) che devo chiudere dentro un parentesi nostalgica.

Ah, no! Adesso ti deve interessare, perché mi hai mandato dicendomi che ero in missione inviato da te. Adesso vieni tu dove sono io: se é la missione che fa la Chiesa, adesso io pretendo che tu faccia i passi che hai mandato me a fare. Non accetto di sigillare i miei anni in missione dentro un archivio morto del computer. Tocca a me dare la missione e te: se ti sembro troppo avanti, ti dico: “Alzati e cammina”. Se ti sembro troppo fuori, ti dico: “Smetti di aver paura di sbagliare o di sporcarti, e sii Chiesa in uscita”.

Don Gianni Poli, Fidei Donum in Brasile, ora parroco nelle Giudicarie Esteriori

 

 

Ottobre missionario straordinario, disponibile on line il materiale per l’animazione

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Per volere di Papa Francesco, il prossimo ottobre sarà un mese missionario straordinario. Il tema è “Battezzati e inviati“.

Sul sito di missio Italia è disponibile tutto il materiale per l’animazione.
In particolare segnaliamo:

Oltre a svariati spunti di riflessione:

Il materiale dedicato ai giovani è interamente visionabile on line.

Nella FOTO di Gianni Zotta l’ultima Veglia Missionaria in cattedrale a Trento (ottobre 2018), protagonisti i giovani.

Ottobre 2019, mese missionario straordinario. Come logo una croce con i colori dei continenti

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Papa Francesco ha indetto per ottobre 2019 un mese missionario straordinario.

Una Croce missionaria i cui colori tradizionali richiamano i cinque continenti: è questo il logo del Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019. La Croce è lo strumento e il segno efficace della comunione tra Dio e gli uomini per l’universalità della nostra missione: è luminosa, piena di colore, segno della vittoria e della risurrezione. Il mondo è trasparente, perché l’azione di evangelizzazione non ha barriere né confini: è frutto dello Spirito Santo. La carità cristiana e il mondo trasfigurato nello Spirito superano le distanze e aprono lo sguardo della nostra mente e del nostro cuore. Le parole Battezzati e Inviati, che accompagnano l’immagine, indicano i due elementi caratteristici di ogni cristiano: il battesimo e l’annuncio.

I colori della Croce sono quelli tradizionalmente attribuiti ai cinque continenti:

  • il rosso per l’America: richiama il sangue dei martiri del continente americano, semi per una vita nuova nella fede cristiana.
  • il verde per l’Africa: è il colore della vita e simboleggia la crescita, la fecondità, la giovinezza e la vitalità; è inoltre il colore della speranza, una delle tre virtù teologali.
  • il bianco per l’Europa: è simbolo della gioia, inizio di vita nuova in Cristo, è la sfida per una vecchia Europa, affinché sia capace di riappropriarsi della forza evangelizzatrice che l’ha generata grazie a tante Chiese e tanti santi.
  • il giallo per l’Asia: è colore di luce, che si alimenta di luce invocando la vera Luce.
  • il blu per l’Oceania: è il colore dell’acqua della vita che ci disseta e ci ristora lungo il cammino verso Dio; è il colore del nostro cielo, segno della dimora di Dio con noi uomini.

Clandestino! Storie e percorsi di genti in movimento. Zandonini a Trento martedì 9 su invito della Diocesi (Seminario, 17.30)

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All’interno del dibattito sul delicato tema dell’immigrazione, l’Arcidiocesi di Trento propone domani, martedì 9 aprile alle ore 17.30 presso l’Aula Magna del Seminario diocesano di Trento (Corso 3 novembre) l’incontro dal titolo “Clandestino! Storie e percorsi di genti in movimento”. Interverrà Giacomo Zandonini, giornalista freelance, milanese di nascita ma trentino d’adozione, esperto di migrazioni, traffico di esseri umani, politica e società nel Mediterraneo e nel Sahel, collaboratore di testate nazionali e internazionali (da Repubblica ad Al Jazeera, da Internazionale a Paris Match).

Il confronto è promosso dall’Area Testimonianza e Impegno sociale della Diocesi e in particolare dalla Pastorale Migrantes. L’obiettivo è quello di ritornare alle storie, ai volti e ai percorsi di quanti oggi fuggono dal proprio Paese. La conoscenza approfondita delle cause di alcuni fenomeni migratori è, infatti, uno degli strumenti migliori per attuare quanto papa Francesco indicò in occasione della Giornata del migrante e del rifugiato del 2018: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.

IMMAGINE DA conversazionisulfuturo.it

 

Celebrazione per i missionari martiri domenica 24 marzo (ore 19) in Duomo a Trento con il Vescovo Lauro

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Domenica 24 marzo si celebra la  Giornata di digiuno e preghiera in memoria dei missionari martiri . In Duomo a Trento si terrà la celebrazione della S. Messa delle ore 19.00 presieduta da mons. Lauro Tisi.

Quest’anno verrà sottolineato anche con un gesto concreto il sacrificio di molti sacerdoti, religiose/i, operatori pastorali laici attraverso il sostegno di due progetti dedicati allo studio biblico in Pakistan, paese in cui le minoranze religiose vengono perseguitate.