fr. Tullio Pastorelli – Cile

Pastorale Missionaria e delle Migrazioni

Carissimi, come state? Spero tutti bene! Oggi da noi inizia l’inverno e da qualche settimana il freddo e l’umidità curicana si fanno sentire. In questi giorni di giugno abbiamo celebrato anche noi la festa del nostro caro sant’Antonio e le iniziative sono state molte, belle, partecipate e sentite. Anche nelle cappelle della parrocchia si sono vissuti momenti intensi di devozione antoniana con la spiegazione dei miracoli e con la benedizione del pane e non sono mancate le visite ai malati e agli anziani. In questi giorni mi sono venute in mente e nel cuore tante parole e molti esempi del Santo, e quello che desidero condividere con voi in questa lettera si trova nel sermone della II domenica d’avvento al n.12; e cito il Santo “I poveri sono evangelizzati”, dei poveri dice Isaia: “I primogeniti dei poveri saranno saziati e i miseri riposeranno con fiducia” (Is14,30); e ancora: “I miti si rallegreranno nel Signore ogni giorno di più, e i poveri esulteranno nel Santo d’Israele” (Is 29,19). Soltanto i poveri, cioè gli umili, vengono evangelizzati, perché solo la concavità è in grado di ricevere ciò che vi si versa, mentre il rigonfiamento, la convessità, lo respinge. Chi ha sete, venga a me e beva dice il Signore; perché, come egli ancora dice per la bocca di Isaia; farò scorrere l’acqua su colui che ha sete e torrenti sul terreno arido. Oggi sono i poveri, i semplici, gli indotti, i rozzi e le vecchiette che hanno sete della parola della vita, dell’acqua della sapienza salvatrice. Come sono vere qui da noi in missione le parole di sant’Antonio! Vi racconto un fatto, dei molti che potrei narrare, successi in questi giorni antoniani. La settimana scorsa visitando la signora Maria, una vecchietta del settore di Santa Lucia, mi sono venute in mente queste parole del Santo, quanta gioia nei suoi occhi nel vedere il sacerdote nella sua povera casa, quanta felicità nel suo sorriso, e quanta fede nel suo cuore. La sua casa, una semplice baracca, un braciere per scaldarsi nel mezzo della stanza che serve da cucina, soggiorno e camera da letto; il servizio igienico è nel cortile della casa. La piccola finestra ha del nylon al posto dei vetri, una situazione veramente difficile e nonostante questo, quanta gioia e pace nel cuore della signora Maria nel vedere il sacerdote che visitava la sua casa. I poveri sono evangelizzati e allo stesso tempo ci evangelizzano. Nella nostra conversazione non ho sentito una parola di sconforto, di desolazione, di rabbia, non un lamento, solamente contenta di vedermi e della benedizione che per intercessione di sant’Antonio gli ho regalato assieme a una borsa di generi alimentari.

Cari amici, frati, familiari, gruppi missionari e benefattori l’invito che ci fa san Antonio e di svuotarci di tante cose superflue della vita e lasciarci riempire dalla grazia di Dio, dal suo amore, dalla sua pace. E come dice san Francesco nella Regola non Bollata al cap. XVII: E restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamogli grazie, perché procedono tutti da Lui. E lo stesso altissimo e sommo, solo vero Dio abbia, e gli siano resi ed Egli stesso riceva tutti gli onori e la reverenza, tutte le lodi e tutte le benedizioni, ogni rendimento di grazia e ogni gloria, poiché suo è ogni bene ed Egli solo è buono. Come sempre vi ringrazio per la vostra attenzione missionaria, per le vostre preghiere e grazie anche per l’aiuto concreto che con generosità sempre ci inviate. Il Signore della vita e della speranza ricompensi come sa fare solo Lui, tutto il bene che ci regalate.

(fr. Tullio Pastorelli – giugno 2018)