Author: Claudia Dorigoni

Trento, torna (e compie 20 anni) la Festa dei Popoli

Ricco programma per la due-giorni inter-etnica organizzata dalla Diocesi (28-29 settembre)
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Compie vent’anni quest’anno la tradizionale Festa dei popoli promossa dall’Arcidiocesi di Trento e in calendario il 28 e 29 settembre in piazza Fiera a Trento. Un momento d’incontro gioioso e coinvolgente per ricordare alla società trentina il prezioso apporto delle diverse comunità di stranieri presenti (alcune da decenni) sul nostro territorio.

Un’occasione per proporre tradizioni, piatti, colori e costumi di tante parti del mondo, nell’intento di offrire una conoscenza e uno spaccato di queste comunità che vada oltre lo stereotipo.

La Festa quindi rappresenta oggi – ancor di più degli anni passati – un modo per costruire una diversa mentalità, centrata sulla convivenza, il rispetto reciproco, la conoscenza e l’incontro che sono il miglior antidoto al razzismo e alla diffidenza.

Quest’anno inoltre la Festa coincide con la Giornata del Migrante e del Rifugiato indetta dalla CEI e fondata sul messaggio di Papa Francesco “Non si tratta solo di migranti …” in cui il pontefice sottolinea come non sia possibile considerare chi si muove per un futuro migliore semplicemente come un numero facente parte di un fenomeno problematico da liquidare sbrigativamente. Sono storie, persone, volti, situazioni che abbiamo il dovere almeno di conoscere, prima di esprimere qualsiasi giudizio.

La Festa è quindi anche un modo per fare cultura, aprire gli orizzonti e gettare ponti. E “#creiamo ponti” è proprio lo slogan del pomeriggio di animazione proposto sabato dal Forum delle associazioni familiari, aperto a grandi e piccini, che si concluderà verso le 18 con un flash mob sul tema, una novità nel programma di quest’edizione.

Contemporaneamente presso il campo di calcio del Santissimo si disputerà come l’anno scorso il torneo di calcetto giovanile, curato dall’US Invicta Duomo, mentre sabato sera spazio all’esibizione sul palco di alcuni gruppi musicali etnici e inter etnici.

Domenica la manifestazione proseguirà con la tradizionale sfilata per le vie del centro, i saluti delle autorità e la preghiera ecumenica, l’apertura degli stand dei vari popoli in piazza e le loro esibizioni che si susseguiranno nel pomeriggio.

Oltre 800 anziani al pellegrinaggio a Pinè. Il rettore don Rattin: “Promotori di umanità”

Grande partecipazione nel giorno della Festa dell'Esaltazione della Croce
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In uno splendido pomeriggio tardo estivo, almeno ottocento anziani si sono dati appuntamento da ogni valle del Trentino per il tradizionale pellegrinaggio alla Comparsa di Pinè. Occasione per dare anche l’avvio ufficiale alle attività e agli incontri della Pastorale di settore e dei Circoli. Dopo l’accoglienza, la recita del rosario meditato da d. Piero Rattin, rettore del Santuario della Madonna di Caravaggio in Pinè e sostenuto dalla voce giovane e squillante di tre ragazzine dell’oratorio di Pozza di Fassa.

“Gesù è morto di coerenza” – ha esordito don Piero durante l’omelia della santa Messa ed ha proseguito sostenendo che essere cristiani vuol dire essere disponibili a pagare ogni giorno il prezzo della coerenza, che cambia secondo l’età della persona e questo prezzo da pagare si chiama croce. La coerenza degli anziani – ha spiegato ancora don Piero – è fatta di fedeltà ai valori umani sperimentati durante la vita. Gli anziani devono farsi promotori di umanità opponendosi e contrastando l’individualismo dilagante, devono essere testimoni di vita e di mitezza tenendo viva la fede nel cuore, anche se il mondo rema contro. E tutto ciò deve essere scevro da giudizi , fosse anche nei confronti dei nipoti che non vogliono più andare a messa. Meglio un linguaggio semplice per condividere la propria testimonianza di vita cristiana, senza giudicare le persone.: «Se non avessi incontrato Gesù nella mia vita, non avrei superato tutte le difficoltà che la vita stessa mi ha riservato».

Intenso anche il momento della distribuzione della comunione ad opera dei cinque sacerdoti concelebranti e in conclusione della s. Messa un meritato applauso al coro di Carbonare che ha animato e reso più gioioso il celebrare.

Prima della benedizione finale i rappresentanti di FapAcli e del Coordinamento Circoli Anziani della Provincia Autonoma di Trento, hanno portato il proprio saluto e augurio ai partecipanti.

In ricordo del pellegrinaggio, ai presenti è stata distribuita la preghiera pubblicata in occasione del 290° Anniversario della 3^ apparizione della Madonna a Domenica Targa.(c.d.)

Pensionati e Anziani pellegrini alla Madonna di Pinè sabato 14

Si rinnova il tradizionale appuntamento di ricarica spirituale al principale santuario mariano della Diocesi
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Il Servizio Salute Pellegrinaggi Anziani della diocesi di Trento in collaborazione con FapAcli e il Coordinamento provinciale dei Circoli propone per il pomeriggio di sabato 14 settembre 2019 un incontro/pellegrinaggio alla Comparsa in Montagnaga di Pinè.

L’organizzazione del viaggio, a mezzo di pullman o pulmini, è affidata agli Animatori dei Gruppi locali, ai quali rivolgersi per confermare la propria partecipazione.

Per la città di Trento il Servizio diocesano predispone un pullman con partenza  da Lungadige Sanseverino (partenza funivia di Sardagna) ad ore 13.00 e ritorno (stesso punto) verso le 17.30/18.00. Costo pro capite € 10,00, prenotazione obbligatoria e fino ad esaurimento posti (50), presso l’ufficio Salute Pellegrinaggi Anziani (tel. 0461/891.127-891.155 mail: c.dorigoni@diocesitn.it).

scarica la LOCANDINA

La Festa dei Popoli

compie vent'anni la festa inter etnica che organizza la diocesi di Trento
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Compie vent’anni quest’anno la tradizionale Festa dei popoli promossa dall’Arcidiocesi di Trento che si terrà il prossimo 28 e 29 settembre in piazza Fiera a Trento. Un momento d’incontro gioioso e coinvolgente per ricordare alla società trentina il prezioso apporto delle diverse comunità di stranieri presenti (alcune da decenni) sul nostro territorio.

Un’occasione anche per incontrarsi, per proporre tradizioni, piatti, colori e costumi di tante parti del mondo, nell’intento di offrire una conoscenza e uno spaccato di queste comunità che vada oltre lo stereotipo e la chiacchiera da bar. Chiacchiere e pregiudizi purtroppo molto più diffusi di un tempo, che anche nella nostra provincia hanno un po’ offuscato lo spirito di accoglienza, di solidarietà, di attenzione e riconoscenza tipico dei trentini.

La Festa quindi rappresenta oggi – ancor di più degli anni passati – un modo per costruire una diversa mentalità, centrata non sul “prima gli italiani” ma sulla convivenza, il rispetto reciproco, la conoscenza e l’incontro che sono il miglior antidoto al razzismo e alla diffidenza.

Quest’anno inoltre la Festa coincide con la Giornata del Migrante e del Rifugiato indetta dalla CEI e fondata sul messaggio di Papa Francesco “Non si tratta solo di migranti …” in cui il pontefice sottolinea come non sia possibile considerare chi si muove per un futuro migliore semplicemente come un numero facente parte di un fenomeno problematico da liquidare sbrigativamente. Sono storie, persone, volti, situazioni che abbiamo il dovere almeno di conoscere, prima di esprimere qualsiasi giudizio.

La Festa è quindi anche un modo per fare cultura, aprire gli orizzonti e gettare ponti. E “#creiamo ponti” è proprio lo slogan del pomeriggio di animazione proposto sabato dal Forum delle associazioni familiari, aperto a grandi e piccini, che si concluderà verso le 18 con un flash mob sul tema, una novità nel programma di quest’edizione.

Contemporaneamente presso il campo di calcio del Santissimo si disputerà come l’anno scorso il torneo di calcetto giovanile, curato dall’US Invicta Duomo, mentre sabato sera spazio all’esibizione sul palco di alcuni gruppi musicali etnici e inter etnici.

Domenica la manifestazione proseguirà con la tradizionale sfilata per le vie del centro, i saluti delle autorità e la preghiera ecumenica, l’apertura degli stand dei vari popoli in piazza e le loro esibizioni che si susseguiranno nel pomeriggio.

In 800 a Pinè con il vescovo Lauro nel 290° delle prime apparizioni mariane

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Almeno 800 tra ammalati e pellegrini al pellegrinaggio diocesano al santuario di Montagnaga di Piné domenica 2 giugno, a poche ore dall’arrivo nello stesso luogo, la conca della Comparsa, dei giovani pellegrini partiti da Trento. In una splendida giornata da sapore estivo, hanno vissuto una giornata in comunione, fraternità e preghiera. Fin dal primo mattino grande impegno dei sacerdoti per accogliere i tanti accostatisi alla confessione e grande impegno dei volontari di Ospitalità Tridentina.
Nel programma del mattino la processione di molti pellegrini guidata da d. Piero Rattin, rettore del Santuario, partita dalla chiesa di Montagnaga per raggiungere la radura delle apparizioni, dove alle 11.00 il vescovo Lauro ha presieduto la s. Messa animata dal coro locale.

Nella festa dell’Ascensione il Vescovo ha esortato i presenti a “rimanere a Gerusalemme”, cioè dove l’amore ha vinto l’odio e dove Gesù ha risposto al massimo del male con l’amore e il perdono. L’amore vero, che è dire all’altro “Io vivo per te e ti lascio libero”. Gesù ascende al cielo, ma rimane in mezzo agli uomini nel volto dei fratelli. Ascensione che è anche la festa della missione, intesa come servizio al fratello, perché solo l’amore salva e ci si salva lavando i piedi ai fratelli.
Al termine della messa è stato offerto ai presenti un pasto caldo, cui è seguita la recita del rosario meditato, la processione e la benedizione eucaristica.
Il vescovo Lauro ha offerto ai pellegrini una seconda meditazione, ricordando che “chi è senza memoria è a rischio, perché vive nel vortice del presente. E’ bene dunque che venga lo Spirito Santo a ricordarci ciò che Gesù ha fatto, a rimettere nel cuore degli uomini e delle donne il ricordo vivo del dono di Gesù, a portarci il balsamo dell’ascolto della Sua Parola”. Ha poi parlato di un’Europa che “vive avendo sé stessa come unico riferimento, senza memoria”. “Vivere senza il riferimento eucaristico – ha aggiunto – porta gli uomini a diventare merce di scambio e prodotti di consumo. “Chi mangia me vivrà me” dice Gesù. Questo – conclude il vescovo Lauro – non deve rimanere un sogno, un ideale, una percezione. Che Maria doni alla Chiesa di Trento la passione eucaristica e il gesto di convocarci per fare comunione e vivere con l’altro come unico riferimento”. Visiona il VIDEO

Santuario di Pinè celebra 290 anni dalla prima apparizione mariana. Domenica 2 giugno pellegrinaggio diocesano

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Il santuario di Montagnaga di Piné, più familiarmente conosciuto come “La Comparsa” e il più importante della diocesi di Trento, ricorda i 290 anni dalla prima apparizione della Vergine Maria alla pastorella Domenica Targa: era il 14 maggio 1729. Tra gli appuntamenti celebrativi, il più rilevante sarà il pellegrinaggio diocesano presieduto dall’Arcivescovo Lauro, e al quale parteciperanno comunità da tutte le valli con i loro malati. Alle 9.30 partirà la processione dei pellegrini dal Santuario e alle 11.00 seguirà la Celebrazione della Messa alla Comparsa. Nel pomeriggio alle 14.00 – sempre alla Comparsa: il Rosario meditato e la benedizione dei Malati. Come ogni anno la Diocesi di Trento attraverso il suo servizio Salute Pellegrinaggi Anziani, invita le comunità ad accompagnare i propri ammalati a trascorrere un pomeriggio assieme, pregare anche con il vescovo Lauro e a rendere grazie alla Madonna con questo pellegrinaggio, che richiama un gran numero di partecipanti, assistiti dai volontari di Ospitalità Tridentina.

Vai alla locandina

Domenica 26 Maggio, Solennità annuale del Santuario, dal tradizionale pellegrinaggio votivo dell’Altopiano di Piné. Alle ore 15.30 la partenza della Processione dal Santuario con l’arrivo alla Comparsa e la S.Messa solenne presieduta da Mons. Giuseppe Andrich, Vescovo emerito di Belluno – Feltre

Nella notte dall’1 al 2 giugno si svolgerà anche il pellegrinaggio a piedi dei giovani da Trento a Montagnaga, proposto dalla Pastorale Giovanile della Diocesi.

Il programma delle Celebrazioni dell’8 settembre (anniversario della terza apparizione) e del 10 settembre (quarta apparizione a Pralongo) sarà comunicato in seguito tramite il sito web del santuario (www.santuariodipine.it)

 

La delegazione trentina Acos a Roma all’incontro con il Papa

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Papa Francesco ha ricevuto nella mattinata di venerdì 17 maggio 2019 in Sala Clementina 300 membri dell’Associazione Cattolica Operatori Sanitari (Acos). Tra loro, una trentina proveniva dalla Diocesi di Trento. “Il malato – ha detto loro Francesco – non è un numero né una macchina, mentre l’obiezione di coscienza va compiuta con rispetto e dialogo.”
Il Trentino ha avuto un ruolo importante nella nascita di Acos grazie al contributo di don Enrico Nicolini e don Giampaolo Giovanazzi, insieme a Carlo Tenni, infermiere e negli anni ’80 vicepresidente nazionale dell’Associazione. Un ruolo, quello di vicepresidente, tornato ora sulle spalle di un trentino: Mauro Conti, fisioterapista alla APSP Armani di Mori.

Sull’incontro con papa Bergoglio, leggi tutti i dettagli su VATICAN.NEWS

 

dalle impressioni di Carlo Tenni, partecipante all’udienza con papa Francesco:

«L’A.C.O.S. è una associazione nata nel settembre 1978 dalla fusione di due associazioni di infermieri che intuirono che per prendersi cura della persona fragile e malata  era necessario riunire in un’unica associazione tutte le figure coinvolte a diverso titolo nel processo assistenziale: infermieri, medici, fisioterapisti e altri, ma anche studenti delle professioni sanitarie, personale amministrativo e volontari, perché tutti intervengono nella cura della persona malata, sia coloro che “curano le ferite” sia coloro che operano per far sì  che ci siano risorse sufficienti anche per coloro che la società odierna tende a “scartare”.

Nella sanità – ha ricordato il  presidente dell’Acos dott. Mario Morelli nel saluto iniziale – l’aziendalismo sfrenato aumenta sempre più le disuguaglianze e spinge ai margini le persone fragili, rendendole sempre più povere.

Proprio a questo ha fatto accenno il Santo Padre nel suo discorso: “Negli ultimi decenni, il sistema di assistenza e di cura si è trasformato radicalmente, e con esso sono mutati anche il modo di intendere la medicina e il rapporto stesso con il malato.
Proprio lo sforzo di trattare i malati come persone, e non come numeri, deve essere compiuto nel nostro tempo e tenendo conto della forma che il sistema sanitario ha progressivamente assunto. La sua aziendalizzazione, che ha posto in primo piano le 

esigenze di riduzione dei costi e razionalizzazione dei servizi, ha mutato a fondo l’approccio alla malattia e al malato stesso, con una preferenza per l’efficienza che non di rado ha posto in secondo piano l’attenzione alla persona, la quale ha l’esigenza di essere capita, ascoltata e accompagnata, tanto quanto ha bisogno di una corretta diagnosi e di una cura efficace“.

Ci ha fatto piacere che il Santo Padre, abbia accennato anche a chi si prende cura del malato: di noi operatori, del nostro carico di lavoro e della nostra formazione.

La cura che prestate ai malati, – ci ha detto il Santo Padre – così impegnativa e coinvolgente, esige che ci si prenda cura anche di voi. Infatti, in un ambiente dove il malato diventa un numero, anche voi rischiate di diventarlo e di essere “bruciati” da turni di lavoro troppo duri, dallo stress delle urgenze o dall’impatto emotivo. È quindi importante che gli operatori sanitari abbiano tutele adeguate nel loro lavoro, ricevano il giusto riconoscimento per i compiti che svolgono e possano fruire degli strumenti adatti per essere sempre motivati e formati“.

E sulla formazione il Santo Padre ci ha indicato la strada: “La formazione non sia solo confronto, studio e aggiornamento, ma ponga una particolare cura alla spiritualità, in modo che sia riscoperta e apprezzata questa dimensione fondamentale della persona, spesso trascurata nel nostro tempo, ma così importante, soprattutto per chi vive la malattia o è vicino a chi soffre“.

Ci ha colpito come ha introdotto il tema dell’obiezione di coscienza: “Una scelta – ha detto –  che non deve essere motivo di disprezzo o di orgoglio. Si deve farla con umiltà e rispetto, cercando il dialogo non come chi sale in cattedra, ma come chi cerca il vero bene delle persone. Un tema questo quanto mai attuale sia in ambito sanitario vero e proprio, ma anche più ampiamente in ambito sociale: il rispetto e l’accoglienza dell’altro“.

Infine ci ha incoraggiati   “… a valorizzare sempre l’esperienza associativa, affrontando con nuovo slancio le sfide che vi attendono negli ambiti che insieme abbiamo considerato. Una buona sinergia tra le sedi regionali farà in modo che le forze dei singoli e dei vari gruppi locali non restino isolate ma siano coordinate e si moltiplichino“. E ancora: “Per mantenere sempre vivo il vostro spirito, vi esorto ad essere fedeli alla preghiera e a nutrirvi della Parola di Dio: sempre con il Vangelo in tasca, sempre a portata di mano: cinque minuti, si legge, così che entri in noi la Parola di Dio“.

Abbiamo vissuto questo momento quasi come una conferma della missione della nostra Associazione, nata tanti anni fa, ma sicuramente con una nuova spinta dopo questo incontro con Papa Francesco, anche per il nostro gruppo di Trento, con cui abbiamo condiviso questa grande emozione.
Incontrare il Papa e salutarlo personalmente nella sua semplicità e umiltà con il sorriso che lo contraddistingue, è stata la sorpresa più bella –  sguardo nello sguardo – momento unico ed emozionante.

La  parola che ci esce dal cuore è GRAZIE».

Il mondo degli anziani si interroga sul futuro dell’Europa. A Trento Daniele Rocchetti (Acli Bergamo)

Giovedì 9 maggio ore 9 all'Oratorio del Duomo. Promuovono: Diocesi, Acli, Coordinamento Circoli
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Perché mai gli anziani dovrebbero interessarsi dell’Europa? Perché il suo futuro è il loro, ma è soprattutto quello dei loro figli e, ancor più, dei loro nipoti. E’ la premessa dell’incontro organizzato a Trento giovedì 9 maggio ad ore 9.00 all’oratorio del Duomo, in via Madruzzo da FapAcli, Coordinamento Circoli provinciali e Arcidiocesi di Trento – Servizio Salute Pellegrinaggi Anziani. 

Relatore Daniele Rocchetti, giornalista e Presidente della Acli di Bergamo. Titolo del suo intervento: “Come pensare l’Europa? Per l’oggi, per il domani, per quanti verranno dopo di noi”.

L’appuntamento è chiaramente in relazione con la scadenza elettorale del prossimo 26 maggio, con il voto per il rinnovo del Parlamento Europeo. In questa occasione – spiegano gli organizzatori – ci giochiamo l’eredità dei nostri padri, ci giochiamo il nostro futuro. L’Europa è un elemento importante, decisivo e centrale per il nostro benessere. Ha garantito pace duratura e tutela alla collettività. Non siamo ingenui: sappiamo che esistono limiti, non li trascuriamo. Migliorare l’Europa non significa abbandonarla, ma renderla ancora più solidale, più vicina ai cittadini. L’Europa è un treno che l’Italia non può perdere, a tutela dei più deboli. Quello che è importante fare è trasmettere, soprattutto ai giovani, l’idea che l’Europa è il nostro destino, anche se oggi spesso la vediamo a volte indifferente alla vita concreta delle persone. Dobbiamo capire che quella europea è la sola comunità che ci può dare la speranza di essere protagonisti nella vita di domani, dove gli altri grandi paesi del mondo avranno un ruolo prevalente, visto che nessun paese europeo, da solo, potrà contare qualcosa.

Gli Anziani, custodi e memori della storia del secolo passato, sono più responsabili di tutti.

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IMMAGINE COPERTINA TRATTA DA

Operatori Caritas e Consulta Salute insieme per il Convegno annuale il 23 marzo al Collegio Arcivescovile

"Il povero e il malato profezia per tutti"
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Avrà luogo a Trento presso il Collegio Arcivescovile il convegno annuale nel quale si è introdotta la novità di dedicarlo particolarmente agli operatori e volontari della Caritas e della Pastorale della Salute. L’idea è quella di mettere insieme due “mondi”, Caritas e Ammalati, che senz’altro hanno già molto da raccontarsi e che probabilmente condividono esperienze e iniziative con più frequenza di quello che si possa pensare. Molti di questi operatori sono già attivi sia sul fronte della carità che su quello dell’assistenza agli ammalati. Ecco allora il senso e lo spirito di fare le cose insieme, per quanto possibile.
Anche lo stile del Convegno vuole essere un po’ rinnovato, a partire dall’introduzione del vescovo Lauro, dalla relazione della dott.ssa Marisa Bentivogli, che a Bologna opera sia in Caritas che in Pastorale della Salute e dagli interventi che faranno da corona a tutta la mattinata.

L’appuntamento per il convegno  “Il povero e il malato profezia per tutti” è sabato 23 marzo 2019 dalle ore 8.45 alle 12.00 a Trento presso l’Aula Magna del Collegio Arcivescovile

Tutte le informazioni nella locandina del Convegno

 

Sussidi e iniziative della diocesi di Trento per la XXVII Giornata Mondiale del Malato del prossimo 11 febbraio

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In occasione della XXVII Giornata mondiale del Malato 2019 di lunedì 11 Febbraio, l’area Testimonianza della Diocesi ha predisposto sussidi utili per la preparazione e la celebrazione che possono essere utilizzati nelle Parrocchie, negli Ospedali e nelle Case di Riposo.

 

Locandina per Trento – messa in Santa Maria Maggiore

Locandina per le Valli – Gionata Mondiale Malato
 (ognuno finirà  di compilarla con la data e l’orario della propria messa dedicata ai malati)

Messaggio del Santo Padre Francesco

Indicazioni per la Messa GMM 2019

 

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Liturgia della Parola Giornata Mondiale del Malato 2019 

Scheda teologica pastorale Giornata Mondiale del  Malato 2019  

Preghiera per XXVII Giornata Mondiale del Malato 2019
 (da fotocopiare e consegnare anche ai malati)